Strategie biotecnologiche per il controllo di Drosophila suzukii: progressi, limiti e prospettive

21 apr 2026
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Drosophila suzukii, moscerino dei piccoli frutti originario dell’Asia orientale, rappresenta oggi uno dei principali fitofagi invasivi a livello globale, capace di attaccare frutti sani ed in maturazione causando perdite economiche ingenti. A differenza di altre specie del genere Drosophila, depone le uova direttamente nei tessuti integri grazie ad un ovopositore seghettato, favorendo lo sviluppo larvale endofitico e rendendo inefficaci molte strategie di difesa convenzionali.

L’ampio ricorso ad insetticidi chimici di sintesi, oltre a comportare rischi ambientali e sanitari, si scontra con fenomeni di resistenza e con la necessità di ridurre i residui sui prodotti. In questo contesto, un recente studio propone un approccio innovativo basato su tre strategie biotecnologiche integrate: la tecnica dell’insetto sterile (SIT), il biocontrollo virale e l’interferenza a RNA (RNAi), valutandone efficacia, limiti e potenziale integrazione in programmi di difesa sostenibile.

Tecnica dell’insetto sterile

Per quanto riguarda la tecnica dell’insetto sterile (SIT), i risultati evidenziano importanti avanzamenti tecnici ottenuti. È stata identificata una combinazione ottimale di sterilizzazione mediante raggi X (90 kV/40 Gy) in grado di garantire un’elevata sterilità con impatti limitati sulla fitness degli individui trattati, aspetto cruciale per la competitività dei maschi rilasciati in campo.

Parallelamente, è stata proposta una tecnica alternativa basata sull’esposizione a temperature elevate (30 °C), sfruttando la termolabilità della fertilità maschile. Sebbene efficace nel ridurre la fertilità, questo approccio comporta una significativa riduzione della vitalità, indicando la necessità di ulteriori ottimizzazioni. Un ulteriore elemento di innovazione riguarda un metodo di sessaggio non distruttivo basato sul peso delle pupe, che ha evidenziato differenze tra maschi e femmine.

Biocontrollo virale

Tale approccio, se perfezionato, potrebbe rappresentare una soluzione pratica e accettabile rispetto ai metodi genetici, spesso limitati da vincoli normativi e percezione pubblica. Il secondo punto di ricerca si concentra sul potenziale del La Jolla virus (LJV) come agente di biocontrollo.

Lo studio mostra che il virus è trasmissibile attraverso diverse vie, in particolare per via orale e fecale, facilitando la diffusione all’interno delle popolazioni naturali. L’infezione da LJV comporta una riduzione significativa della fitness, con un calo di circa il 33% nella sopravvivenza dallo stadio di uovo all’adulto, oltre a effetti negativi su fecondità, comportamento alimentare e capacità di ricerca del cibo, soprattutto nelle femmine.

Approccio RNAi

Questi risultati suggeriscono che il virus potrebbe contribuire ad una soppressione progressiva delle popolazioni di D. suzukii, rendendolo un candidato promettente per strategie di controllo biologico all’interno di programmi di difesa integrata. Infine, l’approccio basato su RNAi, sebbene teoricamente molto promettente per la sua specificità e sostenibilità, non ha prodotto risultati significativi nelle condizioni sperimentali.

Né l’induzione di sterilità né la manipolazione del sesso o la mortalità attraverso il silenziamento genico hanno mostrato effetti rilevanti. Le limitazioni osservate sono attribuibili principalmente alla scarsa efficienza di assorbimento e alla natura non sistemica della risposta RNAi in D. suzukii, oltre alla possibile degradazione del dsRNA durante la somministrazione orale.

Prospettive di controllo

Questi risultati evidenziano come, nonostante il grande potenziale, l’applicazione pratica dell’RNAi richieda ulteriori sviluppi, in particolare per quanto riguarda i sistemi di delivery e la stabilità delle molecole. Nel complesso, lo studio fornisce un importante contributo allo sviluppo di strategie di controllo mirate ed a basso impatto ambientale per Drosophila suzukii.

La SIT emerge come la tecnica più matura e immediatamente applicabile, mentre il biocontrollo virale rappresenta una promettente integrazione. L’RNAi, pur rimanendo una tecnologia emergente, necessita ancora di importanti progressi tecnologici. L’integrazione di queste soluzioni in programmi di gestione integrata dei parassiti rappresenta una prospettiva interessante e concreta per una frutticoltura più sostenibile ed efficiente.

Fonte: Abdelhafiz, I. A. (2025). Biotechnological Control Strategies for Managing Drosophila suzukii. https://doi.org/10.22029/jlupub-20617 

Fonte immagine: E. Beers, WSU 

Andrea Giovannini
Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT


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