La prossima stagione delle ciliegie in Cile si giocherà in larga parte durante l’inverno. Secondo Walter Masman, asesor specializzato in ciliegie, le scelte agronomiche dei prossimi mesi saranno determinanti non solo per la qualità della frutta, ma anche per la sostenibilità economica dei frutteti.
In un’intervista a Portalfruticola.com, Masman ha sottolineato che il modello di business è cambiato: produrre ciliegie premium resta indispensabile, ma oggi non è più sufficiente. Per mantenere la redditività, anche il volume è diventato un fattore centrale.

Il nuovo equilibrio tra qualità e volume
Con le liquidazioni della stagione ormai quasi concluse, molti produttori cileni hanno già iniziato a valutare con maggiore severità i propri cuarteles. L’obiettivo è capire quali varietà siano ancora in grado di generare margini e quali, invece, non riescano più a sostenere i costi produttivi.
Secondo Masman, ogni produttore deve analizzare in profondità i propri impianti e stabilire quali varietà permettano davvero di restare competitivi. Il tema riguarda in modo particolare le varietà tardive e le aree dove i ritorni economici non sono stati sufficienti a coprire i costi.
Il cambiamento più evidente riguarda il peso del volume nella redditività. In passato, ha spiegato il consulente, un produttore poteva ottenere 7.000 chili per ettaro e mantenere comunque un risultato economico positivo. Oggi quello scenario non è più realistico.
Per una varietà come Lapins, nelle zone precoci con raccolta verso fine novembre, Masman indica una soglia minima di 14.000 chili per ettaro esportabili. Nelle aree più tardive, dove la frutta arriva sul mercato in settimane caratterizzate da maggiore offerta, il livello necessario sale fino a circa 18.000 chili per ettaro.
La qualità, tuttavia, non perde centralità. Per Masman resta “il grande ombrello del business”: calibro, consistenza e standard premium continuano a essere decisivi, ma devono essere accompagnati da rese adeguate.
L’inverno come snodo tecnico della stagione
Le operazioni invernali avranno un ruolo cruciale nel definire il potenziale produttivo della prossima campagna. Potatura e diradamento delle gemme concentrano una quota importante dei costi e, se gestiti in modo errato, possono compromettere direttamente la redditività.
Masman ha evidenziato che diversi produttori hanno effettuato potature troppo drastiche nel tentativo di ottenere frutti di maggiore calibro. Una strategia che non sempre ha dato i risultati attesi, anche a causa delle difficoltà legate all’accumulo di freddo.
Per questo il consulente invita alla prudenza: prima di intervenire con potature intense, occorre osservare l’evoluzione dell’inverno e comprendere la qualità del freddo accumulato. Anticipare troppo le operazioni può obbligare a tornare nuovamente nel frutteto, con un aumento diretto dei costi.
Il monitoraggio delle “porzioni di freddo” è quindi diventato uno strumento sempre più importante per prevedere germogliamento e fertilità delle gemme. Nelle zone precoci come Ovalle, Valparaíso o alcuni settori della Región Metropolitana, superare le 15 porzioni di freddo al 31 maggio viene considerato un segnale favorevole.
Se questa soglia non viene raggiunta, la stagione può presentarsi più complessa. Al contrario, valori superiori possono indicare un’annata con elevato potenziale produttivo. Masman ha ricordato che nella stagione 2024, quando il Cile passò da 83 a 125 milioni di casse esportate, le aree precoci registravano già oltre 7 porzioni di freddo a fine maggio.
Costi sotto controllo e attenzione alla “buona madera”
Oltre alla gestione produttiva, il controllo dei costi sarà una delle sfide principali. Potatura, programmi fitosanitari, gestione delle infestanti, controllo delle arañitas ed efficienza delle operazioni in campo devono essere valutati con maggiore precisione.
Masman ha osservato che alcuni produttori hanno speso il doppio o il triplo nel controllo delle arañitas a causa di decisioni tecniche non corrette. Lo stesso vale per la gestione delle infestanti. Nel nuovo contesto, ogni peso investito deve essere giustificato da una scelta agronomica precisa.
Da qui il messaggio centrale del consulente: per il settore è arrivato il momento di “fare agronomia vera”. La competitività non dipenderà più solo dalla varietà o dalla finestra commerciale, ma dalla capacità di leggere ogni dettaglio del frutteto.
Un altro elemento che sta assumendo maggiore importanza è la qualità del legno produttivo. Secondo Masman, la frutta con migliori condizioni e maggiore tenuta in post-raccolta si sviluppa su specifiche strutture vegetative. I produttori devono quindi imparare a riconoscere e conservare i rami più adatti all’interno dell’albero.
Pur non esistendo ancora un parametro pienamente standardizzato per l’intera industria, il consulente ritiene che un ramo di buona qualità dovrebbe avere un diametro basale compreso tra 22 e 26 millimetri.
Conclusione
Il messaggio di Walter Masman è chiaro: la nuova fase della cerasicoltura cilena richiede decisioni più selettive, maggiore precisione tecnica e una valutazione realistica della competitività di ogni appezzamento.
Chi non riesce a raggiungere i volumi minimi e, allo stesso tempo, a mantenere qualità premium, dovrà considerare scenari più radicali, dalla riconversione fino all’espianto. In un mercato sempre più esigente, la redditività delle ciliegie passerà dalla capacità di unire qualità, produttività e controllo dei costi.
Walter Masman, insieme ai principali asesor cileni specializzati in ciliegie, interverrà alla 4ª edizione di CherryTech, il più grande evento tecnico dell’industria cerasicola, in programma il 17 giugno al Centro de Eventos Monticello, in Cile.
Fonte: portalfruticola.com
Fonte immagine: Smartcherry
Macarena Bravo
Portal Fruiticola
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