Caolino e calcite: effetti fisiologici dei trattamenti fogliari per la mitigazione dello stress termico

17 giu 2026
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I cambiamenti dei fattori climatici, tra cui temperatura, siccità, deficit di pressione di vapore e precipitazioni, possono modificare la crescita e lo sviluppo delle piante. La maggior parte di questi cambiamenti è in grado di influire negativamente sulla produttività delle piante, specialmente nelle regioni aride e semi-aride.

In questo contesto, l’impiego di particelle minerali riflettenti rappresenta una strategia promettente per migliorare la tolleranza delle colture arboree a questi stress ambientali. Un recente studio condotto su ciliegio dolce cultivar ‘Sweetheart’ ha analizzato gli effetti fisiologici e nutrizionali dell’applicazione fogliare di caolinite e calcite, due minerali ampiamente utilizzati per la protezione delle piante dagli stress termici e radiativi.

Lo studio è stato realizzato in pieno campo in una zona semi-arida della Murcia in Spagna, caratterizzata da elevate temperature estive e bassa umidità relativa. Le foglie sono state trattate con sospensioni di caolinite o calcite a concentrazioni del 5, 10 e 15%, sia in presenza che in assenza di un tensioattivo. L’obiettivo era valutare non solo le variazioni nei principali parametri fisiologici della pianta, ma anche la capacità delle particelle minerali di modificare l’assorbimento e la distribuzione degli elementi nutritivi nei tessuti fogliari.

Trattamenti

L’aggiunta del tensioattivo ha migliorato la distribuzione delle particelle sulla superficie fogliare, favorendo una copertura più uniforme rispetto alle sospensioni prive di coadiuvante, nelle quali si osservavano aggregati localizzati. Tale migliore adesione sembra aver favorito anche l’assorbimento degli elementi contenuti nelle particelle minerali. Dal punto di vista fisiologico, i trattamenti hanno determinato una riduzione temporanea della temperatura fogliare nei giorni immediatamente successivi all’applicazione. Questo effetto, attribuibile alla maggiore riflettanza della radiazione solare indotta dai depositi minerali, è risultato tuttavia di breve durata e tendeva a scomparire nelle settimane successive.

Analogamente, la conduttanza stomatica ha mostrato variazioni transitorie, suggerendo una risposta adattativa delle foglie alle modificazioni microclimatiche create dal rivestimento superficiale. Nessun trattamento ha provocato alterazioni rilevanti della fluorescenza della clorofilla o dell’efficienza fotosintetica del fotosistema II. I valori dei principali indicatori di funzionalità fotosintetica sono infatti rimasti entro gli intervalli tipici di piante non stressate, confermando la sostanziale compatibilità di queste applicazioni con il normale funzionamento fisiologico della pianta.

L’analisi dei minerali delle foglie ha fornito ulteriori indicazioni sui possibili meccanismi d’azione. I trattamenti con caolinite hanno determinato un incremento delle concentrazioni fogliari di silicio e alluminio, soprattutto quando era presente il tensioattivo. Questo risultato suggerisce che una quota delle particelle o dei loro prodotti di dissoluzione possa essere assorbita dai tessuti fogliari. I ricercatori evidenziano tuttavia la necessità di evitare concentrazioni troppo elevate di caolinite, raccomandando di non superare il 5% per limitare potenziali accumuli di alluminio.

Minerali

Nel caso della calcite, l’aumento delle concentrazioni fogliari di calcio è risultato più contenuto ma comunque rilevabile, soprattutto alle dosi più elevate. Oltre agli elementi direttamente apportati dai trattamenti, sono state osservate variazioni anche nei livelli di potassio, magnesio, ferro, manganese, zinco, zolfo e stronzio, indicando che l’applicazione di particelle minerali può influenzare l’equilibrio nutrizionale complessivo della foglia.

Nel complesso, lo studio mostra che i trattamenti fogliari a base di caolinite e calcite possono indurre modificazioni fisiologiche favorevoli e contribuire alla mitigazione degli effetti dello stress termico estivo nel ciliegio dolce. Sebbene i meccanismi coinvolti richiedano ulteriori approfondimenti, i risultati ottenuti evidenziano il potenziale di queste formulazioni minerali, soprattutto quando associate a opportuni coadiuvanti, come strumenti per aumentare la resilienza agli stress ambientali.

Fonte: González-Illanes, T., Martínez-Lama, O., Bahamonde, H. A., Carrión-Antolí, A., Torres, E., & Fernández, V. (2026). Kaolinite and calcite foliar treatments induce physiological changes in cherry tree leaves. Plant Stress, 101235. https://doi.org/10.1016/j.stress.2026.101235

Fonte immagine: Stefano Lugli

Andrea Giovannini
Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT


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