Come migliorare la qualità delle ciliegie autofertili attraverso il diradamento dei fiori

13 dic 2024
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Le varietà di ciliegio auto-fertili, come “Sweet Heart”, garantiscono un alto carico produttivo, ma ciò spesso comporta avere frutti di dimensioni ridotte e di bassa qualità. La gestione del carico in queste cultivar è dunque una pratica fondamentale per migliorare la produzione e le caratteristiche organolettiche dei frutti. In un recente studio dall’India, i ricercatori hanno valutato l'efficacia di diversi diradanti chimici applicati durante la fioritura, 80% della piena fioritura, sulla cultivar “Sweet Heart”.

I diradanti testati sono stati: ammonio tiosolfato (ATS) a concentrazioni dell’1%, 1,5% e 2%; acido naftalenacetico (NAA) a 20, 40 e 60 ppm ed un’emulsione di olio di mais all’1%, 2% e 3%.

Dai risultati è emersa una correlazione negativa tra il numero di frutti e la qualità: ridurre il carico di frutti consente una maggiore disponibilità di fotosintati per quelli rimanenti, con effetti positivi sulle dimensioni e sulla composizione chimica. Tra i trattamenti analizzati, ATS al 2% e NAA a 60 ppm si sono rivelati i più efficaci, riducendo rispettivamente il numero di frutti del 41,85% e del 50,17%.

Questa riduzione ha portato ad un significativo incremento del peso, del volume e del diametro dei frutti, e ad un miglioramento del rapporto solidi solubili/acidi (SSC/acidi), un parametro importante per il gusto.

Tabella 1: Sostanze chimiche e relative concentrazioni utilizzate nei diversi trattamenti.

Le applicazioni dei diradanti hanno influenzato la crescita vegetativa, è stato infatti registrato un aumento nell’allungamento annuale dei germogli e dell'area fogliare. Nei trattamenti con concentrazioni maggiori, come ATS al 2%, è stata osservata una leggera diminuzione del contenuto di clorofilla nelle foglie, un effetto che gli autori inputano dovuto ad un riequilibrio interno nella pianta.

Anche i parametri di colore dei frutti sono migliorati con l’uso dei diradanti: la riduzione del carico ha favorito un accumulo più rapido dei pigmenti antocianici, conferendo ai frutti una tonalità più intensa e brillante.

L'olio di mais, pur essendo meno efficace dei diradanti chimici convenzionali, ha dimostrato un potenziale interessante per la produzione biologica, risultando una soluzione ecologica, sicura ed economica. Questo trattamento ha ridotto il carico di frutti e migliorato alcuni parametri di qualità, senza però raggiungere la stessa efficacia di ATS e NAA.

Tabella 3: Effetto dei diradatori di fiori sul peso dei frutti, sull'aumento del peso dei frutti, sul peso dei noccioli, sul peso della polpa e sul rapporto frutti/noccioli della ciliegia dolce cv. 'Sweet Heart'. Tabella 4: Effetto dei diradatori di fiori sul volume dei frutti, sulla compattezza, sulla lunghezza del pedicello e del nocciolo della ciliegia dolce cv. 'Sweet Heart'.

Lo studio ha anche dimostrato come il diradamento abbia influito positivamente sul ritorno a fiore nell'anno successivo. I trattamenti più intensi, riducendo il consumo di risorse dei frutti, hanno favorito la formazione di nuove gemme a fiore. Tuttavia, è stato osservato una leggera diminuzione nella resa totale per albero, dato che il numero complessivo di frutti è diminuito. Nonostante ciò, l'incremento nella qualità e nelle dimensioni dei frutti compensa ampiamente la perdita quantitativa, offrendo un prodotto migliore e maggiormente apprezzato dai consumatori e dal mercato.

In conclusione, il diradamento dei fiori rappresenta una tecnica fondamentale per ottimizzare la produzione nei ciliegi auto-fertili cv. “Sweet Heart”. ATS al 2% e NAA a 60 ppm si sono dimostrati i trattamenti diradanti più efficaci per migliorare la qualità del frutto, mentre l’olio di mais offre una valida alternativa per i metodi di coltivazione biologica. Queste emulsioni di olio (come quello di mais) possiedono, inoltre, il vantaggio di essere sicure, a basso costo e sostenibili.

Fonte: Mir, U. P., Mir, M. M., Rehman, M. U., Iqbal, U., Khan, S. Q., Khan, F. A., ... & Kaushik, P. (2024). Regulation of crop load and quality in sweet cherry cv. “Sweet Heart” using blossom thinning. Folia Horticulturae, 36(2), 311-321. https://doi.org/10.2478/fhort-2024-0020.
Immagini: Mir Uzma Parveze et al., 2025; SL Fruit Service

Andrea Giovannini
Università di Bologna (IT)


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