Il cambiamento climatico altera le dinamiche fenologiche del ciliegio dolce

07 apr 2026
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Il cambiamento climatico sta modificando in modo sempre più evidente i cicli biologici delle specie arboree da frutto, con impatti diretti sulla gestione agronomica e sulla stabilità produttiva dei frutteti. In questo contesto, un recente studio condotto presso la stazione sperimentale di Iași, in Romania, ha analizzato le dinamiche fenologiche di diverse specie appartenenti al genere Prunus in risposta alla variabilità climatica interannuale.

L’indagine ha analizzato, negli anni 2023 e 2024, quattro specie di drupacee: ciliegio dolce (Prunus avium), ciliegio acido (P. cerasus), susino (P. domestica) e albicocco (P. armeniaca), monitorando le principali fasi fenologiche dalla ripresa vegetativa (BBCH 51) fino alla fine della fioritura (BBCH 69). I valori sono stati confrontati con le medie storiche registrate nell'arco 1972–2022.

I risultati dello studio

I risultati mostrano come le condizioni climatiche annuali influenzino sia l’epoca di ripresa vegetativa sia la durata delle diverse fasi fenologiche, confermando l’elevata sensibilità alle variazioni termiche e pluviometriche. In particolare, il 2023 si è distinto per un anticipo generalizzato delle fasi fenologiche rispetto al 2024, con differenze notevoli nell’inizio della ripresa vegetativa.

Fino a 29 giorni nel ciliegio dolce e 21 giorni nel susino rappresentano un anticipo fenologico estremamente marcato. Tuttavia, questo anticipo è stato associato ad una riduzione della durata complessiva delle fasi fenologiche, attribuibile a condizioni di stress idrico e termico dovute a temperature elevate e precipitazioni significativamente inferiori alla media pluriennale.

Confronto tra 2023 e 2024

Al contrario, il 2024, caratterizzato da una maggiore disponibilità idrica e da un andamento termico differente, ha mostrato un ritardo nella ripresa vegetativa ma una maggiore estensione temporale delle fasi fenologiche, suggerendo un’interazione complessa tra temperatura e disponibilità idrica nel determinare la dinamica di sviluppo delle piante.

L’analisi dei dati climatici ha infatti evidenziato anomalie termiche positive rispetto alla media storica (+2,9°C), insieme ad una distribuzione irregolare delle precipitazioni, elementi che si inseriscono nel più ampio quadro dei cambiamenti climatici.

Variabilità e implicazioni agronomiche

Un interessante aspetto emerso riguarda la variabilità non solo tra specie, ma anche tra cultivar, suggerendo una forte influenza genotipo-specifica nella risposta fenologica. Questo assume importanza strategica nella selezione varietale e nella pianificazione degli impianti, soprattutto in scenari climatici instabili.

Dal punto di vista operativo, i risultati sottolineano come il monitoraggio fenologico rappresenti uno strumento semplice ma estremamente efficace per prevedere rischi agronomici, in particolare quelli legati alle gelate tardive primaverili, che possono compromettere significativamente la produzione.

Rischi e dinamiche produttive

L’anticipo della fioritura espone le colture ad una maggiore probabilità di danni da freddo qualora si verifichino ritorni di basse temperature primaverili. Inoltre, la variazione nella durata delle fasi fenologiche può influenzare processi chiave come l’allegagione e lo sviluppo dei frutti, con conseguenze sulla resa e sulla qualità finale.

I fabbisogni in freddo e caldo delle specie dei climi temperati sono un fattore critico nella regolazione della dormienza e della successiva ripresa vegetativa, ed il mancato soddisfacimento di tali requisiti, sempre più frequente in condizioni di inverni miti, può determinare squilibri nello sviluppo fenologico.

Conclusioni

In conclusione, le evidenze sperimentali confermano che la fenologia delle drupacee è fortemente influenzata dalle condizioni climatiche annuali e che le variazioni osservate rappresentano un indicatore sensibile degli effetti climatici. L’integrazione di dati fenologici e climatici si configura pertanto fondamentale per sviluppare strategie di adattamento efficaci.

Dalla scelta varietale alla gestione agronomica, l’obiettivo è garantire resilienza e sostenibilità della produzione frutticoltura moderna.

Fonte: Mineață, I., Perju, I., Sîrbu, S., Ungureanu, I. V., Golache, I. E., & Iurea, E. (2025). Phenological dynamics of some fruit species from the Northeastern area of Romania in the context of climate change. RJH, 6, 143-148. https://doi.org/10.51258/RJH.2025.13 

Fonte immagine: Stefano Lugli

Andrea Giovannini
Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT


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