Tecnologia biologica per il controllo dei funghi che causano il marciume del legno nel ciliegio

06 ago 2026
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Un formulato microbico sviluppato dai ricercatori dell’Instituto de Investigaciones Agropecuarias (INIA) potrebbe aprire nuove prospettive nella gestione delle malattie del legno che colpiscono ciliegio, melo, mirtillo e nocciolo europeo. La soluzione, denominata Trunkguard, ha mostrato la capacità di ostacolare diversi patogeni e, contemporaneamente, di stimolare le difese naturali delle piante.

Le malattie del legno rappresentano una delle problematiche più insidiose per la frutticoltura. I funghi possono infatti rimanere nascosti all’interno degli alberi per anni, avanzando senza produrre segnali evidenti. Quando i sintomi diventano visibili, il danno è spesso già esteso e difficile da contrastare.

Perdite produttive fino al 66%

I principali risultati del progetto sono stati illustrati a Chillán durante il seminario “Manejo sustentable de hongos de madera en frutales”. L’iniziativa, finanziata dall’Agencia Nacional de Investigación y Desarrollo (ANID) attraverso Fondef, ha coinvolto produttori, consulenti e professionisti provenienti dalle regioni di Ñuble e Biobío.

Daina Grinbergs, fitopatologa e coordinatrice del progetto, ha spiegato che la natura silenziosa di queste patologie ne rende particolarmente complessa la diagnosi. I funghi possono colonizzare i tessuti interni dell’albero molto tempo prima della comparsa dei primi sintomi, con conseguenze rilevanti sulla capacità produttiva dei frutteti.

Secondo quanto osservato dai ricercatori, le riduzioni delle rese possono raggiungere il 65% nel nocciolo europeo, il 45% nel ciliegio, il 66% nel melo e il 40% nel mirtillo.

Alle perdite quantitative si aggiunge il peggioramento della qualità dei frutti, che possono presentare calibri inferiori e una minore concentrazione di alcuni nutrienti. Gli alberi colpiti tendono inoltre ad avere una vita produttiva più breve, rendendo necessari reimpianti anticipati e aumentando i costi sostenuti dalle aziende agricole.

Dai microrganismi nativi una nuova soluzione biologica

Lo sviluppo di Trunkguard ha preso avvio da un’osservazione effettuata in alcuni meleti colpiti dalla malattia del plateado. Durante le attività di monitoraggio, il gruppo di ricerca ha individuato alberi che avevano manifestato sintomi nelle stagioni precedenti, ma che successivamente erano riusciti a recuperare la propria condizione produttiva.

Le analisi hanno mostrato che queste piante ospitavano una microbiota più diversificata rispetto agli esemplari ancora malati. Proprio da tali microrganismi nativi è stato sviluppato il nuovo formulato biologico.

Le successive valutazioni hanno evidenziato la capacità dell’inoculante di inibire la crescita di diversi funghi responsabili delle malattie del legno. Tra i patogeni presi in esame figurano Chondrostereum, Cytospora, Callosphaeria, Eutypa e Nectria.

Il team ha inoltre identificato alcuni metaboliti volatili prodotti dai microrganismi selezionati. Anche queste sostanze hanno dimostrato di poter limitare lo sviluppo dei patogeni coinvolti nelle infezioni del legno.

Trunkguard attiva le difese naturali delle piante

L’azione del formulato non si limita al contrasto diretto dei funghi. Le prove hanno infatti mostrato che Trunkguard è in grado di stimolare il sistema di difesa delle piante, attivando geni collegati alla risposta immunitaria in ciliegio, melo, mirtillo e susino.

I risultati più significativi sono emersi nelle sperimentazioni in serra condotte su piante di ciliegio. In queste condizioni, l’inoculante ha ridotto lo sviluppo dei patogeni, contenuto la decolorazione dei tessuti legnosi e favorito la risposta difensiva delle piante.

Le evidenze raccolte indicano quindi un possibile duplice meccanismo d’azione: da una parte l’inibizione dei funghi, dall’altra il rafforzamento delle difese naturali dell’ospite.

La prossima sfida saranno i frutteti commerciali

Nonostante i risultati promettenti, Trunkguard deve ancora affrontare una nuova fase di validazione prima di poter arrivare sul mercato. I ricercatori intendono verificarne il comportamento nei vivai e nei frutteti commerciali, estendendo inoltre le sperimentazioni ad altre specie da frutto.

Particolare attenzione sarà dedicata al nocciolo europeo, una coltura che negli ultimi anni ha acquisito crescente importanza in Cile. Daina Grinbergs ha riferito che il prodotto è già in fase di valutazione contro i funghi che colpiscono questa specie, con risultati definiti molto interessanti.

Qualora le prossime prove confermassero le prestazioni osservate in serra, Trunkguard potrebbe diventare una nuova alternativa biologica per il controllo delle malattie del legno.

Una tecnologia potenzialmente utile non soltanto per salvaguardare le rese e la qualità dei frutti, ma anche per prolungare la vita produttiva degli alberi e rendere più sostenibile la gestione sanitaria dei frutteti.

Fonte: www.reporteagricola.cl

Fonte immagine: OSU Plant Clinic 2023


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