Walter Masman: come migliorarsi per mantenere la leadership nella produzione di ciliegie cilene

02 lug 2026
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L’industria frutticola cilena sa cosa significhi affrontare momenti difficili. È già accaduto con la mela e l’uva da tavola, e ora è il turno della ciliegia, specie che si trova a un bivio per capire come uscire dalla complessa situazione che sta attraversando.

Walter Masman, consulente esperto in ciliegi, ha realizzato una profonda analisi dell’industria ciliegicola cilena nell’ambito di CherryTech 2026, occasione in cui ha presentato l’evoluzione del settore, le trasformazioni del mercato cinese e le sfide future.

Il consulente ha spiegato che nell’ultima stagione il Cile ha esportato circa 113 milioni di casse di ciliegie, generando entrate FOB stimate intorno a 1,8 miliardi di dollari (circa 1,58 miliardi di Euro), una cifra che rappresenta un calo vicino al 9% rispetto al 2024, anno in cui è stato registrato il maggiore volume produttivo nella storia del Paese.

Mercato cinese

«La Cina è, sarà e probabilmente continuerà a essere per molti anni il nostro principale partner commerciale. Saranno loro a scegliere la musica e noi dovremo ballare», ha affermato.

Ha inoltre affrontato la crescita di altre destinazioni, ma ha evidenziato la dipendenza del Cile dal mercato cinese, che continuerà a essere determinante per la redditività del settore.

Proiezioni per la prossima stagione

Una delle principali incognite riguarda la crescita del settore. Masman prevede che, sulla base dei dati legati alla vendita di portinnesti e delle stime settoriali, il Cile potrebbe raggiungere circa 80.000 ettari produttivi di ciliegio nel corso del 2026, anche considerando l’estirpazione di circa 6.000 ettari.

Sulla base di questi parametri e considerando rese medie vicine ai 10.000 chili per ettaro, il consulente ha stimato un potenziale produttivo di 156 milioni di casse per la prossima stagione.

«È ancora una follia», ha dichiarato, avvertendo della necessità di analizzare con urgenza la capacità di assorbimento dei mercati di fronte alla crescita sostenuta dell’offerta.

Ha inoltre previsto che il Cile potrebbe avvicinarsi ai 180 milioni di casse potenziali entro il 2029.

Le nuove caratteristiche del consumatore cinese

Masman ha spiegato che uno dei principali errori dell’industria è stato presumere che il consumatore cinese attuale mantenga le stesse abitudini di acquisto di dieci anni fa.

Ha evidenziato una trasformazione del profilo del consumatore: il tradizionale acquirente legato al regalo per il Capodanno cinese ha lasciato spazio a una nuova generazione di consumatori, più informati, digitali ed esigenti.

«Il consumatore attuale cerca un’esperienza organolettica. Vuole sapore, consistenza e acidità. Inoltre, è attento alla salute e cerca alimenti con benefici nutrizionali dimostrabili», ha affermato.

Commercio digitale

A ciò si aggiunge l’evoluzione delle piattaforme di commercio elettronico e delle dirette sui social network, che hanno modificato in profondità il modo di commercializzare la frutta in Cina.

Attualmente, oltre il 35% del volume passa attraverso questi canali digitali, dove la qualità viene valutata in tempo reale davanti a milioni di consumatori.

Cambiamenti nella strategia commerciale

La ciliegia cilena deve adattarsi a questo nuovo scenario. Secondo Masman, l’industria deve modificare parte della propria narrazione commerciale e comunicare con maggiore forza gli attributi nutrizionali del frutto.

In questa direzione, ha sottolineato che le ciliegie hanno un alto contenuto di antociani, vitamina C, potassio e fibra alimentare, oltre a potenziali benefici per la salute vascolare, la protezione cellulare e la riduzione del rischio di malattie croniche.

«Dobbiamo imparare a vendere ciò che stiamo realmente offrendo. Non solo frutta, ma un alimento salutare con attributi distintivi», ha affermato.

Un’altra sfida chiave è di natura tecnica: ottenere un frutto omogeneo e costante.

Scenario climatico

L’ultima stagione è stata caratterizzata dalla mancanza di uniformità all’interno delle casse, a cui si sono sommati gli effetti dello stress termico, degli inverni caldi e delle alte temperature accumulate nelle ultime stagioni.

Per Masman, questi segnali rafforzano la necessità di adattare le strategie di gestione dell’industria a uno scenario climatico che potrebbe consolidarsi come tendenza permanente.

La chiave del business

Uno dei pilastri del business è la redditività. Attraverso diversi scenari, il consulente ha mostrato come il calibro del frutto e la settimana di raccolta determinino gran parte del risultato finanziario.

In varietà precoci come Santina, una buona curva dei calibri e raccolte tempestive possono generare ritorni interessanti. Tuttavia, nelle varietà di media stagione e tardive, il business diventa sempre più esigente.

In questo contesto, Masman ha sottolineato che la redditività futura probabilmente si avvicinerà ai margini abituali di altri comparti frutticoli, molto lontani dai ritorni straordinari che hanno caratterizzato gli anni di espansione della ciliegia.

Il percorso da seguire

Masman ha evidenziato che la crescita dell’offerta obbliga a ripensare molteplici aspetti del business, dalla genetica alla gestione agronomica, dalla potatura alla nutrizione, dal controllo del carico alla gestione dei costi.

Nonostante le sfide, ha trasmesso una visione ottimista sull’industria ciliegicola cilena: «Siamo i migliori produttori di ciliegie al mondo. Abbiamo costruito un percorso di enorme successo. La domanda ora è come continuare a migliorare per mantenere questa leadership», ha dichiarato.

Infine, ha concluso: «Ciò che non si può misurare non si può controllare; ciò che non si può controllare non si può gestire; e ciò che non si gestisce non si può migliorare».

Fonte: www.portalfruticola.com

Fonte immagine: Stefano Lugli


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