Struttura della comunità e comportamento degli impollinatori nel ceraseto

08 ott 2026
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L’impollinazione entomofila è fondamentale per garantire produttività e qualità nel ciliegio dolce, specie caratterizzata da fecondazione incrociata e quindi fortemente dipendente dall’attività degli insetti impollinatori durante la fioritura.

Un recente studio condotto nel 2025 e 2026 in un ceraseto dell’altopiano del Loess, nella provincia cinese del Gansu orientale, ha caratterizzato per la prima volta in quest’area la comunità di insetti visitatori dei fiori, concentrandosi in particolare sul confronto tra Apis mellifera e Apis cerana.

Le osservazioni di campo hanno permesso di identificare 14 taxa appartenenti a quattro ordini, con una netta prevalenza di Imenotteri, che rappresentavano il 62,36% dei visitatori, seguiti da Ditteri (17,21%), Lepidotteri (11,83%) e Coleotteri (8,6%).

Abbondanza e contributo funzionale

A livello di specie, A. mellifera risultava il visitatore più abbondante, con il 47,3% degli individui, mentre A. cerana rappresentava il 13,98%. Tra gli altri taxa rilevanti figuravano Syrphus sp. (7,74%) e il coleottero Proagopertha lucidula (8,6%).

La diversa abbondanza, tuttavia, non sembra riflettere necessariamente un diverso contributo funzionale all’impollinazione. Le due specie di api hanno infatti mostrato strategie di bottinamento differenti.

Apis cerana concentrava maggiormente l’attività nella fascia 12:00–14:00, mentre A. mellifera presentava un periodo di elevata attività più ampio, compreso indicativamente tra le 12:00 e le 16:00. Anche il comportamento sul singolo fiore differiva: A. mellifera permaneva mediamente 7,39 secondi su ciascun fiore, contro 4,67 secondi per A. cerana.

Tempi di visita e polline

Al contrario, l’intervallo tra una visita e la successiva non differiva tra le due specie, risultando rispettivamente di 4,21 e 4,96 secondi. Ne deriva che la maggiore permanenza di A. mellifera sul fiore non si traduce necessariamente in una maggiore velocità complessiva di spostamento tra fiori.

Per quanto riguarda la distribuzione del polline sul corpo, in entrambe le specie le zampe rappresentavano la principale sede di accumulo del polline libero; tuttavia, A. cerana presentava anche una quota consistente sul torace, pari al 25,3% del carico totale, rispetto al 16,6% rilevato in A. mellifera.

Il torace costituisce una regione particolarmente importante dal punto di vista funzionale, poiché può entrare facilmente in contatto con la superficie dello stigma durante la visita.

Nettare e attività degli impollinatori

Lo studio evidenzia inoltre una sincronizzazione temporale tra attività degli impollinatori e disponibilità di nettare: il volume di nettare presente nel fiore raggiungeva il massimo tra le 14:00 e le 16:00, contemporaneamente ai massimi livelli di attività delle api e ai valori più elevati di temperatura e intensità luminosa.

Tuttavia, i ricercatori sottolineano che si tratta di associazioni e non di relazioni causali, poiché le visite delle api non mostravano una dipendenza lineare diretta dai singoli fattori ambientali. Inoltre, il nettare misurato rappresentava il volume accumulato nel fiore e non il tasso istantaneo di secrezione.

Nel complesso, lo studio mostra come la valutazione degli impollinatori non possa basarsi esclusivamente sulla loro abbondanza numerica. Pur essendo A. mellifera la specie dominante, A. cerana potrebbe fornire un servizio complementare grazie alla diversa distribuzione del polline sul corpo e al proprio profilo temporale di attività.

È pertanto importante conservare entrambe le specie e, più in generale, mantenere comunità diversificate di insetti pronubi. La diversità funzionale può infatti aumentare la resilienza del servizio di impollinazione, soprattutto quando condizioni meteorologiche o altri fattori limitano l’attività della specie dominante.

Fonte: Xu, S., Liu, R., Zhang, Q., Zeng, W., Liang, S., Lan, G., Duo, B., & Li, X. (2026). Community Structure and Foraging Behavior of Flower-Visiting Insects in a Sweet Cherry Orchard in Eastern Gansu, China. Insects, 17(8), 786. https://doi.org/10.3390/insects17080786

Fonte immagine: Stefano Lugli

Andrea Giovannini
Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT


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