DS: i tratti chiave per il successo di un’invasione biologica

15 lug 2026
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Sulla rivista «Biological Reviews» è stato pubblicato un articolo che ha come obiettivo quello di analizzare i principali fattori che determinano il successo delle invasioni biologiche, utilizzando la famiglia dei Drosophilidae come modello di studio per comprendere i meccanismi ecologici, fisiologici ed evolutivi alla base della diffusione delle specie invasive.

Tutto parte dall’intensificazione degli scambi commerciali e della mobilità internazionaleche ha favorito, negli ultimi decenni, l’introduzione accidentale di numerosi insetti al di fuori del loro areale originario, con conseguenze rilevanti sulla stabilità degli ecosistemi naturali, sulla sostenibilità delle produzioni agricole e sull’economia globale.

In questo contesto, la capacità di prevedere quali specie possano diventare invasive rappresenta una delle principali sfide della biologia delle invasioni.

Le specie analizzate

Gli autori hanno preso in esame diversi casi di successo, soffermandosi in particolare su Drosophila suzukii, una delle specie invasive più studiate, ma considerando anche altri esempi appartenenti ai generi Drosophila, Scaptomyza e Zaprionus.

L’analisi dimostra che queste specie condividono una combinazione di caratteristiche biologiche e adattative che consente loro di superare le barriere ambientali, colonizzare nuovi habitat e stabilire popolazioni autosufficienti in aree geografiche distanti da quelle di origine.

Partiamo dall’inizio: un ruolo importante lo giocano gli individui pionieri, ossia i primi colonizzatori di un nuovo ambiente.

Le barriere ambientali

Il loro successo dipende dalla capacità di sopravvivere alle pressioni selettive iniziali e di fondare popolazioni riproduttive stabili.

Successivamente, il processo invasivo è messo a dura prova dai fattori abiotici che potenzialmente possono impedire la sopravvivenza agli insetti.

Qui fanno la differenza la plasticità fenotipica, la tolleranza agli stress termici e idrici e gli effetti sinergici derivanti dall’esposizione simultanea a molteplici fattori di stress.

Se hanno queste caratteristiche, gli organismi invasivi si adattano rapidamente a condizioni ambientali differenti, aumentando la probabilità di insediamento anche in habitat climaticamente sfavorevoli.

Le cause ecologiche

Ma qual’è la ragione che spinge gli insetti ad allontanarsi dalla loro nicchia ecologica? Sicuramente non ce n’è solo una.

Tra queste, assumono particolare importanza la capacità di sfruttare nuove risorse trofiche, la resistenza alla competizione con le specie autoctone, la ridotta vulnerabilità alla predazione e il contributo dei microrganismi simbionti, che possono migliorare le prestazioni fisiologiche, la nutrizione e la capacità di adattamento dell’ospite.

L’interazione tra fattori abiotici e biotici viene descritta come un elemento fondamentale per comprendere la dinamica delle invasioni biologiche.

Il confronto tra famiglie

Un aspetto rilevante dell’articolo consiste nel confronto tra i Drosophilidae invasivi e altri importanti fitofagi appartenenti alla famiglia Tephritidae, come Bactrocera dorsalis e Ceratitis capitata.

Gli autori evidenziano che queste specie condividono numerosi tratti funzionali, tra cui elevata fecondità, rapido sviluppo, generalismo ecologico e notevole capacità di adattamento a differenti condizioni ambientali.

L’identificazione di caratteristiche comuni tra famiglie tassonomicamente distinte suggerisce l’esistenza di principi biologici generali che regolano il successo delle invasioni negli insetti.

I tratti del successo invasivo

La conclusione principale dell’articolo è che il successo invasivo non dipende dall’eccellenza in un singolo carattere, bensì dalla presenza di un insieme equilibrato di tratti che, nel loro complesso, aumentano la probabilità di colonizzazione.

La revisione identifica quattordici caratteristiche e processi biologici supportati dalla letteratura come determinanti per l’invasività dei Drosophilidae e sottolinea l’importanza delle predisposizioni genetiche pre-introduzione, delle successive risposte adattative e della plasticità fenotipica.

Gli autori evidenziano infine la necessità di ampliare gli studi comparativi tra specie invasive e non invasive per chiarire perché soltanto alcune riescano a espandersi oltre il proprio areale naturale, fornendo così basi scientifiche più solide per la previsione e la gestione delle future invasioni biologiche.

Fonte: Deconninck, G., Raynaud-Berton, B., Boulembert, M., Chabrerie, O., Couty, A., Dedeine, F., Eslin, P., Foray, V., Georges, R., Gibert, P., Mouton, L., Pincebourde, S., Renault, D., Suppo, C. and Colinet, H. (2026), A roadmap to key traits of invasive Drosophilidae. Biol Rev, 101: 1805-1829. https://doi.org/10.1002/brv.70148

Fonte immagine: Ideagreen


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