Dopo oltre 15 anni di siccità, le piogge intense sono una risorsa preziosa per il Cile.
Ma le precipitazioni arrivate a inizio primavera stanno mettendo sotto pressione le prime ciliegie della stagione: al Nord si segnalano frutti spaccati e, con altra pioggia in arrivo, cresce l’attenzione per i rischi nei frutteti.
Negli ultimi giorni sono caduti fino a 110 millimetri di pioggia in diverse regioni. Le prime segnalazioni di spaccature riguardano varietà precoci coltivate nel Nord, dove i frutteti non erano protetti da coperture.

Impatto delle piogge nelle aree produttive
L’impatto varia da una zona produttiva all’altra. Secondo Walter Masman, esperto e consulente del settore, nelle aree centrali le conseguenze potrebbero essere più contenute.
Per ora, il danno ai volumi settentrionali resta limitato rispetto alla produzione complessiva. Nella regione di O’Higgins, dove si concentra oltre l’80% delle ciliegie cilene, l’effetto delle piogge sarebbe finora marginale.
Malattie fungine e suoli saturi sotto osservazione
Nei prossimi giorni sarà importante controllare il possibile sviluppo di malattie fungine e valutare se effettuare nuovi trattamenti dopo la pioggia.
Masman richiama l’attenzione anche sulla disomogeneità fenologica osservata in questa stagione: in alcuni frutteti sono ancora presenti residui floreali.
La saturazione del terreno può pesare soprattutto sulle varietà destinate alla raccolta nei primi giorni di novembre, anche perché alcuni programmi di fertilizzazione potrebbero non essere ancora completati.
Le previsioni indicano altra pioggia nelle regioni produttrici, con possibili accumuli vicini ai 20 millimetri. Se le precipitazioni si ripetessero, i terreni potrebbero restare saturi più a lungo, aumentando i rischi fisiologici per gli alberi.
La situazione potrebbe favorire l’aborto e la caduta dei frutti, in un’annata già segnata da un accumulo insufficiente di freddo invernale.
Raccolto settentrionale in calo
Mentre l’industria valuta le conseguenze delle piogge più recenti, il raccolto settentrionale è già previsto in calo rispetto alle stime iniziali.
Miguel Ángel Lorenzini, responsabile dello stabilimento di Teno Pack, ha dichiarato a FreshFruitPortal.com che a Ovalle, circa 400 chilometri a nord di Santiago, la produzione potrebbe ridursi fino al 70%.
Tra le cause indicate ci sono un inverno insolitamente piovoso e una primavera che, secondo le previsioni, potrebbe risultare più umida del normale.
In poco tempo, l’eccesso di umidità può soffocare le radici; a questo si aggiungono un accumulo irregolare delle ore di freddo e le temperature elevate registrate durante la fioritura e l’allegagione.
Acqua disponibile e perdite di raccolto
L’acqua caduta è comunque una risorsa per i produttori: secondo quanto osservato finora, potrebbe garantire riserve idriche per quattro o cinque stagioni.
Ma la disponibilità d’acqua non compensa le perdite di raccolto: in alcuni frutteti il danno supera l’80%, e per i produttori coinvolti potrebbe non convenire raccogliere per l’esportazione.
Con altre precipitazioni previste in gran parte delle aree cilene dedicate alle ciliegie, la stagione 2026/27 resta da valutare.
I prossimi giorni chiariranno meglio gli effetti sui frutti e sui terreni, mentre i produttori seguono l’evoluzione delle condizioni meteo.
Fonte: www.freshfruitportal.com
Fonte immagine: Stefano Lugli
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