L'utilizzo del controllo biologico per diminuire la presenza di Monilinia spp. durante il post-raccolta

03 ott 2024
1340

Monilinia spp. è il microrganismo responsabile della malattia nota come marciume delle drupacee, che può causare notevoli perdite economiche. Finora, il modo più comune di affrontare le malattie delle colture è stato l'uso estensivo di pesticidi chimici di sintesi, che rappresentano un rischio sia per la salute umana che per l'ambiente.

Sebbene si tratti di sostanze con un elevato potere antimicrobico, il loro uso sta diventando sempre più limitato a causa delle normative europee, il che ha portato alla necessità di cercare nuove soluzioni ugualmente efficaci per il controllo delle malattie. Una di queste opzioni è il biocontrollo, che utilizza agenti antagonisti o metaboliti da essi generati per bloccare la diffusione di organismi indesiderati.

Ad esempio, il genere Bacillus è caratterizzato dalla notevole capacità di produrre spore, stimolare la crescita delle piante e generare effetti antifungini attraverso la sintesi e il rilascio di vari metaboliti secondari. Lo scopo della ricerca condotta all’Università di Saragozza (Spagna) è stato quello di analizzare l'impatto dell'applicazione in pre- e post-raccolta di Bacillus velezensis BUZ-14 come alternativa al tebuconazolo per contrastare la crescita di Monilinia spp. su ciliegie Brooks.

Lo studio è stato condotto in un'azienda di 4,1 ettari di ciliegie della varietà Brooks, situata nella città di Albalate de Cinca, Spagna. Il ceraseto aveva un sesto d'impianto di 4 m x 2 m e un sistema di allevamento ad asse ramificato. L'irrigazione era di tipo a pioggia ed è durata 11 giorni nel periodo pre-raccolta e 22 giorni dopo la raccolta.

Per analizzare l'efficacia dei trattamenti pre-raccolta sul controllo delle malattie durante la conservazione post-raccolta delle ciliegie, è stato condotto uno studio sulla shelf-life per 10 giorni in condizioni di refrigerazione a 1ºC, seguito da un periodo di simulazione di commercializzazione di 2 giorni a 20ºC.

Durante questo studio è stata valutata la presenza di malattie fungine e la qualità commerciabile dei frutti sia al momento dell'uscita dalla refrigerazione sia dopo il periodo di simulazione della commercializzazione. All'inizio dello studio sulla shelf-life, tutti i lotti sono stati disinfettati con una soluzione di ipoclorito di sodio (100 ppm) a una temperatura di 4 °C.

Questa procedura di pulizia è stata eseguita con una macchina pulitrice. I frutti sono stati poi conservati per 10 giorni a una temperatura di 1°C e a un'umidità relativa del 98%. Dopo 10 giorni di conservazione a freddo, è stato osservato che il gruppo di ciliegie trattate con fungicida sintetico (tebuconazolo) in campo ha mostrato un tasso di marcescenza più elevato, raggiungendo il 16% del totale, rispetto al gruppo trattato con l'agente BUZ-14, che ha mostrato un tasso di infezione del 3,5%.

La formulazione biologica contenente l'agente di controllo BUZ-14 ha la capacità di stimolare il sistema di difesa naturale della pianta e dei suoi frutti. Ciò è dimostrato anche dall'aumento della concentrazione di composti fenolici totali e dell'attività dell'enzima perossidasi osservati nei campioni trattati. Inoltre, si è notato che i frutti trattati con BUZ-14 conservano in modo più efficace la qualità fisico-chimica, mantenendo ad alti livelli attributi significativi come la compattezza della polpa.

Fonte: Desafíos en maduracíon y postcosecha de frutos y hortalizas (Madrid 2024)
Immagine: SL Fruit Service

Melissa Venturi
Università di Bologna (IT)


Cherry Times - Tutti i diritti riservati

Potrebbe interessarti anche

Stone Fruit Day alla WSU: anatomia dell’epidemia di cancro batterico

Difesa Eventi

21 feb 2025

Le batteriosi da Pseudomonas e le infezioni fungine da Cytospora rappresentano una minaccia importante per l’economia dello Stato del Washington. Il cancro batterico nel 2023 ha colpito soprattutto frutteti giovani, oggetto della ricerca del prof. Zhao.

Rame e suoli agricoli: la materia organica come alleato per la salute del terreno

Gestione

07 gen 2025

Un recente studio condotto in suoli coltivati a ciliegio in Nuova Zelanda ha analizzato in dettaglio l’effetto di concentrazioni crescenti di rame (7-263 mg/kg) su tre importanti indicatori biologici: comportamento dei lombrichi, respirazione del suolo e crescita delle radici.

In evidenza

La macchia acquosa: nuova fisiopatia epidermica delle ciliegie

Qualità

13 gen 2026

La macchia acquosa nella ciliegia dolce Burlat in Spagna riduce qualità e valore commerciale. Lo studio nel Valle del Jerte rivela cause fisiologiche, alterazioni dei pigmenti e una firma ottica nel visibile e nel NIR utile per la diagnosi non distruttiva.

Crisi ciliegie USA: a Yakima si discute il futuro della filiera

Produzione

13 gen 2026

Al Cherry Institute di Yakima si accende il dibattito sul futuro delle ciliegie del Pacific Northwest. Una stagione 2025 difficile, segnata da prezzi elevati e volumi eccessivi, spinge il settore a riflettere su strategie di mercato, export e tempistiche di raccolta.

Tag Popolari