Rete (multifunzionale) o non rete? La risposta è nel tipo di impianto.

18 lug 2023
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Le coperture multifunzionali si stanno affermando sempre di più nel modo cerasicolo. Esse infatti esercitano diverse funzioni, tutte con l’obbiettivo di ridurre gli stress a cui sono sottoposte le piante in produzione. La protezione contro i fitofagi (come Drosophila suzukii) è senz’altro uno tra i principali benefici, che consente una significativa riduzione degli interventi chimici. 

Non bisogna però tralasciare anche l’effetto protettivo contro condizioni climatiche avverse, come forte vento e grandine. Allo stesso tempo però queste coperture inducono dei cambiamenti a livello microclimatico, influenzando la qualità della luce, la temperatura e l’umidità rispetto all’ambiente esterno. 

In questo articolo presentiamo i risultati di uno studio condotto all’Università di Bologna, che ha avuto l’obiettivo di valutare la reazione di piante innestate su due portainnesti con diversa vigoria alla copertura monofila di tipo “Keep-in-touch®”. In questo studio sono state impiegate piante cultivar (cv) Black Star innestate su Gisela 6 (meno vigoroso) e CAB6P (più vigoroso), allevate a V trasversale con densità di impianto 4,5 m x 0,9 m (2470 piante/ha).

Grazie all’impiego della copertura, i potenziali idrici del tronco si sono mantenuti meno negativi in Gisela 6, mentre nessun effetto è stato evidenziato sui potenziali idrici fogliari. La copertura, come previsto, ha modificato il pattern luminoso, riducendo la radiazione luminosa disponibile di un quarto in Gisela 6 e della metà in CAB6P. Le piante innestate su Gisela 6, che sono state sottoposte a un calo più moderato della luminosità, non hanno evidenziato differenze nelle performance fotosintetiche. 

Al contrario, le piante innestate su CAB6P, hanno tradotto la riduzione luminosa subita in un significativo calo nei tassi di fotosintesi, traspirazione e conduttanza stomatica. In termini di crescita stagionale dei frutti, le piante su portainnesto Gisela 6 non hanno mostrato differenze tra le diverse tesi, mentre per CAB6P l'uso della copertura ha causato uno sviluppo significativamente inferiore durante tutta la stagione. 

Questo ha quindi influito negativamente sulla qualità dei frutti alla raccolta nelle piante innestate su CAB6P sia in termini di pezzatura che di contenuto zuccherino.

Le piante innestate su Gisela 6, invece, hanno prodotto frutti di qualità comparabile tra le due tesi. Questi risultati mostrano quanto il portainnesto influenzi la risposta fisiologica delle piante alle coperture multifunzionali. La copertura con la rete “Keep-in-touch®” non ha avuto un impatto negativo sulle piante innestate su un portainnesto meno vigoroso (Gisela 6) mentre in CAB6P (più vigoroso) la copertura ha influenzato le relazioni idriche e fotosintetiche all’interno della chioma. 

Ciò ha portato ad una riduzione di acqua e foto-assimilati verso i frutti, risultando in una diminuzione del diametro e del contenuto di solidi solubili. I risultati di questo studio portano alla conclusione che le soluzioni di management colturale devono essere combinate tenendo conto della diversa risposta fisiologica in funzione del portainnesto adottato

Le reti hanno migliorato lo stato idrico della pianta limitando la radiazione luminosa senza causare perdite fotosintetiche, il che le ha rese positive in combinazione con il portainnesto più debole. Questo invece non si è verificato per il portainnesto più vigoroso. 

Una riduzione eccessiva della razione luminosa nella chioma ha causato una minor conduttanza stomatica e, di conseguenza, una ridotta fotosintesi; tuttavia, ha anche ridotto il potenziale idrico del frutto, diminuendo la sua forza di attrazione per acqua e foto-assimilati, portando ad un minor sviluppo e ad una qualità inferiore dei frutti.

Fonte: Fonte: Morandi, B., Manfrini, L., Venturi, M., Bortolotti, G., Boini, A., Perulli, G., Bresilla, K., Corelli Grappadelli, L. and Lugli, S. (2022). Physiological effects of multi-functional nets applied to cherry trees grafted on rootstocks with different vigor. Acta Hortic. 1346, 35-42

Melissa Venturi
Università di Bologna (IT)


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