La corretta identificazione delle fasi fenologiche è fondamentale per programmare al meglio gli interventi colturali nel ciliegio dolce, soprattutto quando la variabilità del clima rende meno affidabile il semplice riferimento alle date di calendario.
Un recente studio ha sviluppato e descritto una scala fenologica estesa basata sul sistema BBCH per cinque cultivar di ciliegio dolce, con l’obiettivo di uniformare la codifica degli stadi di sviluppo e rendere più precisa l’applicazione in campo.
Lo studio è stato condotto nel Kashmir, in India, nel corso di due annate (2022 e 2023), su piante di sette anni delle cultivar ‘Lapins’, ‘Regina’, ‘Burlat’, ‘Hertford’ e ‘Karina’.

Scala fenologica
Le osservazioni hanno permesso di caratterizzare l’intero ciclo annuale della coltura, dalla dormienza alla senescenza, identificando otto delle dieci principali fasi previste dalla scala BBCH: sviluppo delle gemme (fase 0), sviluppo delle foglie (1), sviluppo dei germogli (3), emergenza dell’infiorescenza (5), fioritura (6), sviluppo del frutto (7), maturazione (8) e senescenza/inizio della dormienza (9).
Figura 1. Stadio di sviluppo delle gemme (PGS 0) di diverse varietà di ciliegio dolce secondo la scala BBCH.
Figura 2. Stadio di sviluppo fogliare (PGS 1) di diverse varietà di ciliegio dolce secondo la scala BBCH.
Figura 3. Stadio di sviluppo dei germogli (PGS 3) di diverse varietà di ciliegio dolce secondo la scala BBCH.
Figura 4. Stadio di emergenza dell'infiorescenza (PGS 5) di diverse varietà di ciliegio dolce secondo la scala BBCH.
Figura 5. Stadio di fioritura (PGS 6) di diverse varietà di ciliegio dolce secondo la scala BBCH.
Figura 6. Fasi di sviluppo del frutto della ciliegia dolce secondo la scala BBCH.
Figura 7. Stadi di maturazione del frutto della ciliegia dolce secondo la scala BBCH.
Figura 8. Stadi di senescenza del ciliegio dolce secondo la scala BBCH.
Complessivamente sono stati descritti 50 stadi secondari, associati a codici numerici e documentati fotograficamente, fornendo un riferimento visivo dettagliato per riconoscere le diverse fasi dello sviluppo.
La fase di sviluppo delle gemme si è collocata indicativamente tra la prima e l’ultima settimana di marzo, mentre l’espansione fogliare è proseguita fino alla terza settimana di aprile.
Lo sviluppo dei germogli è iniziato nella seconda settimana di aprile e si è concluso intorno alla seconda settimana di giugno. L’emergenza delle infiorescenze ha preceduto la fioritura, con la piena fioritura delle cultivar osservata tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, circa 4-6 settimane dopo il germogliamento.
Per quanto concerne le dinamiche varietali ‘Burlat’ ha mostrato uno sviluppo delle gemme più rapido e un periodo complessivo di crescita del frutto più breve, confermandosi la cultivar più precoce tra quelle studiate.
Dinamiche varietali
Al contrario, ‘Regina’ e ‘Karina’ sono risultate più tardive nella maturazione. ‘Regina’, inoltre, ha presentato il periodo di fioritura più lungo, caratteristica che potrebbe renderla interessante come cultivar impollinatrice.
La fase di maturazione è stata codificata attraverso il progressivo cambiamento di colore del frutto fino alla piena idoneità alla raccolta; per ‘Lapins’, cultivar tardiva, la raccolta è stata effettuata a metà giugno.
La standardizzazione è rilevante per la gestione del frutteto, poiché consente di associare gli interventi agronomici a specifici stadi di sviluppo anziché a date prefissate.
Gestione del frutteto
La codifica BBCH può quindi supportare operazioni quali potatura, diradamento e trattamenti fitosanitari, oltre a migliorare il monitoraggio delle principali avversità.
In particolare, l’identificazione accurata delle fasi di fioritura può contribuire a programmare in modo più mirato gli interventi contro patogeni come Monilinia spp. e, più in generale, a favorire strategie di difesa integrata.
La scala offre inoltre un riferimento utile per studiare gli effetti del cambiamento climatico: poiché temperatura, accumulo di freddo e disponibilità di calore influenzano fortemente il superamento della dormienza, il confronto dei codici fenologici tra annate e aree diverse può evidenziare eventuali anticipi o ritardi nello sviluppo.
Clima e monitoraggio
I ricercatori sottolineano tuttavia che la validazione della scala richiede ulteriori osservazioni multi-sito e pluriennali, integrate con modelli basati sulle unità di calore (GDD) e sull’accumulo delle ore di freddo.
Un ulteriore sviluppo potrebbe derivare dall’integrazione della scala con tecniche di fenotipizzazione digitale, telerilevamento e analisi automatizzata delle immagini.
Nel complesso, lo studio propone quindi uno strumento pratico per descrivere in maniera uniforme la fenologia del ciliegio dolce e creare una base comune per ricerca, gestione agronomica e monitoraggio delle cultivar.
Fonte: Hassan, S., Sundouri, A. S., Kumar, A., Manzoor, H., Banoo, Z., Shah, M. A., Jan, R., Maqbool, B., & Bashir, M. (2026). Codification and Description of Phenological Stages of Sweet Cherry Cultivars Using Extended BBCH-Scale. Scientia Horticulturae, 366, 115047. https://doi.org/10.1016/j.scienta.2026.115047
Fonte immagini: Hassan et al., 2026
Andrea Giovannini
Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT
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