La campagna cerasicola 2026 procede a velocità differenti nei principali Paesi produttori dell’emisfero settentrionale. In molte aree, condizioni favorevoli durante lo sviluppo dei frutti hanno sostenuto rese elevate e una maggiore disponibilità di prodotto. L’aumento dell’offerta, tuttavia, sta comprimendo le quotazioni soprattutto sui mercati europei.
Il quadro resta fortemente eterogeneo. Ondate di caldo, grandinate, gelate tardive e temporali hanno provocato danni localizzati, mentre alcune regioni continuano a registrare produzioni inferiori alle attese. Anche la domanda internazionale presenta dinamiche contrastanti: l’Europa assorbe volumi importanti, compresi quelli provenienti dalla Turchia, ma la concorrenza tra origini sta rendendo più complessa la formazione dei prezzi.
In Nord America la raccolta avanza tra una produzione in crescita nello Stato di Washington e cali in altre zone. Il Sudafrica continua a investire nell’espansione della filiera, mentre Australia e Nuova Zelanda hanno chiuso campagne dai risultati opposti. In Cina, infine, la domanda più debole sta esercitando una forte pressione sulle quotazioni delle ciliegie importate.

Italia: più prodotto e prezzi all’ingrosso in discesa
Nella settimana 26 del 2026, le ciliegie commercializzate sui mercati all’ingrosso italiani hanno raggiunto quotazioni decisamente più accessibili rispetto alla scorsa campagna.
Nel 2025, la grave scarsità di prodotto aveva mantenuto i prezzi in una fascia compresa tra 5,00 e 10,00 euro/kg. Quest’anno, invece, l’assenza di criticità meteorologiche diffuse e la maggiore produzione hanno determinato un netto ridimensionamento dei listini. Le quotazioni partono da circa 2,00 euro/kg per le ciliegie italiane di piccolo calibro e raggiungono i 5,00 euro/kg per le pezzature maggiori.
Puglia tra perdite sulla Bigarreau e ripresa della Staccato
La stagione pugliese si è rivelata particolarmente complessa. La varietà precoce Bigarreau ha subito danni rilevanti, con una perdita stimata nel 60% del raccolto complessivo.
Diversa la situazione della Ferrovia. Le condizioni climatiche hanno favorito caratteristiche organolettiche elevate e rese per ettaro superiori alla media, ma la forte concorrenza di Grecia e Turchia ha frenato drasticamente le esportazioni dalla seconda metà di giugno.
La Bigarreau non è riuscita a raggiungere i mercati oltre le Alpi, mentre la Ferrovia è stata distribuita anche attraverso la Grande distribuzione organizzata di Germania, Svizzera, Austria, Paesi Bassi e Belgio.
Dagli ultimi giorni di giugno è iniziata la raccolta della varietà tardiva Staccato. Secondo un imprenditore pugliese, i risultati sono molto positivi sia sul piano produttivo sia su quello commerciale, con rese elevate e prezzi in recupero, soprattutto sul mercato italiano.
Al via le ciliegie di montagna del Trentino-Alto Adige
È cominciata anche la campagna 2026 delle ciliegie di montagna del Trentino-Alto Adige. I volumi risultano in aumento e le aspettative sono elevate, grazie a un mercato che negli ultimi anni ha riconosciuto e valorizzato le specifiche qualità organolettiche di queste produzioni.
La disponibilità di ciliegie di montagna dovrebbe proseguire fino alla metà di agosto.
Paesi Bassi: caldo, scottature e consumi più deboli
La stagione olandese è entrata nella fase centrale con rese eccellenti e pezzature giudicate soddisfacenti dai produttori. L’ondata di caldo della scorsa settimana ha però causato danni da scottatura, soprattutto sui frutti ormai prossimi alla raccolta.
L’incidenza del fenomeno cambia in base alla varietà. Un produttore riferisce di aver imbiancato tutte le coperture antipioggia, sottolineando però come le possibilità di difesa risultino limitate di fronte a temperature particolarmente elevate.
