Una delle operazioni più importanti dal punto di vista produttivo e con maggiore impatto sull’albero è la rimozione di diverse strutture vegetative della pianta durante il periodo di riposo invernale.
La potatura consiste nel tagliare o rimuovere il materiale vegetale in eccesso e indesiderato, perseguendo diversi obiettivi: rinvigorire le strutture attraverso il rinnovo del legno, regolare precocemente il carico produttivo, migliorare l’allegagione, fornire sostegno e rigidità ai frutti e ripristinare l’architettura delle piante.

Questo processo deve iniziare fin dal primo anno dell’impianto.
Per definire una strategia di potatura invernale è necessario effettuare un’analisi della fertilità delle gemme, così da stabilire il numero di centri fruttiferi da lasciare dopo la potatura per ottenere la resa e la qualità attese. Occorre inoltre considerare la fertilità della combinazione varietà/portinnesto e la densità d’impianto di ciascun frutteto.
Potatura invernale
Con la potatura invernale è possibile mantenere la forma e le dimensioni degli alberi e controllare la direzione e l’entità della crescita. Questi aspetti sono importanti per preservare l’architettura della pianta e agevolare operazioni come la raccolta e i trattamenti fitosanitari.
La potatura dipende in larga misura dal potenziale produttivo del frutteto.
La potatura invernale deve essere regolata nel modo più preciso possibile e correttamente eseguita secondo le indicazioni previste per ogni situazione, evitando così operazioni costose e inefficienti, come il diradamento di fiori e frutti. Ciò consente di ridurre i costi della manodopera e, allo stesso tempo, di migliorare la pezzatura e la qualità dei frutti.
1. Regolazione del carico produttivo
Per regolare il carico durante l’inverno è necessario considerare fattori quali l’obiettivo produttivo, lo storico del frutteto, l’area geografica, il potenziale della varietà e la sua combinazione con il portinnesto.

Esiste una relazione diretta tra potatura e regolazione del carico, poiché nel ciliegio la potatura rappresenta uno strumento per controllare la produzione e stimolare la crescita dei germogli. L’intensità della potatura deve aumentare al diminuire della vigoria della combinazione varietà/portinnesto, poiché le combinazioni meno vigorose rispondono maggiormente alla regolazione del carico.
L’intensità della potatura deve inoltre essere adeguata in funzione dell’aumento delle rese attese.
2. Impostazione generale della potatura invernale del ciliegio
- 1. Prima della potatura è obbligatorio effettuare un’analisi della fertilità delle gemme, per determinare il numero di fiori e di primordi fiorali vitali.
- Un fattore particolarmente importante, e potenzialmente limitante, da considerare nella definizione della strategia di potatura è la combinazione portinnesto/varietà dell’albero, poiché questa modifica drasticamente la vigoria e l’habitus di fruttificazione. Per esempio, Lapins/Colt non presenta le stesse caratteristiche di Lapins/MaxMa 14.
- Quando si tagliano le branche laterali, è sempre necessario lasciare un moncone di legno con almeno 3-4 gemme o dardi, per evitare la morte del legno produttivo. Lasciare questa porzione di legno permette di generare nuovi punti di crescita maggiormente equilibrati.
- L’accorciamento delle branche dotate di dardi e con almeno due anni di età esercita un effetto rinvigorente e, soprattutto, consente una regolazione precoce del carico. Questa operazione è particolarmente importante nelle varietà produttive come Lapins, Sweetheart e Santina. È necessario accorciare fino a lasciare una porzione di legno di almeno 7-10 mm. I frutti devono essere prodotti su legno autoportante, in grado di sostenerli e favorire una buona pezzatura. L’accorciamento delle branche con un numero eccessivo di dardi può inoltre evitare la necessità di successivi interventi di diradamento dei fiori o dei frutti.
- Una regolazione tempestiva del carico fruttifero produce effetti positivi sulla pezzatura e sulla qualità dei frutti. Questo taglio deve essere effettuato dietro il punto di passaggio tra il legno di un anno e quello più vecchio.
- Rinnovare le strutture, come branche e dardi invecchiati e/o poveri di centri fruttiferi. La vita utile di un dardo per la produzione di frutti di qualità è di 4-5 anni. È quindi necessario mantenere l’albero con legno e dardi costantemente rinnovati, così da garantire una produzione di qualità.
- Eliminare i succhioni presenti sulle branche secondarie e terziarie, lasciando sempre un moncone con 3-4 gemme.
- Definire l’altezza delle piante, che non deve superare il 60% della distanza tra le file, così da favorire l’illuminazione della chioma. Per esempio, con un sesto d’impianto di 2 × 4 metri, l’altezza delle piante non deve superare i 2,4 metri.
- Rimuovere le branche grosse ed eccessivamente vigorose che indeboliscono gli assi e ostacolano il passaggio della luce. Accorciare lasciando 3-4 dardi o gemme, per favorire lo sviluppo di nuove branche sostitutive caratterizzate da una vigoria equilibrata.

10. Migliorare il rapporto tra foglie e frutti, mantenendo 6-8 foglie per ogni frutto, così da ottenere una pezzatura e una qualità migliori.
11. Negli inverni caratterizzati da un maggiore accumulo di ore di freddo, le piante devono essere sottoposte a una potatura più intensa.
12. Mantenere la forma dell’albero nei diversi sistemi di allevamento: asse centrale, multiasse, V-trellis, KGB, vaso spagnolo ecc.
3. Protezione dei tagli di potatura
La protezione delle ferite provocate dalla potatura è fondamentale, poiché queste rappresentano una via d’ingresso per diversi funghi xilofagi, come quelli responsabili del mal dell’argento, Calosphaeria e Cytospora, e per batteri, principalmente appartenenti al genere Pseudomonas, che danneggiano i tessuti e mettono a rischio la salute delle piante.
3.1 Trattamenti per la protezione dei tagli di potatura
Una volta iniziate le operazioni di potatura invernale o estiva, è importante eseguire immediatamente il trattamento sulle parti potate durante la giornata o, al massimo, entro 48 ore dalla potatura. Questo permette di sigillare i tagli e proteggere le ferite dalla colonizzazione da parte di funghi e batteri.

Applicare un volume compreso tra 1.000 e 1.500 litri d’acqua per ettaro, in funzione delle dimensioni della chioma degli alberi, così da ottenere una copertura uniforme di tutti i tagli di potatura.
3.2 Protezione dei tagli con mastice o vernice cicatrizzante
È importante creare una barriera protettiva sui tagli eseguiti durante la potatura, soprattutto su quelli effettuati su legno di età superiore a due anni.
Per garantire la salute dei nostri frutteti, suggerisco di combinare entrambe le raccomandazioni: la protezione dei singoli tagli con mastice o vernice cicatrizzante e l’esecuzione di trattamenti sull’intera pianta.

Metodo corretto per proteggere i tagli di potatura

Metodo NON CORRETTO per proteggere i tagli di potatura

Varietà Bing/Gisela 6 prima e dopo la potatura invernale: sistema ad asse centrale e combinazione di bassa vigoria

Varietà Santina/Colt prima e dopo la potatura invernale: sistema ad asse centrale e combinazione di elevata vigoria

Varietà Lapins/Colt prima e dopo la potatura invernale: sistema KGB

Varietà Lapins/Colt prima e dopo la potatura invernale: sistema ad asse centrale e combinazione vigorosa

Varietà Regina/MaxMa 14 prima e dopo la potatura invernale: sistema ad asse centrale e combinazione di media vigoria

Fonte immagini: Patricio Morales
Patricio Morales
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