Calcio e biostimolanti fogliari: una strategia sinergica per ridurre il cracking

23 giu 2026
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Il cracking rappresenta una delle principali limitazioni produttive del ciliegio dolce, poiché compromette l'integrità del frutto, ne riduce la conservabilità e determina ingenti perdite economiche. Il fenomeno è strettamente associato all'assorbimento eccessivo di acqua durante le precipitazioni che precedono la raccolta, con conseguente aumento della pressione interna e rottura dell'epidermide.

Un recente studio ha valutato l'efficacia di trattamenti fogliari pre-raccolta basati su cloruro di calcio (CaCl2) associato a diversi biostimolanti naturali: glicina betaina, chitosano, silicio, olio essenziale di timo ed estratto dell'alga Ascophyllum nodosum, con l'obiettivo di limitare il cracking e migliorare il profilo metabolico delle ciliegie della cultivar '0900 Ziraat'.

I risultati evidenziano un marcato effetto sinergico tra il calcio e alcuni dei biostimolanti impiegati. La combinazione CaCl2 e glicina betaina si è dimostrata la più efficace nel contenimento del cracking, riducendo l'indice di spaccatura dal 12% osservato nel controllo fino ad appena l'1,6%.

Prestazioni molto elevate sono state ottenute anche con CaCl2 e chitosano (2,4%), seguiti dall'associazione con silicio (3,6%). Tutti i trattamenti hanno comunque determinato una riduzione significativa del fenomeno rispetto alle piante non trattate, confermando il ruolo del calcio nel rafforzamento delle pareti cellulari e della cuticola, ulteriormente potenziato dall'azione degli altri composti.

Sinergia tra calcio e biostimolanti

Oltre all'effetto protettivo nei confronti del cracking, i trattamenti hanno modificato il metabolismo del frutto. In particolare, il chitosano ha favorito l'accumulo dei principali zuccheri semplici, come glucosio e fruttosio, oltre ad aumentare il contenuto di acido malico, acido succinico e vitamina C, migliorando quindi il valore nutrizionale e le caratteristiche organolettiche delle ciliegie.

L'associazione tra calcio e glicina betaina, insieme a quella con Ascophyllum nodosum, ha invece incrementato l'attività antiossidante, mentre il silicio si è distinto per il maggiore contenuto di antociani e composti fenolici, contribuendo al mantenimento della qualità biochimica dei frutti.

L'analisi statistica ha inoltre evidenziato una relazione inversa tra l'incidenza del cracking e numerosi metaboliti coinvolti nella qualità del frutto. Le correlazioni negative osservate con vitamina C, glucosio, fruttosio e acido malico indicano che concentrazioni più elevate di questi composti sono associate a una maggiore resistenza al cracking.

Anche l'analisi delle componenti principali (PCA) ha confermato come i trattamenti a base di calcio associato a glicina betaina e chitosano siano strettamente collegati a un profilo metabolico favorevole e a una minore suscettibilità al cracking, suggerendo che il miglioramento della stabilità osmotica e dell'integrità strutturale del frutto rappresenti uno dei principali meccanismi di protezione.

Metabolismo, resistenza e applicazioni

I ricercatori sottolineano come i trattamenti fogliari costituiscano una soluzione particolarmente interessante rispetto alle applicazioni al terreno, grazie alla possibilità di raggiungere direttamente i tessuti del frutto, alla rapidità di assorbimento e all'assenza di effetti sulla microbiota del suolo.

L'impiego combinato di cloruro di calcio con glicina betaina o chitosano emerge quindi come una strategia sostenibile, economicamente accessibile e facilmente integrabile nella gestione pre-raccolta dei ceraseti, capace di aumentare contemporaneamente resa commerciale, qualità nutrizionale e tolleranza agli stress ambientali.

Tuttavia, saranno necessarie ulteriori sperimentazioni su cultivar differenti e in diverse condizioni climatiche, al fine di definire protocolli applicativi ottimizzati e confermare la trasferibilità di questi risultati ai principali areali di coltivazione del ciliegio dolce.

Fonte: Polat, Y., Yasmin, S., İmrak, B., Gündeşli, M. A., Güney, M., Çömlekçioğlu, S., & Kafkas, N. E. (2026). Pre-Harvest Calcium and Biostimulant Applications Mitigate Fruit Cracking and Improve Metabolome in Sweet Cherry (Prunus avium L.). Applied Fruit Science, 68(1), 20. https://doi.org/10.1007/s10341-025-01736-6 

Fonte immagine: Stefano Lugli

Andrea Giovannini
Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT


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