Il caldo ha condizionato anche le vendite dirette. La riduzione degli spostamenti in bicicletta ha indebolito la domanda, concentrando gli acquisti soprattutto tra i consumatori che si muovevano in automobile con l’aria condizionata. Con temperature previste più miti, gli operatori si attendono ora una ripresa delle vendite.
Sul piano economico, le quotazioni registrate alle aste sono state considerate deludenti. Secondo il produttore, vendere a 4,50 euro/kg non consente a un’azienda professionale di sostenere i costi. La sola manodopera raggiunge infatti 32 euro l’ora, portando il costo della raccolta a circa 3 euro/kg.
Prezzi simili possono forse essere accettati dai produttori hobbisti, che si affidano al lavoro di familiari e conoscenti, ma non risultano compatibili con la sostenibilità di un’impresa strutturata.
Francia: concentrazione dell’offerta e quotazioni sotto pressione
Il mercato francese aveva iniziato positivamente la stagione nei primi giorni di maggio, ma dalla metà di giugno lo scenario è diventato più difficile.
Il picco produttivo, raggiunto intorno al 10 giugno, si è verificato senza perturbazioni meteorologiche capaci di rallentare la raccolta. Le temperature elevate hanno ulteriormente accelerato la maturazione, concentrando una grande quantità di prodotto in circa due settimane.
La domanda non è riuscita ad assorbire tutti i volumi disponibili. L’eccesso di offerta ha quindi trascinato verso il basso i prezzi, alterando l’equilibrio commerciale della campagna.
La situazione ha iniziato a migliorare nel corso di questa settimana. Il calo delle temperature e il progressivo avvio delle promozioni nella distribuzione stanno favorendo un migliore rapporto tra domanda e disponibilità. Nonostante le difficoltà di mercato, la qualità complessiva dei frutti è rimasta buona.
La produzione francese del 2026 viene stimata in 30.800 tonnellate, il 4% in meno rispetto al 2025. La diminuzione è legata principalmente alle grandinate che nel mese di maggio hanno colpito la regione Alvernia-Rodano-Alpi.
Anche la contrazione delle superfici coltivate e le condizioni primaverili sfavorevoli, caratterizzate da piogge e vento, hanno penalizzato soprattutto le varietà precoci. Il raccolto dovrebbe comunque superare dell’8% la media delle cinque campagne precedenti.
Nel complesso, la produzione europea appare abbondante, sostenuta dal recupero dell’Italia e dal buon raccolto della Spagna. La campagna spagnola è iniziata con circa tre settimane di anticipo rispetto al 2025, aumentando fin dalle prime fasi la pressione concorrenziale sul mercato francese.
Germania: produzione prevista oltre le precedenti stime
Le prime valutazioni indicano per la Germania un raccolto di circa 40.300 tonnellate di ciliegie nel 2026. Il volume sarebbe superiore del 20,5% rispetto alla media degli ultimi dieci anni e dell’8,2% rispetto all’abbondante produzione della scorsa stagione.
Su una superficie complessiva di circa 5.600 ettari, la resa media dovrebbe raggiungere 7,1 tonnellate per ettaro. Si tratta di un aumento del 23,9% rispetto alla media decennale di 5,8 tonnellate per ettaro.
Il Baden-Württemberg, principale Land cerasicolo tedesco, dovrebbe produrre 19.200 tonnellate su 2.600 ettari, con una crescita del 9,2% rispetto all’anno precedente.
In Bassa Sassonia sono attese 5.100 tonnellate su 500 ettari, il 2,0% in più, mentre la Renania-Palatinato dovrebbe raggiungere circa 3.800 tonnellate su 660 ettari, con un incremento del 2,4%.
Nella Grande distribuzione stanno aumentando gradualmente le forniture di ciliegie confezionate in sacchetti con manico. I prezzi risultano generalmente inferiori a quelli dello scorso anno e dovrebbero rimanere su questi livelli per il resto della stagione.
Un distributore ricorda che nel 2025 la Germania aveva beneficiato della quasi totale assenza della Turchia, colpita da gravi danni da gelo, mentre la produzione nazionale era stata soddisfacente. Nel 2026 il raccolto tedesco è nuovamente positivo, ma la maggiore concorrenza internazionale sta esercitando una forte pressione sui prezzi.
