Ciliegie dolci in Cina subtropicale: studio su cultivar rosse e gialle a basso fabbisogno in freddo

29 ago 2025
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Il ciliegio dolce viene tradizionalmente coltivato in climi temperati ed il suo frutto è molto apprezzato dal mercato per il suo colore vivace.

Introdurre questa specie in aree subtropicali, come il sud-est della Cina, è stato possibile solo grazie a cultivar a basso fabbisogno in freddo (<500 ore).

Tuttavia, le particolari condizioni climatiche di queste zone, caratterizzate da inverni miti e rapido riscaldamento primaverile, possono influenzare in modo rilevante la qualità ed il colore del frutto.

Un recente studio ha valutato quattro cultivar a basso fabbisogno in freddo, innestate su “Gisela 6”: “Jiangnanhong”, “5-106” e “Changfeng 1” (frutto rosso) e “Chaoyang 1” (frutto giallo).

Studio su cultivar cinesi

I frutti sono stati prelevati da ceraseti commerciali della contea di Yuyao, in Cina.

Le analisi sono state eseguite in quattro stadi di maturazione, analizzando parametri fisici (peso, diametro, forma), colore (L*, a*, b*), qualità nutrizionale (vitamina C, zuccheri solubili, acidi organici, proteine), ormoni endogeni (gibberelline, brassinolide) e contenuto di antocianine, con approfondimenti sull’espressione genica legata alla biosintesi di questi composti.

I risultati hanno evidenziato marcate diSerenze tra cultivar rosse e gialle. “Jiangnanhong” ha mostrato un maggior peso e diametro dei frutti, i valori L* più bassi (colore più scuro) e la più alta concentrazione di cianidina-3-O-rutinoside (C3R), la principale antocianina identificata in tutte le cultivar.

Invece, “Chaoyang 1” ha presentato valori di L* e b* più elevati (colore giallo brillante), contenuto di vitamina C superiore e livelli minimi di C3R e cianidina-3-O-glucoside (C3G).

Differenze tra cultivar

Le analisi hanno confermato che C3R è il pigmento predominante durante la maturazione, mentre pelargonidina-3-glucoside è presente solo in tracce in alcune cultivar rosse.

La qualità nutrizionale dei frutti ha mostrato un miglioramento continuo durante il processo di maturazione, specialmente per quanto riguarda i solidi solubili totali ed i principali zuccheri (glucosio, fruttosio, mannitolo), in quasi tutte le cultivar, con diSerenze nei trend di accumulo.

L’acido malico è risultato il principale acido organico, seguito da citrico e chinico, con andamenti diversi nelle varie cultivar.

Il contenuto proteico è risultato massimo in “Jiangnanhong” e minimo in “5-106”.

Fattori biochimici e genetici

Le gibberelline hanno mostrato un calo con la maturazione, con conseguente aumento delle antocianine, mentre le brassinolide hanno mostrato valori contenuti, con i valori minimi in “Jiangnanhong”.

L’analisi dell’espressione genica ha messo in evidenza il ruolo di geni strutturali chiave fortemente up-regolati nelle cultivar di colore rosso.

Inoltre, le analisi hanno identificato tre geni candidati (LOC110744862 (MYB), LOC110749842 (bHLH) e LOC110753376 (bHLH)) come strettamente correlati all’accumulo di C3R e C3G, suggerendo un coinvolgimento diretto nella regolazione trascrizionale della biosintesi delle antocianine.

In conclusione, le cultivar a basso fabbisogno in freddo esaminate hanno mostrato parametri qualitativi comparabili a quelli di varietà tradizionali coltivate in aree temperate.

Conclusioni e prospettive

La diSerenziazione cromatica tra cultivar rosse e gialle non è dovuta a diversi tipi di antocianine, ma piuttosto alla loro quantità ed al livello di espressione dei geni regolatori coinvolti nella sintesi.

Inoltre, C3R è emerso come un marcatore primario della qualità estetica e nutrizionale del frutto, ed i geni individuati rappresentano potenziali target per programmi di miglioramento genetico orientati al miglioramento del colore e della qualità in condizioni climatiche subtropicali.

Fonte: Xu, Y., Jing, Y., Guo, Y., & Zhang, W. (2025). Quality Characteristics and Color Formatio Mechanism of Low Chilling Requirement Sweet Cherry (Prunus avium L.) Cultivars in Southeast China. Horticulturae, 11(3), 269. https://doi.org/10.3390/horticulturae11030269 

Fonte immagine: China Daily

Andrea Giovannini
Università di Bologna


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