Un tempo simbolo di lusso importato, oggi le ciliegie diventano protagoniste della produzione interna cinese, grazie a politiche mirate e innovazione agricola.
Per anni, le ciliegie hanno rappresentato un piccolo lusso stagionale per i consumatori cinesi, spesso provenienti dall’estero — in particolare dal Cile — e legate a momenti speciali o regali prestigiosi.
Oggi, però, la Cina ha cambiato passo. Da semplice importatrice, si sta trasformando in uno dei maggiori produttori al mondo, con l’obiettivo di soddisfare la crescente domanda interna e ridurre la dipendenza dall’estero.

Shandong guida la svolta
Nel 2024, secondo quanto riportato dal Financial Times, il consumo di ciliegie in Cina raggiungerà circa 1,5 milioni di tonnellate. Di queste, ben 900.000 saranno coltivate sul suolo nazionale, mentre il resto continuerà ad arrivare in gran parte dal Cile, il principale partner commerciale in questo segmento.
Il cuore della produzione cinese è la provincia orientale di Shandong, diventata in pochi anni il principale polo cerasicolo del Paese. Il merito è di una strategia ben orchestrata dalle autorità locali, che hanno individuato nelle ciliegie un settore ad alto valore aggiunto e incentivato gli agricoltori, in particolare i coltivatori di mele, a riconvertire le proprie attività.
Questo cambio di rotta ha avuto un doppio effetto: da un lato ha aumentato l’offerta interna, dall’altro ha influenzato la percezione del consumatore, che oggi associa sempre meno le ciliegie a un prodotto esclusivamente d'importazione.
I prezzi, più accessibili rispetto alle varietà cilene, stanno contribuendo a una diffusione capillare del frutto nelle fasce medie del mercato.
Il modello Yunnan
Un altro esempio emblematico arriva dalla contea di Midu, nello Yunnan. Qui, un imprenditore ha sfidato le condizioni climatiche avverse ricorrendo a una soluzione tecnologica originale: celle frigorifere alimentate da energia eolica che simulano la dormienza invernale necessaria ai ciliegi.
L’infrastruttura è stata sostenuta dal governo locale, che ha costruito sistemi di irrigazione ad hoc per favorire lo sviluppo della coltivazione.
Questo approccio dimostra come, anche in territori non tradizionalmente vocati alla frutticoltura, sia possibile creare nuove filiere grazie alla sinergia tra investimenti privati e politiche pubbliche intelligenti.
Verso un nuovo equilibrio
La crescita della produzione interna non significa la fine delle importazioni, ma un riequilibrio delle dinamiche di mercato. Se da un lato le ciliegie cilene mantengono un vantaggio competitivo in termini di stagionalità (grazie alla controstagione australe), dall’altro le varietà locali cinesi stanno guadagnando terreno in termini di volume e varietà offerte.
Questa trasformazione ha anche un impatto più ampio sulla politica agricola cinese, sempre più orientata verso la sovranità alimentare e la valorizzazione delle colture ad alto reddito.
Le ciliegie, in questo scenario, si candidano non solo come simbolo di benessere, ma come asset strategico per il futuro dell’agricoltura del Paese.
Fonte: MC WORLD DESK
Fonte immagine: Global Times News cn
Cherry Times - Tutti i diritti riservati