Ciliegio acido in Romania: la valorizzazione delle risorse genetiche alla base delle nuove varietà

13 mag 2025
1964

La coltivazione del ciliegio acido (Prunus cerasus L.) riveste un ruolo importante in Romania. Infatti, questo Paese presenta condizioni pedoclimatiche favorevoli e vanta una lunga tradizione nella selezione varietale.

A partire dal 1970, con lo scopo di contrastare l’erosione genetica e preservare la biodiversità frutticola, sono state avviate sistematiche attività di raccolta, conservazione e valutazione delle risorse genetiche di ciliegio acido, che oggi costituiscono una delle basi più solide per i programmi di miglioramento genetico del Paese.

Il patrimonio genetico è attualmente rappresentato da 238 accessioni conservate ex situ presso due centri di ricerca: il “Research Institute for Fruit Growing” di Pitești ed il “Research Station for Fruit Growing” di Iași.

Queste collezioni comprendono cultivar autoctone e straniere, selezioni, cloni, varietà locali e landraces.

Figura 1: cv Crisana

Obiettivi del miglioramento genetico

Questo patrimonio genetico costituisce una risorsa fondamentale per i programmi di breeding, i cui obiettivi odierni sono orientati ad ottenere cultivar più produttive, resistenti alle principali fitopatie come Monilia e antracnosi, autofertili, adatte alla raccolta meccanica e con frutti di qualità superiore, destinati sia all’industria di trasformazione che al mercato fresco.

Altri obiettivi del miglioramento genetico sono l’espansione del calendario di maturazione, la compattezza della pianta, e la qualità organolettica del frutto, con particolare attenzione alla pezzatura, consistenza, colore e sapore.

Per raggiungere questi obiettivi, sono stati selezionati ed utilizzati numerosi parentali che presentavano caratteristiche interessanti.

Ad esempio, cultivar come “Pitic”, “Bucovina”, “Vrâncean” e “Dropia” sono state impiegate per la loro fioritura tardiva, per l’elevata resistenza alle malattie o per l’autofertilità.

Varietà e strategie adottate

Altre varietà come “Rival” e “Stelar” per la qualità del frutto, la produttività e l’adattabilità alla coltivazione intensiva.

Le strategie di miglioramento adottate hanno incluso la selezione clonale da popolazioni locali, l’incrocio controllato e la libera impollinazione.

Questo approccio ha portato, nel corso di 55 anni, alla registrazione di 19 nuove cultivar in Romania, molte delle quali hanno trovato ampia diffusione in impianti moderni grazie alle loro eccellenti caratteristiche agrobiologiche.

Tra queste, vi sono “Timpurii de Pitești”, “Țarina”, “Ilva”, “Pitic”, “Bucovina”, “Vrâncean”, “De Botoșani” e “Rival”, che si sono affermate per precocità, qualità del frutto e resistenza alle malattie.

Figura 2: cv Stelar

Nuove cultivar e biotecnologie

Le nuove cultivar presentano un valore commerciale maggiore grazie a frutti più grandi e più adatti al consumo fresco rispetto a quelle tradizionali.

Alcune varietà, come “Stelar”, sono state ottenute da incroci tra varietà locali (“Mocănești 16” x “Engleze timpurii”) e offrono un’elevata qualità complessiva, rendendole competitive anche a livello internazionale.

L’introduzione di moderne pratiche biotecnologiche ha ulteriormente ampliato le possibilità del miglioramento genetico, consentendo di superare i limiti dei metodi convenzionali e accelerando la selezione di genotipi migliorativi.

Grazie a questi progressi, la Romania è riuscita a preservare la propria identità frutticola e, al contempo, ad innovare il settore, rispondendo alle richieste di un mercato sempre più orientato verso il consumo di frutta fresca di alta qualità.

Conclusione

In conclusione, il programma di miglioramento genetico del ciliegio acido della Romania è un esempio virtuoso di come la conservazione e la valorizzazione delle risorse genetiche (biodiversità) possano sostenere lo sviluppo di una frutticoltura moderna e sostenibile, migliorando la competitività nel mercato nazionale ed internazionale.

Fonte: Stan, I. A., Butac, M., & Hoza, D. (2024). Sour cherry germplasm resources and breeding in Romania. Scientific Papers. Series B. Horticulture, 68(2). 

Fonte immagini: OLX 

Andrea Giovannini
Università di Bologna


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