Spagna: piccoli calibri e rese commerciali ridotte
La campagna spagnola si trova a circa due settimane dalla conclusione, escluse alcune aree con produzioni più limitate. La stagione è stata segnata dalla pressione dell’offerta internazionale, dalle dimensioni ridotte dei frutti e dalla diminuzione delle rese commercializzabili.
Il contesto è profondamente diverso da quello del 2025, quando le gelate avevano provocato un drastico calo produttivo nei principali Paesi concorrenti, in particolare Turchia, Grecia, Ungheria e Moldavia.
Le ciliegie spagnole hanno esordito quest’anno con prezzi vicini ai 6 euro/kg, tra 2 e 2,50 euro in meno rispetto all’avvio della campagna precedente.
Le principali zone produttive sono state interessate da ondate di caldo, che hanno provocato scottature sui frutti ancora presenti sugli alberi. A queste si sono aggiunti temporali localizzati, con conseguenze significative sulle rese commerciali. Per alcune varietà, la quota di prodotto idoneo alla vendita è scesa al di sotto del 50%.
La disponibilità di ciliegie di prima categoria è quindi diminuita, mentre sono risultate prevalenti le pezzature più piccole, come osservato anche per altre drupacee. I calibri maggiormente presenti sul mercato sono stati quelli compresi tra 24 e 26 millimetri.
In alcuni momenti si sono verificati anche episodi di carenza dell’offerta. Al Mercabarna, il mercato ortofrutticolo all’ingrosso di Barcellona, sono comparse paradossalmente ciliegie francesi, favorite dai prezzi contenuti generati dalla saturazione del mercato transalpino.
Le quotazioni del prodotto spagnolo non sono state particolarmente basse, ma neppure soddisfacenti. Il peggioramento qualitativo e la contrazione delle rese commercializzabili hanno causato perdite economiche rilevanti.
Da circa due settimane sono inoltre presenti le produzioni locali di Belgio, Paesi Bassi e Germania. Sebbene i produttori di questi Paesi non abbiano una forte vocazione all’esportazione, l’offerta interna sta riducendo ulteriormente gli spazi disponibili per le ciliegie spagnole.
Svizzera: raccolto in aumento del 6%
La produzione svizzera si presenta con una buona qualità. La Swiss Fruit Association stima un raccolto di circa 2.400 tonnellate, in crescita del 6% rispetto allo scorso anno.
È in corso la fase principale della raccolta, destinata a durare complessivamente circa tre settimane. Durante questo periodo sono previsti volumi settimanali compresi tra 400 e 600 tonnellate.
Austria: stagione favorevole e produzione eccellente
Il mercato all’ingrosso austriaco viene rifornito prevalentemente da Italia, Spagna e Turchia, mentre la produzione nazionale conserva un ruolo complementare.
In Stiria, principale regione cerasicola del Paese, è cresciuto l’impiego di sistemi antigelo, reti antigrandine e coperture in plastica. Secondo l’Associazione dei frutticoltori professionali, le condizioni meteorologiche sono state favorevoli e il raccolto non ha subito conseguenze rilevanti né per la siccità né per il gelo.
Dopo il buon risultato dello scorso anno, gli operatori definiscono eccellente la produzione 2026. La raccolta dovrebbe proseguire per altre tre settimane.
Le ciliegie austriache occupano complessivamente 120 ettari, concentrati soprattutto nella Stiria orientale, con una produzione stimata in 240 tonnellate.
Turchia: disponibilità elevata e prezzi più equilibrati
La Turchia ha ottenuto una produzione abbondante in tutte le principali aree cerasicole e la raccolta è ormai terminata. Anche nelle zone a maturazione intermedia e tardiva i risultati sono stati positivi, senza problemi significativi sotto il profilo qualitativo o della pezzatura.
L’Europa rimane il principale sbocco commerciale delle ciliegie turche. Anche la domanda russa è stata sostenuta durante la stagione, mentre le richieste provenienti dai mercati asiatici sono risultate più contenute.
