Efficienza energetica ed impronta carbonica nella coltivazione delle amarene in Turchia

19 mag 2026
13

La sostenibilità energetica dei sistemi frutticoli è una delle grandi sfide dell’agricoltura moderna, ancor più in un contesto caratterizzato da costi crescenti dell’energia e dalla necessità di ridurre le emissioni di gas climalteranti.

Un recente studio condotto nella provincia di Konya, in Turchia, sul ciliegio acido (Prunus cerasus L.), ha analizzato quantitativamente i flussi energetici e le emissioni di gas serra associate al sistema produttivo, fornendo indicazioni utili sia sotto il profilo ambientale che economico.

I dati sono stati raccolti tramite interviste a trentanove agricoltori.

Efficienza energetica

I risultati evidenziano innanzitutto come il sistema colturale sia energeticamente efficiente: a fronte di un input totale pari a 13.652 MJ/ha, l’output energetico raggiunge 43.906 MJ/ha, con un indice di efficienza energetica (EUE) pari a 3,26.

Ciò significa che il sistema produce oltre tre volte l’energia impiegata, posizionandosi oltre il punto di pareggio energetico e risultando competitivo rispetto ad altre colture frutticole.

Anche altri indicatori confermano questa performance: l’energia specifica si attesta intorno a 0,94 MJ/kg, mentre la produttività energetica è pari a 1,11 kg/MJ, con un saldo netto positivo superiore a 30.000 MJ/ha. Tuttavia, a fronte di questa efficienza produttiva, emerge una marcata dipendenza da fonti energetiche non rinnovabili.

Dipendenza dagli input

Circa il 94,8% dell’energia impiegata deriva infatti da input di origine fossile o industriale, mentre la quota di energia rinnovabile si limita al 5,2%. In particolare, fertilizzanti chimici ed energia elettrica rappresentano insieme circa il 70% del fabbisogno energetico complessivo, evidenziando un forte squilibrio nella composizione degli input.

Questo dato sottolinea come, nonostante l’efficienza energetica globale, il sistema presenti criticità in termini di sostenibilità a lungo termine. Dal punto di vista delle emissioni, il sistema mostra un’impronta carbonica complessiva pari a 1.367,8 kg CO2-eq/ha, con un’intensità emissiva di 0,09 kg CO2-eq/kg di prodotto.

Si tratta di valori moderati rispetto ad altre colture frutticole, ma che nascondono una distribuzione fortemente sbilanciata delle fonti di emissione. L’energia elettrica, utilizzata principalmente per l’irrigazione, contribuisce da sola a circa il 59% delle emissioni totali, confermandosi il principale hotspot ambientale del sistema.

Seguono il lavoro umano ed i fertilizzanti azotati, mentre il contributo del diesel risulta relativamente contenuto, segnale di una certa efficienza nelle operazioni meccaniche.Il ruolo dei fertilizzanti è interessante: essi risultano essere il principale fattore sia di consumo energetico sia di emissioni indirette.

Bilancio energetico

In particolare, l’azoto incide in modo significativo sul bilancio energetico ed ambientale, suggerendo ampi margini di miglioramento attraverso strategie di ottimizzazione della nutrizione.

Parallelamente, l’utilizzo, seppur limitato, di letame aziendale evidenzia il potenziale delle fonti rinnovabili nel riequilibrare il sistema energetico.

Le conclusioni dello studio indicano tre direttrici di intervento per migliorare la sostenibilità della produzione del ciliegio acido in Turchia: la transizione verso fonti energetiche rinnovabili, in particolare per l’irrigazione; la riduzione dell’uso di fertilizzanti chimici a favore di quelli organici; e l’adozione di una gestione integrata dell’energia lungo l’intero ciclo produttivo.

In sintesi, il sistema analizzato dimostra come sia possibile coniugare elevata efficienza energetica e buona produttività, ma evidenzia al contempo la necessità di una riorganizzazione degli input per ridurre la dipendenza da risorse non rinnovabili e migliorare la resilienza ambientale del comparto.

Fonte: Candemir, S., Bozdemir Akçil, M., Doğan, H. G., & Bayramoğlu, Z. (2026). Energy Use Efficiency and Greenhouse Gas Emissions in Sour Cherry (Prunus cerasus L.) Production Systems in Türkiye. Applied Fruit Science, 68(1), 49. https://doi.org/10.1007/s10341-025-01759-z 

Fonte immagine: Stefano Lugli

Andrea Giovannini
Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT


Cherry Times - Tutti i diritti riservati

Potrebbe interessarti anche

Ciliegie californiane 2025: stagione in ritardo e produzione ridotta, ma qualità promettente

Produzione

01 mag 2025

La stagione 2025 delle ciliegie californiane parte in ritardo e con una produzione inferiore alla media, complice un clima instabile durante la fioritura. Tuttavia, i frutti si preannunciano di qualità superiore, aprendo nuove opportunità sui mercati premium e internazionali.

Australia, il mercato delle ciliegie si espande: consumo interno in aumento del 10%

Mercati

02 set 2024

Un recente rapporto redatto dall' USDA prevede che la produzione di ciliegie in Australia per la campagna 2024/25 raggiunga le 20.000 tonnellate, un volume che riflette un aumento rispetto alla stima rivista al ribasso di 18.500 tonnellate per la campagna 2023/24.

In evidenza

Efficienza energetica ed impronta carbonica nella coltivazione delle amarene in Turchia

Impianti

19 mag 2026

Uno studio condotto a Konya, in Turchia, analizza efficienza energetica, emissioni di gas serra e uso degli input nel ciliegio acido, evidenziando buona produttività ma forte dipendenza da energia elettrica, fertilizzanti chimici e fonti non rinnovabili nel ciclo produttivo.

La gestione della Drosophila suzukii deve smettere di essere reattiva e trasformarsi in una strategia preventiva basata sui dati

Difesa

19 mag 2026

Carolina Yañez analizza le strategie con cui il Cile punta a rafforzare la gestione di Drosophila suzukii: monitoraggio preventivo, dati, innovazione e collaborazione internazionale per proteggere ciliegie e berries destinati all’export nei mercati globali più esigenti.

Tag Popolari