Cromatografia circolare: nuova tecnologia per la diagnosi qualitativa della fertilità del suolo negli impianti di ciliegio

04 mar 2026
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La valutazione della qualità del suolo è strettamente connessa alla sostenibilità dei sistemi produttivi e alla resilienza degli agroecosistemi.

Nei frutteti intensivi, come quelli di ciliegio, le pratiche di gestione influenzano in modo significativo le proprietà fisiche, chimiche e biologiche del suolo, con ricadute dirette sulla fertilità e sulla produttività a lungo termine.

In tale contesto, accanto alle metodologie analitiche convenzionali, stanno acquisendo interesse approcci diagnostici alternativi, quali la cromatografia circolare su carta, capaci di fornire indicatori qualitativi integrati dello stato del suolo.

Il lavoro condotto

Il lavoro condotto nei ceraseti della Regione del Maule (Cile) ha analizzato le relazioni tra alcune proprietà fisico-chimiche del suolo e i pattern generati mediante cromatografia circolare su carta.

L’ipotesi di partenza è che tecniche analitiche qualitative, a basso costo e di facile applicazione, possano integrare i metodi convenzionali di analisi del suolo, fornendo indicatori utili per discriminare differenti pratiche di gestione agronomica.

La cromatografia circolare su carta è una tecnica basata sulla diffusione radiale di estratti di suolo su supporto cartaceo, in cui la mobilità capillare del solvente genera pattern cromatici concentrici.

Tali pattern riflettono

Tali pattern riflettono qualitativamente la presenza e la distribuzione relativa di composti organici e minerali solubilizzati.

Le zone cromatiche ottenute (zona centrale, interna, intermedia ed esterna) vengono analizzate in termini di estensione radiale, intensità e distribuzione dei colori, assumendo tali parametri come variabili descrittive correlate alle proprietà chimiche e fisiche del suolo.

Il disegno sperimentale ha previsto il campionamento in due aziende con ceraseti sottoposti a gestioni agronomiche differenti: una convenzionale e una agroecologica.

All’interno di ciascun sito sono stati definiti tre ambienti di campionamento: (i) banda con apporto di ammendanti organici, (ii) banda con leguminose annuali e (iii) banda con copertura erbacea multispecie.

I campioni di suolo

I campioni di suolo sono stati sottoposti ad analisi di laboratorio per la determinazione di parametri standard quali tessitura, contenuto di sostanza organica, pH, conducibilità elettrica e altri indicatori nutrizionali.

Parallelamente, gli stessi campioni sono stati analizzati tramite cromatografia circolare al fine di confrontare i pattern cromatografici con i dati analitici quantitativi.

I risultati evidenziano che questa tecnica è in grado di discriminare in maniera significativa tra suoli sottoposti a differenti regimi di gestione.

In particolare, sono emerse differenze nella colorazione e nell’estensione delle zone intermedie ed esterne dei cromatogrammi, nonché nel raggio della zona centrale.

Quest’ultimo parametro si è dimostrato

Quest’ultimo parametro si è dimostrato correlato al contenuto di sostanza organica, suggerendo che la cromatografia circolare possa costituire un indicatore indiretto di tale proprietà.

Le variazioni cromatiche osservate riflettono differenze nella composizione e nella mobilità dei composti solubili, verosimilmente associate alle pratiche di gestione e alla qualità biologica del suolo.

L’analisi statistica è stata approfondita mediante l’applicazione del metodo Random Forest, tecnica di apprendimento automatico non parametrica, al fine di identificare le variabili cromatografiche maggiormente predittive.

Tra queste, il raggio

Tra queste, il raggio della zona interna e il numero totale di canali cromatici si sono distinti per la loro capacità discriminante rispetto ai diversi sistemi di gestione.

Nonostante la natura qualitativa della tecnica e la variabilità intrinseca dei suoli agricoli rappresentino limiti metodologici, lo studio conclude che la cromatografia circolare su carta costituisce una metodologia promettente, economica e facilmente implementabile per la diagnosi qualitativa della fertilità e dello stato del suolo in frutteti di ciliegio.

L’integrazione tra indicatori cromatografici e analisi chimico-fisiche tradizionali può contribuire allo sviluppo di strategie di gestione sostenibile e al monitoraggio agroecologico dei sistemi produttivi.

Fonte: repositorio.uchile.cl

Fonte immagine: Prometeo Sánchez García

Melissa Venturi
Università di Bologna


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