Su questi ultimi mercati, le quotazioni particolarmente basse praticate dalle origini concorrenti stanno rendendo più difficile il posizionamento del prodotto turco.
Rispetto alla scarsità che aveva caratterizzato la scorsa stagione, il quadro 2026 è completamente cambiato. L’abbondanza del raccolto ha garantito un’offerta regolare, mantenendo i prezzi su livelli più equilibrati e rafforzando la competitività della Turchia sui mercati di esportazione.
Nord America: Washington cresce, altre regioni rallentano
Nello Stato di Washington, dopo una settimana caratterizzata da condizioni meteorologiche variabili, produttori ed esportatori prevedono giornate particolarmente intense per la raccolta e le spedizioni.
Le alte temperature hanno accelerato la maturazione all’inizio della settimana, mentre i successivi rovesci sparsi e le raffiche di vento hanno prodotto effetti limitati.
La stagione è partita senza una sovrapposizione significativa con la produzione californiana. Anche la campagna delle Rainier, cominciata con alcuni giorni di anticipo rispetto alla norma, dovrebbe terminare prima del consueto.
La raccolta è iniziata la scorsa settimana anche nella Columbia Britannica. In questa regione, però, il raccolto è nettamente inferiore rispetto alla scorsa stagione. L’irregolare distribuzione dei frutti viene attribuita alle temperature elevate registrate durante la fase di sviluppo.
Anche la Columbia Britannica ha anticipato l’avvio della raccolta, mentre le spedizioni dovrebbero continuare fino alla fine di agosto.
Il Michigan si prepara invece a una produzione inferiore alla media. Alcuni frutteti segnalano riduzioni fino al 50%, causate da una gelata tardiva e, probabilmente, da un’impollinazione insufficiente in alcune aree dello Stato.
Sudafrica: esportazioni raddoppiate e nuovi areali produttivi
Nonostante le difficoltà meteorologiche affrontate nella provincia del Capo Occidentale, le ciliegie hanno contribuito alla crescita delle esportazioni sudafricane di drupacee durante la scorsa stagione.
Secondo Hortgro, le spedizioni via mare e per via aerea sono aumentate del 111%, raggiungendo complessivamente 309.467 cartoni equivalenti da 5 kg.
Il Regno Unito si è confermato il primo mercato di destinazione, con 164.700 cartoni equivalenti da 5 kg esportati tra le settimane 40 e 52. Le spedizioni verso Estremo Oriente e Asia hanno raggiunto 57.400 cartoni, seguite dai 45.500 cartoni destinati all’Unione europea e dai quasi 38.000 inviati nei Paesi del Medio Oriente.
L’espansione del settore è stata sostenuta dallo sviluppo di varietà con un basso fabbisogno in freddo. In Sudafrica sono stati impiantati oltre 800 ettari di ciliegeti, localizzati soprattutto nel Capo Occidentale ma presenti anche in aree non tradizionali, come le province di Limpopo e del North West.
Negli ultimi sette anni, la superficie nazionale dedicata alle ciliegie è quasi raddoppiata.
Oceania: Australia positiva, Nuova Zelanda ancora in difficoltà
Le precipitazioni localizzate non hanno impedito all’Australia di chiudere una buona stagione cerasicola. Molto diverso il bilancio della Nuova Zelanda, dove le condizioni sfavorevoli hanno aggravato una serie di campagne deludenti e spinto alcuni produttori ad abbandonare l’attività.
In Australia, le favorevoli condizioni di crescita hanno permesso di ottenere frutti molto apprezzati, soprattutto dai mercati asiatici. Le ciliegie australiane occupano una fascia commerciale di nicchia: gli elevati costi della manodopera non consentono di competere principalmente sul prezzo.
Il Vietnam rimane una delle destinazioni più importanti. Un produttore ha riferito a FreshPlaza che il mercato vietnamita attende ogni anno con particolare interesse l’arrivo delle sue ciliegie.
La stagione si è conclusa in entrambi i Paesi, ma con risultati opposti. I produttori australiani si sono dichiarati soddisfatti del raccolto e della forte domanda asiatica. In Nuova Zelanda, invece, le avversità meteorologiche hanno compromesso la produzione. Un operatore ha raccontato a FreshPlaza che tre aziende agricole vicine hanno cessato l’attività.
