I cerambicidi sono generalmente considerati parassiti minori nei frutteti; tuttavia, alcune specie possono causare importanti perdite economiche. In particolare, Cerambyx dux è un importante parassita delle drupacee e pomacee nel Mediterraneo orientale. Le sue larve scavano gallerie nei tessuti legnosi, compromettendo la funzionalità dei vasi conduttori, la stabilità delle branche e la vitalità delle piante, fino a provocarne la morte nei casi più gravi.
La diagnosi è particolarmente complessa perché lo sviluppo larvale avviene prevalentemente all’interno del tronco e delle branche, mentre sintomi esterni come l’emissione di rosura e la presenza di fori diventano evidenti soprattutto negli stadi più avanzati dell’infestazione. In questo contesto, un recente studio condotto in tre ceraseti in Israele ha valutato l’impiego di sensori sismici per rilevare l’attività larvale, approfondendo contemporaneamente la fenologia del fitofago e la distribuzione spaziale delle piante infestate.

Fenologia e finestra di intervento
Il monitoraggio ha consentito di delineare un ciclo di sviluppo generalmente biennale nelle condizioni ambientali esaminate. Gli adulti risultano osservabili per un periodo relativamente breve, stimato in circa 6–8 settimane, mentre le larve giovani, indicativamente dal primo al terzo stadio, si alimentano nei tessuti corticali tra giugno e ottobre. Gli stadi successivi, dal quarto al sesto, penetrano nello xilema a partire da novembre dell’anno di ovideposizione e proseguono l’attività fino a settembre dell’anno seguente. La rosura espulsa dalle gallerie diventa generalmente riconoscibile da ottobre-novembre, mentre gli adulti svernano all’interno del legno.
Ciclo di sviluppo di Cerambyx dux
Schema fenologico osservato nei ceraseti monitorati in Israele; ciclo generalmente biennale nelle condizioni ambientali esaminate.
Adulti Osservabili per circa 6–8 settimane.
Giugno–ottobre Larve giovani, dal primo al terzo stadio, nei tessuti corticali.
Da novembre Dal quarto al sesto stadio, le larve penetrano nello xilema.
Fino a settembre dell’anno seguente Prosegue l’attività larvale nello xilema.
Ottobre–novembre La rosura espulsa dalle gallerie diventa generalmente riconoscibile.
Svernamento Gli adulti svernano all’interno del legno.
Questa successione fenologica è importante per la difesa, poiché la finestra utile per intervenire sugli adulti e sulle larve appena schiuse è limitata. Gli interventi coincidono in parte con fasi delicate della produzione, tra cui lo sviluppo e la raccolta dei frutti.
Rilevamento dell’attività larvale con sensori sismici
I sensori utilizzati nello studio registrano le vibrazioni generate dall’alimentazione delle larve all’interno dei tessuti legnosi, trasformando i segnali rilevati in indicatori dell’attività dell’insetto. I risultati hanno mostrato che gli alberi non infestati presentavano generalmente valori bassi, mentre quelli colonizzati mostravano segnali più elevati, soprattutto durante la tarda estate e l’autunno. L’attività rilevata dipendeva anche dalla storia di colonizzazione: le piante interessate da infestazioni ripetute mantenevano livelli di segnale elevati più a lungo.
La capacità diagnostica dei sensori risultava maggiore in confronto all’ispezione visiva, basata principalmente sulla presenza di rosura e fori di uscita. Sebbene quest’ultima fornisca informazioni affidabili, richiede tempo e manodopera e può non rilevare le infestazioni ancora prive di sintomi esterni. In diversi casi, infatti, i sensori hanno individuato attività larvale in alberi classificati visivamente come non infestati, suggerendo la possibilità di riconoscere la presenza del fitofago prima della comparsa di sintomi facilmente osservabili.
Distribuzione delle infestazioni e prospettive
La concordanza tra i due metodi variava tra i ceraseti e le stagioni, risultando generalmente più problematica negli impianti con infestazioni meno evidenti o in fase iniziale. Per quanto concerne la dinamica spaziale dell’attacco, le infestazioni tendevano a concentrarsi in gruppi di alberi vicini, con correlazioni più elevate a circa 3 m e una rapida diminuzione all’aumentare della distanza, fino a valori bassi e non significativi oltre circa 30 m.
Nel complesso, i risultati indicano che il monitoraggio sismico può integrare efficacemente le ispezioni tradizionali per Cerambyx dux, consentendo di seguire l’attività larvale nascosta e individuare precocemente le aree a maggior rischio. L’applicabilità su scala aziendale richiederà comunque ulteriori verifiche, in particolare per standardizzare le soglie di rilevamento e valutare l’influenza delle caratteristiche del legno sulla propagazione dei segnali. La tecnologia non sostituisce la diagnosi visiva, ma può supportarla e renderla più mirata.
Fonte: Mendel, Z., Shapir, R., Voet, H., Samra, S., Sofer-Arad, C., & Ment, D. (2026). Monitoring of Cerambyx dux (Coleoptera: Cerambycidae): insights from seasonal activity, seismic detection, and spatial spread. Phytoparasitica, 54(5), 97. https://doi.org/10.1007/s12600-026-01427-2
Fonte immagine: Michal Hoskovec
Andrea Giovannini
Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT
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