La filiera mondiale delle ciliegie si prepara a una campagna senza precedenti.
Per il 2026/27, il Servizio agricolo estero del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA-FAS) prevede una produzione di 5,4 milioni di tonnellate, in crescita del 17% rispetto alla stagione precedente.
Un’espansione che potrebbe intensificare la concorrenza per le produzioni della Patagonia argentina, presenti sul mercato nella stessa finestra commerciale del Cile.
Le stime arrivano dal rapporto sulla frutta a nocciolo diffuso il 25 settembre. A sostenere il nuovo massimo produttivo sono soprattutto Cina, Turchia, Unione europea e Cile.

Cina in testa, riparte la produzione turca
La Cina mantiene il primato produttivo con 1,02 milioni di tonnellate.
La Turchia, dopo una campagna fortemente penalizzata dalle gelate, dovrebbe raggiungere 1 milione di tonnellate: un volume pari a quasi due volte e mezzo quello raccolto nel 2025/26.
Nell’emisfero australe, il Cile conferma il proprio peso nella filiera internazionale, con una produzione prevista di 727.000 tonnellate.
Scambi oltre le 900.000 tonnellate
L’aumento dell’offerta si rifletterebbe anche sui flussi commerciali. Secondo l’USDA, gli scambi mondiali di ciliegie fresche cresceranno di oltre il 15%, superando le 900.000 tonnellate.
Il contributo principale arriverà dal Cile, le cui esportazioni sono stimate in 650.000 tonnellate, ossia 80.000 tonnellate in più rispetto alla campagna precedente.
Sul fronte della domanda, la Cina dovrebbe importare 560.000 tonnellate, con un incremento del 12% sostenuto dai maggiori arrivi cileni. Anche la Turchia tornerebbe ad avere un ruolo più rilevante nell’export, passando da appena 6.000 a 70.000 tonnellate.
Stati Uniti frenati dalle gelate
Il quadro statunitense segue una direzione opposta. Le gelate hanno colpito sia le ciliegie dolci sia quelle acide e la produzione complessiva dovrebbe diminuire di oltre il 20%, fermandosi a 317.000 tonnellate.
Per le sole ciliegie dolci, la perdita prevista è di circa 60.000 tonnellate. A complicare la campagna si è aggiunta una primavera calda, che ha modificato i tempi di raccolta in California e Washington.
Le esportazioni degli Stati Uniti scenderebbero di quasi il 25%, a 62.000 tonnellate. Nei mesi di giugno e luglio, le spedizioni avevano già registrato una contrazione del 32%.
Patagonia argentina: più concorrenza nella finestra australe
L’Argentina non figura tra i principali protagonisti analizzati dal rapporto USDA. Il cambiamento degli equilibri internazionali riguarda tuttavia direttamente la sua cerasicoltura, soprattutto quella patagonica.
Il testo di partenza richiama la campagna 2024/25 come riferimento, alla luce degli eventi climatici che hanno interessato il Valle Medio del Río Negro nell’anno precedente.
In quella stagione, la produzione argentina era stata stimata in circa 8.600 tonnellate, mentre le esportazioni avevano superato le 8.000 tonnellate, raggiungendo un record storico.
Il punto centrale è la sovrapposizione commerciale con il Cile: entrambi i Paesi producono in controstagione rispetto all’emisfero settentrionale e raggiungono i mercati internazionali tra novembre e febbraio.
L’offerta cilena e gli equilibri commerciali
Le ulteriori 80.000 tonnellate previste per l’export cileno, destinate in larga parte a essere assorbite dalla Cina, delineano quindi una campagna più competitiva per le ciliegie argentine, chiamate a confrontarsi con un’offerta crescente rivolta agli stessi compratori.
Nell’emisfero settentrionale, invece, il recupero turco e la flessione statunitense ridisegnano la disponibilità di prodotto nei mesi di giugno e luglio.
Crescono anche pesche e nettarine
Il rapporto prospetta un’espansione anche per pesche e nettarine. La produzione mondiale dovrebbe aumentare del 5%, raggiungendo 25 milioni di tonnellate.
La Cina conserverebbe un ampio vantaggio, con 17,3 milioni di tonnellate, mentre la Turchia dovrebbe quasi raddoppiare il raccolto, arrivando a 1,2 milioni di tonnellate. Gli scambi internazionali crescerebbero del 10%, fino a 1 milione di tonnellate.
Per le ciliegie della Patagonia, la prospettiva resta quella di una stagione in cui il maggiore assorbimento cinese dovrà confrontarsi con l’espansione dell’offerta cilena. L’evoluzione di questo rapporto sarà centrale per gli equilibri commerciali della campagna australe.
Fonte: masp.lmneuquen.com
Fonte immagine: Stefano Lugli
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