La crescente frequenza degli eventi climatici estremi e la progressiva riduzione della disponibilità idrica, specialmente nel bacino del Mediterraneo, rendono necessaria una transizione dall’irrigazione uniforme verso una gestione idrica di precisione, con strategie capaci di adattare l’apporto d’acqua alla reale variabilità dell’appezzamento.
Un recente studio condotto in un ceraseto commerciale della regione del Gediz, in Turchia, ha valutato l’efficacia dell’irrigazione a rateo variabile (Variable-Rate Irrigation, VRI) combinata con il telerilevamento satellitare, con l’obiettivo di verificare la possibilità di aumentare la produttività dell’acqua mantenendo invariata la qualità commerciale dei frutti.

La zonazione del ceraseto attraverso le immagini satellitari
La prima fase dello studio ha riguardato la suddivisione dell’appezzamento in zone di gestione omogenee mediante immagini satellitari PlanetScope ad alta risoluzione, con dati NDVI acquisiti nel triennio 2020–2022.
L’integrazione delle immagini attraverso l’analisi delle componenti principali (PCA) e il clustering Fuzzy c-means ha permesso di identificare due zone principali, successivamente validate attraverso la caratterizzazione fisica del suolo.
La zona VR1, caratterizzata da maggiore profondità del suolo, più elevato contenuto di argilla e maggiore capacità di ritenzione idrica, e la zona VR2 con maggiore presenza di scheletro e capacità di conservazione dell’acqua più limitata.
La stabilità delle differenze di NDVI osservate nei tre anni precedenti all’esperimento ha evidenziato come la variabilità all’interno del ceraseto fosse principalmente associata a caratteristiche pedologiche persistenti, piuttosto che a condizioni stagionali transitorie.
Le differenze nella capacità di ritenzione idrica del suolo
Questa differenziazione si è riflessa anche nella dinamica dell’acqua nel terreno: nella zona più pietrosa VR2 l’umidità diminuiva rapidamente dopo l’irrigazione, rendendo necessarie applicazioni più frequenti, mentre nella VR1 l’acqua permaneva più a lungo nel profilo esplorato dalle radici.
Nel 2023, in condizioni climatiche relativamente normali, la gestione VRI ha consentito di ridurre l’acqua di irrigazione fino al 49% rispetto alla gestione uniforme.
Nella VR1 sono stati distribuiti 355 mm contro i 696 mm del controllo, ottenendo una produzione commercializzabile di 4.889 kg/ha, sostanzialmente equivalente a quella del trattamento uniforme (4.860 kg/ha).
La produttività dell’acqua ha raggiunto 1,38 kg/m3 nella VR1 e 0,88 kg/m3 nella VR2, rispetto a 0,70 kg/m3 nel controllo.
I risultati dell'irrigazione di precisione nel 2024
Nel 2024, caratterizzato da condizioni climatiche molto più severe, con temperature particolarmente elevate e precipitazioni stagionali fortemente ridotte, le rese sono diminuite in tutti i trattamenti.
Tuttavia, anche in questa situazione la VRI ha mantenuto una maggiore efficienza nell’impiego dell’acqua: il Water Productivity Index è risultato pari a 0,26 kg/m3 nella VR1 e 0,20 kg/m3 nella VR2, contro 0,16 kg/m3 nella gestione uniforme.
La riduzione degli apporti irrigui non ha determinato penalizzazioni sulla qualità dei frutti: peso, diametro, solidi solubili, acidità titolabile e pH non hanno mostrato differenze significative tra le strategie irrigue nelle due annate.
Produttività dell'acqua e resilienza nel contesto mediterraneo
Nel complesso, l’irrigazione di precisione non consiste semplicemente nel ridurre uniformemente i volumi distribuiti, ma nel riallocare l’acqua in funzione delle caratteristiche idrologiche delle diverse porzioni dell’appezzamento.
L’integrazione tra immagini satellitari, zonazione e monitoraggio dell’umidità del suolo permette di evitare apporti eccessivi nelle aree con maggiore capacità di ritenzione, compensando al contempo le zone con più rapida perdita d’acqua.
Nel contesto mediterraneo, questo approccio rappresenta uno strumento concreto per aumentare la produttività dell’acqua e migliorare la resilienza della produzione.
Fonte: Koparan, M. H., Gorgisen, C., Bora, E., Yildirim, Y. E., & Bayramin, I. (2026). Delineating Management Zones Using Principal Component Analysis–Fuzzy Clustering for Variable-Rate Irrigation: Effects on Sweet Cherry Yield and Quality. Applied Fruit Science, 68(4), 264. https://doi.org/10.1007/s10341-026-01969-z
Fonte immagine: KOPARAN ET AL 2026
Andrea Giovannini
Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT
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