L’Australia continua a orientarsi verso i segmenti premium, puntando sulla qualità più che sui grandi volumi. La reputazione del comparto, costruita su frutti di alto livello e rigorosi standard produttivi, resta un vantaggio centrale.
Parallelamente, aumenta l’attenzione verso l’appropriazione indebita della proprietà intellettuale, nota come “IP squatting”, e verso la necessità di assicurare una tracciabilità completa lungo la filiera.
Cile: la diversificazione dell’export diventa strategica
La stagione 2025/26 ha evidenziato un cambiamento strutturale per l’industria cilena delle ciliegie. La Cina non è più in grado di assorbire gli stessi volumi alle quotazioni remunerative del passato, rendendo necessaria una più ampia diversificazione commerciale.
La quota cinese sulle esportazioni cilene è scesa dal 91 all’87%. Di conseguenza, il settore guarda con crescente interesse al Nord America e all’Europa.
Pezzatura e qualità dei frutti al momento dell’arrivo sono diventate determinanti nella formazione del prezzo. Per i produttori e gli esportatori sarà quindi essenziale risolvere le criticità nella gestione precedente alla spedizione e migliorare le operazioni di post-raccolta.
Il fenomeno climatico definito “Godzilla El Niño” aumenta l’incertezza sulle prospettive produttive. Nel frattempo, gli anticipi versati dagli acquirenti cinesi sono diminuiti da circa 13,20 euro a 8,80-10,50 euro per cassetta, valori calcolati sulla base dell’attuale tasso di cambio dell’euro. La contrazione ha già indotto alcuni operatori a lasciare il settore.
Durante la stagione il Cile ha esportato circa 570.000 tonnellate di ciliegie. Per la campagna 2026/27 è previsto un incremento dei volumi esportati compreso tra il 10 e il 15%, sostenuto dall’introduzione di nuove varietà, dall’innovazione tecnologica e dalla crescente automazione delle attività.
Cina: domanda debole e prezzi in forte diminuzione
Nella settimana 27, le quotazioni delle ciliegie provenienti dallo Stato di Washington sono diminuite di circa il 30-40% rispetto ai sette giorni precedenti.
Il prezzo prevalente sul mercato cinese si colloca attualmente intorno ai 45 euro per cassetta, mentre i lotti di qualità superiore superano i 47 euro.
Le differenze di prezzo tra le varietà si sono progressivamente ridotte. Il principale fattore di distinzione è ormai rappresentato dalla qualità, che continua a cambiare sensibilmente in base al marchio e al lotto di spedizione.
Secondo alcuni operatori, le ciliegie di Washington hanno raggiunto quest’anno alcune delle quotazioni più basse degli ultimi anni. Sia la qualità dei frutti sia la domanda complessiva si sono infatti collocate al di sotto delle aspettative.
Alla flessione ha contribuito anche il rallentamento dei consumi successivo al periodo festivo, accompagnato da una diminuzione del numero di operatori presenti nelle contrattazioni.
Un mercato più competitivo che premia qualità e programmazione
La campagna 2026 conferma come l’aumento della produzione non si traduca automaticamente in una maggiore redditività. In Europa, l’abbondanza dei raccolti sta intensificando la concorrenza e comprimendo le quotazioni, mentre caldo, grandine e temporali continuano a incidere sulla qualità e sulle rese effettivamente commercializzabili.
Al di fuori del continente, emergono strategie differenti. Il Sudafrica amplia superfici e mercati, l’Australia consolida il proprio posizionamento premium e il Cile accelera la diversificazione per ridurre la dipendenza dalla Cina.
In questo scenario, qualità all’arrivo, pezzatura, tracciabilità, gestione post-raccolta e capacità di programmare le finestre commerciali saranno sempre più decisive. Per la filiera mondiale delle ciliegie, la sfida non sarà soltanto produrre di più, ma collocare il prodotto giusto, nel momento giusto e sul mercato più adatto.
Fonte: freshplaza.it
Fonte immagine: Stefano Lugli
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