Si prevede che i volumi di ciliegie australiane diminuiranno del 15%

15 set 2026
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La prossima campagna australiana delle drupacee si prepara a fare i conti con una riduzione della produzione. Per il marketing year 2026/27, il raccolto di ciliegie è previsto in calo del 15%, fino a 17.000 tonnellate, mentre per pesche e nettarine la flessione attesa è del 10%.

All'origine delle previsioni c'è soprattutto l'andamento climatico dell'inverno australiano. Temperature minime superiori alla media hanno infatti ridotto il numero di ore di freddo accumulate dagli alberi durante la dormienza, un fattore destinato a incidere sullo sviluppo delle gemme e, di conseguenza, sul potenziale produttivo della nuova stagione.

Meno freddo invernale pesa su gemme e allegagione

La ridotta disponibilità di ore di freddo potrebbe avere ripercussioni sullo sviluppo delle gemme, sulla regolarità del germogliamento e sull'allegagione, con particolare attenzione alle aree produttive di Victoria e New South Wales.

A questa situazione si aggiungono le precipitazioni invernali superiori alla media, soprattutto in Victoria. In diverse zone i terreni risultano vicini alla saturazione o già saturi: una condizione che potrebbe favorire lo sviluppo delle radici e della vegetazione a scapito della formazione delle gemme.

Per limitare gli effetti di una ripresa vegetativa poco uniforme, i produttori dovrebbero aumentare il ricorso a trattamenti destinati a migliorare l'omogeneità del germogliamento.

Tasmania in controtendenza grazie alle ore di freddo

Lo scenario appare diverso in Tasmania, dove i ceraseti hanno beneficiato di un numero adeguato di ore di freddo. Per i produttori dell'isola, quindi, l'avvio della stagione si presenta differente rispetto ad altre importanti regioni australiane.

La Tasmania rappresenta anche l'area con la raccolta più tardiva del Paese: le operazioni iniziano dalla fine di dicembre e una quota rilevante della produzione è destinata ai mercati internazionali.

Il ruolo della regione nell'export è particolarmente significativo. Victoria e Tasmania insieme rappresentano circa il 90% delle esportazioni australiane di ciliegie.

El Niño e meno piogge tra settembre e novembre

Un altro elemento da monitorare è l'evoluzione meteorologica dei prossimi mesi. L'Australia sta attraversando una fase caratterizzata da El Niño e il Bureau of Meteorology prevede precipitazioni nettamente inferiori alla mediana nella maggior parte delle aree di produzione di ciliegie, pesche e nettarine tra settembre e novembre 2026.

Un clima più asciutto potrebbe offrire alcuni vantaggi, riducendo la pressione delle malattie e favorendo lo sviluppo dei frutti. Allo stesso tempo, tuttavia, rischia di accentuare le difficoltà legate alla disponibilità di acqua per l'irrigazione, in particolare in Victoria.

I prezzi dell'acqua irrigua scambiabile sono già elevati e potrebbero aumentare ulteriormente, aggiungendo nuovi costi alla gestione dei frutteti.

Export di ciliegie previsto a 4.000 tonnellate

La contrazione della produzione dovrebbe riflettersi anche sulle spedizioni internazionali. Le esportazioni di ciliegie fresche sono previste a 4.000 tonnellate nel MY 2026/27, contro una stima di 4.900 tonnellate nel MY 2025/26.

Il volume previsto per la prossima campagna risulterebbe comunque sostanzialmente in linea con la media dei cinque anni precedenti.

Anche per pesche e nettarine le prospettive commerciali indicano un rallentamento, con esportazioni previste in diminuzione del 15%.

Import stabili e forniture quasi interamente dagli Stati Uniti

Sul fronte delle importazioni, non sono invece attesi cambiamenti significativi. L'Australia dovrebbe mantenersi su circa 2.000 tonnellate di ciliegie importate e 600 tonnellate di pesche e nettarine, con forniture provenienti quasi interamente dagli Stati Uniti.

Le ciliegie importate vengono commercializzate dalle due principali catene di supermercati australiane, mentre lo stesso non avviene per pesche e nettarine di provenienza estera.

A limitare le prospettive di crescita delle importazioni di queste ultime contribuisce anche l'andamento della domanda interna: il consumo pro capite australiano di pesche e nettarine è diminuito nel corso dell'ultimo decennio.

Un calendario produttivo che attraversa l'Australia

La produzione australiana di ciliegie è distribuita principalmente tra Tasmania, Victoria, New South Wales e South Australia, mentre aree più limitate sono presenti anche in Queensland e Western Australia.

Le differenti condizioni climatiche permettono al Paese di sviluppare un calendario di raccolta piuttosto articolato. Nelle regioni settentrionali più calde le prime ciliegie vengono raccolte generalmente tra metà e fine ottobre.

Il Victoria entra in produzione a novembre, mentre la Tasmania avvia la raccolta dalla fine di dicembre.

Equilibrio delicato per la campagna 2026/27

Per la campagna 2026/27, il settore australiano dovrà quindi confrontarsi con un equilibrio delicato tra minori ore di freddo, disponibilità irrigua, costi produttivi ed evoluzione delle condizioni meteorologiche.

La Tasmania parte da condizioni più favorevoli, mentre l'andamento dei prossimi mesi sarà determinante soprattutto per Victoria e New South Wales e per la capacità dell'Australia di mantenere i propri volumi sui mercati di esportazione.

Fonte: freshplaza.com

Fonte immagine: Stefano Lugli


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