Biopesticidi contro Monilinia laxa: studio sull'efficacia nel controllo del marciume bruno

25 lug 2025
2647

Il marciume bruno è una malattia causata da diversi funghi appartenenti al genere Monilinia, di cui la specie principale è Monilinia laxa.

Questa malattia fungina è una tra le più problematiche che colpiscono il ciliegio ed il susino, con ripercussioni significative su qualità dei frutti e perdite post-raccolta.

Un recente studio, con l’obiettivo di individuare soluzioni alternative e più sostenibili all’utilizzo dei prodotti chimici convenzionali, ha analizzato l’eBicacia di diversi biopesticidi, fungicidi e ceppi microbici indigeni per il contenimento della malattia.

Valutazione dei trattamenti

Lo studio ha valutato cinque biopesticidi commerciali: BioPK, BoniProtect, Trianum, PreStop e Serenade, insieme a due ceppi locali non formulati, Bacillus subtilis B91 e Aureobasidium pullulans Y126, confrontandoli con Indar (fungicida a base di fenbuconazolo) e Rovral, utilizzati come controllo.

I trattamenti sono stati testati con due momenti di applicazione: prima (preventivo) o dopo (curativo) l’inoculazione del patogeno; ed in tre condizioni: frutti artificialmente infettati, frutti non sterilizzati con infezioni naturali ed in condizioni di conservazione controllata (1°C) o ambiente (ca. 20°C).

I risultati hanno confermato l’elevata eBicacia di Indar, capace di inibire completamente l’infezione da M. laxa sia su ciliegie che susine, indipendentemente dal momento dell’applicazione, dalla cultivar e dalla tipologia di ferita.

Al contrario, la maggior parte dei biopesticidi commerciali ha mostrato eBicacia limitata. Solo Serenade, a base di B. subtilis QST 713, ha evidenziato un’attività parziale, se applicato in via preventiva.

Condizioni ambientali e biocontrollo

Anche i ceppi locali B91 e Y126 hanno mostrato un’azione inibitoria, ma solo in condizioni di basse temperature (1°C).

Tuttavia, la loro eBicacia è drasticamente diminuita quando i frutti trattati venivano successivamente esposti a temperatura ambiente per una settimana, evidenziando limiti nella persistenza e competitività del biocontrollo in condizioni dinamiche di post-raccolta.

Nei test post-raccolta su frutti naturalmente infettati, nessuno dei trattamenti di biocontrollo ha ridotto l’incidenza della malattia.

Solo Rovral ha ottenuto una riduzione statisticamente significativa, ma modesta. Questo indica che, in presenza di infezioni latenti originate in campo, le applicazioni post-raccolta risultano ineBicaci.

Strategie e conclusioni

I trattamenti pre-raccolta si sono rivelati l’unica strategia biologica in grado di ridurre tali infezioni e diminuire le perdite durante la conservazione.

Lo studio ha mostrato che le condizioni ambientali hanno una forte influenza: le basse temperature post-raccolta hanno rallentato lo sviluppo di M. laxa e favorito gli agenti di biocontrollo.

Tuttavia, una successiva esposizione a temperatura ambiente ha spesso portato ad un ritorno della malattia, segno che i patogeni riescono a prevalere una volta che le condizioni diventano favorevoli.

Di conseguenza, la sola applicazione di biopesticidi non può sostituire completamente una buona gestione della catena del freddo.

In conclusione, lo studio suggerisce che i biopesticidi, in particolare Serenade, B91 e Y126, possano essere strumenti utili in fase pre-raccolta per ridurre le infezioni latenti da Monilinia laxa, soprattutto se applicati poco prima della maturazione, quando il frutto è più suscettibile.

Tuttavia, il loro impiego post-raccolta non è suBiciente a controllare eBicacemente la malattia, e risulta necessario integrarlo con una buona gestione in conservazione (e, dove ammesso, con fungicidi selettivi).

Inoltre, la scelta di ceppi microbici autoctoni, meglio adattati alle condizioni locali, sembra una prospettiva promettente per incrementare l’eBicacia delle strategie di biocontrollo.

Fonte: Rungjindamai, N., JeBries, P., & Xu, X. (2025). EBicacy of biopesticides and fungicides against brown rot on cherry (Prunus avium) and plum (Prunus domestica). Biocontrol Science and Technology, 35(5), 479-499. https://doi.org/10.1080/09583157.2025.2473729 

Fonte immagine: Netreefruit

Andrea Giovannini
Università di Bologna


Cherry Times - Tutti i diritti riservati

Potrebbe interessarti anche

Giappone: alte temperature, carenza di manodopera e import dagli USA, il resoconto dell'USDA

Produzione

16 set 2024

Nella campagna di commercializzazione 2023/24 (MY: aprile - marzo), la superficie coltivata a ciliegie fresche in Giappone è leggermente diminuita a 4.200 ettari (ha) rispetto ai 4.230 ha della MY 2022/23. FAS/Tokyo prevede che questa tendenza continuerà nella MY 2024/25.

Qualità delle ciliegie: dal contenuto zuccherino alla genetica

Qualità

05 mar 2025

Lo studio che hanno condotto i ricercatori spagnoli e statunitensi ha esplorato i fattori genetici che stanno alla base di fattori chiave che influenzano il sapore delle ciliegie dolci, inclusi il contenuto di zuccheri e acidi.

In evidenza

Fattori determinanti in pre-raccolta nella produzione di ciliegie per il mercato fresco - Parte 2: tecniche colturali, sistemi di impianto e adattamento ai cambiamenti climatici

Gestione

09 lug 2026

Nel ciliegio dolce della Valle del Jerte, irrigazione, carico produttivo, chioma e nutrizione guidano qualità, resa e rischio di cracking. La gestione pre-raccolta aiuta ad adattare i ceraseti a clima estremo, piogge, stress idrici e nuove esigenze produttive globali.

Scala BBCH: un linguaggio standard per la fenologia del ciliegio e altri fruttiferi

Dettaglio

09 lug 2026

La scala BBCH estesa offre un linguaggio standard per descrivere la fenologia delle specie frutticole, migliorando gestione dei frutteti, ricerca, confronto tra cultivar e strategie di adattamento alle variazioni climatiche in agricoltura e sostenibilità delle produzioni.

Tag Popolari