Ridurre l’inquinamento grazie alle foglie di amarena

19 gen 2024
1996

L’inquinamento delle acque è un problema che nelle ultime decadi sta aumentando il suo rilievo. Le sostanze organiche, caratterizzate da una complessa struttura chimica, sono tra i principali responsabili. In particolare, i coloranti producono un notevole inquinamento delle acque.

Dall’industria alimentare a quella tessile, passando da quelle produttrici di carta e plastica, fino ad arrivare all’industrie farmaceutiche e cosmetiche, tutte contribuiscono nello scarico nell'ambiente volumi significativi di acque reflue colorate. I coloranti sono resistenti alla luce, al calore e agli agenti ossidanti; inoltre hanno il potenziale di indurre effetti cancerogeni, mutageni e teratogeni sugli organismi viventi.

Alla luce di tutto ciò, si evince quanto sia indispensabile rimuovere questi composti dalle acque reflue. Esistono numerose tecniche e l'adsorbimento ne rappresenta una ampiamente utilizzata in questo campo grazie al suo rapporto costo-efficacia, alla semplicità di costruzione e all'elevata efficienza, selettività e adattabilità.

Una considerevole varietà di biomasse e rifiuti vegetali ha dimostrato la propria efficacia nella ritenzione dei coloranti. Un vantaggio notevole di questi materiali rispetto ad altre categorie di adsorbenti è la loro disponibilità annuale in grandi quantità nella maggior parte delle regioni del mondo, il loro basso costo e l'assenza della necessità di trattamenti o attivazioni supplementari o preliminari.

Le foglie di amarena, che non sono ancora state documentate nella letteratura scientifica, sono un'ottima opzione per l'adsorbimento grazie al fatto che sono abbondanti, poco costose e facilmente disponibili in tutti i luoghi.

L'obiettivo della ricerca condotta presso l'Università Politecnica di Timisoara (Romania) era dimostrare che l'adsorbente derivato da questo materiale vegetale (senza subire trattamenti chimici o termici) può essere utilizzato per rimuovere il blu di metilene e il cristalvioletto da soluzioni acquose.

La ritenzione dei coloranti è stata determinata attraverso l'analisi del colore, trasferendo il colore dei coloranti dalla soluzione iniziale alle foglie di amarena in polvere. L'efficacia dell'adsorbente nel facilitare l'adsorbimento dei coloranti cationici è risultata significativamente influenzata da pH, forza ionica e dose di adsorbente.

Tra i principali risultati, sono state ottenute capacità di adsorbimento pari a 524,1 (mg g-1) per il cristalvioletto e a 168,6 (mg g-1) per il blu di metilene. Queste capacità superano notevolmente quelle di altri adsorbenti comparabili. Per i due coloranti in esame, l'equilibrio è stato raggiunto dopo quaranta minuti di tempo di contatto. Il processo di adsorbimento è risultato essere di tipo esotermico, favorevole e spontaneo, con l'adsorbimento fisico come meccanismo principale, come determinato anche dalle analisi termodinamiche.

Questo adsorbente contiene vari gruppi funzionali specifici della cellulosa, dell'emicellulosa e della lignina che sono in grado di legare i coloranti. I risultati indicano che le foglie di amarena in polvere hanno il potenziale per essere un adsorbente economico, sostenibile per l'ambiente ed efficace quando vengono utilizzate per rimuovere i coloranti blu di metilene e cristalvioletto da soluzioni acquose.

L'unico svantaggio? L’impossibilità di rigenerare l'adsorbente. Ma è più che compensato dal suo costo estremamente basso.

Fonte: Mosoarca, G.; Vancea, C.; Popa, S.; Dan, M.; Boran, S. A Novel High-Efficiency Natural Biosorbent Material Obtained from Sour Cherry (Prunus cerasus) Leaf Biomass for Cationic Dyes Adsorption. Materials 2023, 16, 4252. https://doi.org/10.3390/ma16124252.

Melissa Venturi
Università di Bologna (IT)


Cherry Times - Tutti i diritti riservati

Potrebbe interessarti anche

Gestione dello stress nei ceraseti dopo la raccolta: come superare gli effetti negativi delle ondate di calore

Gestione

04 mar 2025

L'estate nella zona centrale del Cile, caratterizzata da alte temperature e radiazioni intense, può generare stress nelle piante e influenzare una buona fioritura e germogliamento in primavera.

Allarma la pressione di Drosophila suzukii sulle ciliegie coltivate nel sud cileno

Difesa

24 feb 2026

La Drosophila suzukii minaccia la produzione di ciliegie nel sud del Cile, dove clima umido, vegetazione selvatica e maturazioni scalari favoriscono infestazioni intense. Analisi tecnica, criticità dei trattamenti e strategie efficaci di gestione per produttori cileni.

In evidenza

Strategie biotecnologiche per il controllo di Drosophila suzukii: progressi, limiti e prospettive

Difesa

21 apr 2026

Drosophila suzukii è uno dei principali fitofagi invasivi dei piccoli frutti, capace di causare gravi perdite economiche. Uno studio analizza tecnica dell’insetto sterile, biocontrollo virale e RNAi, valutando efficacia, limiti e prospettive per una difesa sostenibile.

Stemilt firma un accordo per la coltivazione delle varietà extra tardive KIR

Varietà

21 apr 2026

Stemilt firma con Brandt’s Fruit Trees e LFP un accordo per coltivare le ciliegie KIR, varietà tardive e ultra-tardive sviluppate in Germania, con l’obiettivo di estendere la stagione commerciale fino a settembre e migliorare la qualità dell’offerta premium negli Stati Uniti.

Tag Popolari