OPTIMISTII: la risposta green alla Drosophila suzukii nei cersaseti europei

20 ott 2025
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Con l’aumento della pressione della Drosophila suzukii, la temuta mosca asiatica che minaccia le coltivazioni di ciliegie e piccoli frutti, e il progressivo ritiro di insetticidi chimici in Europa, il progetto OPTIMISTII propone una strategia biologica innovativa e sostenibile.

Sotto la guida dell’INRAE e con il sostegno del programma PARSADA, l’iniziativa punta a rivoluzionare il controllo del parassita con un approccio scientificamente avanzato e rispettoso dell’ambiente.

Due tecniche complementari

Il cuore del progetto OPTIMISTII è l’impiego combinato di due tecnologie di sterilizzazione dei maschi di Drosophila suzukii, volte a contenere in modo duraturo la popolazione di questo insetto invasivo, noto per causare gravi danni a ciliegie, fragole, lamponi, mirtilli e prugne.

La prima tecnica, denominata TIS (Tecnica dell’Insetto Sterile), prevede il rilascio controllato di maschi sterilizzati tramite esposizione a raggi X.

La seconda, nota come TII (Tecnica dell’Insetto Incompatibile), sfrutta la batteria Wolbachia, presente naturalmente nell’insetto, per indurre sterilità. L’integrazione di entrambe consente di ridurre la dose di radiazioni necessaria, migliorando la vitalità dei maschi rilasciati, che possono così competere efficacemente con quelli selvatici.

Sfide tecnologiche e obiettivi

Tra le sfide principali del progetto vi è la produzione su larga scala di maschi sterili, economicamente sostenibile e biologicamente efficace.

A questo scopo, i ricercatori stanno sviluppando una tecnologia di “sexaggio” automatico per separare i maschi dalle femmine, al fine di rilasciare solo esemplari sterili maschi.

In parallelo, si lavora a un sistema di marcatura genetica per monitorare i rilasci e modellizzare l’impatto della strategia nei frutteti, in particolare nei ciliegeti europei.

Collaborazione e prospettive future

Uno degli aspetti distintivi di OPTIMISTII è il coinvolgimento diretto degli operatori della filiera, con il CTIFL (Centro tecnico interprofessionale dei frutti e ortaggi) come partner chiave.

L’obiettivo è costruire le basi per un futuro impiego su vasta scala di questa strategia, che potrebbe rappresentare una svolta nella gestione integrata della Drosophila suzukii.

Grazie a questa iniziativa, il settore frutticolo potrebbe finalmente disporre di una soluzione efficace, ecocompatibile e replicabile, capace di ridurre l’impiego di fitofarmaci e favorire un'agricoltura più resiliente e in armonia con gli ecosistemi.

Fonte: www.inrae.fr

Fonte immagine: Jean-Yves Rasplus 


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