Da Ri.Nova uno scudo "green" contro insetti, pioggia e grandine: le ciliegie tornano a sorridere con il progetto "SMILE"

07 giu 2024
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Ri.Nova, in collaborazione con Unibo, ha ideato nuovi sistemi di difesa a sostegno dei cerasicoltori. Daniele Missere, responsabile del progetto: “Con questi nuovi impianti fino al 50% di trattamenti in meno e 30% di acqua risparmiata. Strumento ideale per le aziende per mantenere un elevato standard di qualità del prodotto e assicurarsi rendimenti economici rilevanti anche negli anni di forti piogge o grandinate” 

Meno sostanze chimiche, più protezione da pioggia, grandine e insetti, per una produzione di ciliegie di alta qualità che non tema il maltempo o un’emergenza fitosanitaria come, ad esempio, la drosofila. È questo l’obiettivo di SMILE, progetto che punta a sostenere la cerasicoltura attraverso l’utilizzo di nuovi sistemi di copertura dei frutteti a “monoblocco”.

La sfida è stata raccolta da Ri.Nova e Unibo, che in collaborazione con il Consorzio della Ciliegia di Vignola, hanno ideato alcuni innovativi impianti per la difesa delle coltivazioni del ciliegio e ora ne stanno testando l’efficacia.

“Gli eventi climatici di questi giorni rendono ancora più evidente come la protezione da pioggia e grandine stia diventando un fattore sempre più imprescindibile per ottenere produzioni di qualità capaci di garantire soddisfazione al consumatore e un reddito al frutticoltore - spiega Daniele Missere, responsabile di progetto per conto di Ri.Nova -.

"A questo va aggiunto che gran parte degli areali dove si coltivano ciliegie è sotto la costante minaccia di nuovi insetti alieni, come la drosophila e la cimice asiatica, difficili da controllare e molto dannosi per le piante. I sistemi di difesa studiati dal progetto SMILE rappresentano una soluzione efficace e d’avanguardia per garantire produzioni ecosostenibili e di elevata qualità”.

I sistemi studiati e messi alla prova, inoltre, nascono nell’ottica di ridurre i trattamenti fitosanitari a favore di un contenimento meccanico degli insetti e degli uccelli: “La chiusura totale dell’appezzamento, cavedagna compresa, consente infatti di ridurre l’utilizzo degli insetticidi impedendo a entrambi l’accesso al ceraseto” spiega Missere.   

Immagine 1. Fonte: CABI.

I nuovi impianti a "monoblocco"

In cosa consiste il nuovo sistema a monoblocco? “Abbiamo ideato due nuove tipologie di ‘impianti’ multifunzionali - sottolinea Missere -. Il primo prevede una copertura antipioggia a doppio strato completata, sul perimetro, da una rete anti-drosofila; la seconda è stata realizzata con quattro differenti tipologie di copertura".Immagine 2: Coperture monoblocco. Fonte: KIT.

"Entrambe proteggono foglie e frutti dalla bagnatura, dalla grandine e dall’ingresso degli insetti e, in virtù dell’effetto ombreggiante che generano, modificano sia la temperatura che la luminosità del frutteto. Le attività sperimentali che attueremo da qui a fine luglio ci permetteranno di valutare i benefici che questi nuovi sistemi possono portare anche in un’ottica di sostenibilità economica e ambientale”.

Dati e protezioni, con SMILE la ciliegia torna a sorridere

Le attese rispetto al progetto SMILE sono alte e serviranno a orientare i cerasicoltori nella scelta dei sistemi di difesa da adottare per realizzare nuovi impianti di ciliegio o per proteggere quelli già esistenti, sia in coltivazione convenzionale/integrata che biologica. Ma per ora i dati sono buoni.

“In termini produttivi i soggetti che potranno avvantaggiarsi dei risultati ottenuti nell’ambito del Piano sono rappresentati in primis dalle aziende agricole che afferiscono al Consorzio della Ciliegia di Vignola, circa 700 imprese che coltivano oltre 800 ettari di ciliegio con un potenziale produttivo di circa 16.000 tonnellate all’anno”, afferma Valter Monari, direttore dello stesso Consorzio della Ciliegia.

“L’impiego dei sistemi di difesa multifunzionali testati nell’ambito di SMILE apporterà sicuri benefici economici alle aziende agricole - sostiene Missere - derivati dalla garanzia di ottenere produzioni di elevata qualità anche in annate caratterizzate da frequenti piogge a ridosso della raccolta o contrassegnate da emergenze fitosanitarie difficilmente contrastabili".

"A questo si aggiunge anche la possibilità di coltivare e produrre ciliegie di varietà di fascia premium seppur sensibili al cracking. Le proiezioni parlano chiaro: utilizzando per 5-10 anni tali sistemi su una superficie complessiva di almeno 100 ettari, potremmo prevedere una ricaduta economica in termini di PLV di circa 4 milioni di euro l’anno, considerando rese e prezzi di vendita medi”.

Immagine 3. Fonte: SL Fruit Service.

Il tutto riducendo anche gli scarti dovuti alle avversità (cracking e insetti) e i costi per la raccolta e la cernita delle ciliegie, per un ulteriore beneficio economico anch’esso significativo.  

Ma non è finita qui. Anche in termini di tutela ambientale le ricadute risultano positive. Così come sul tema dell’occupazione. “Rispetto agli impianti scoperti, recenti ricerche in merito ai ceraseti dotati di coperture monoblocco mostrano una diminuzione dell'utilizzo di sostanze chimiche insetticide pari al 50% e fungicide intorno al 30%".

"E a questo va aggiunto il risparmio idrico derivato dall’apporto irriguo, con una diminuzione dei consumi d’acqua di circa il 30%. Infine - conclude Missere -, soffermandoci sulla cerasicoltura emiliano-romagnola, in particolare su quella che insiste sulle aree del marchio Ciliegia di Vignola IGP, l’utilizzo dei sistemi multifunzionali studiati da SMILE dovrebbe garantire un numero di ore, tra manodopera in campo e post-raccolta, pari a più di un centinaio di posti di lavoro”. 

Fonte: Ufficio Stampa Ri.Nova


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