Record di export: la Moldavia ha esportato più amarene di quante ne abbia consumate

20 apr 2026
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Il 2025 segna una svolta storica per la filiera delle amarene in Moldavia: per la prima volta, le esportazioni hanno superato il consumo interno. Nonostante una produzione penalizzata dalle gelate, i produttori hanno beneficiato di prezzi elevati sia sui mercati esteri che su quello domestico, generando margini significativi.

Secondo l’analisi dell’esperto economico Veaceslav Ioniță, il comparto ha dimostrato una notevole capacità di adattamento, trasformando una stagione difficile in un’opportunità economica.

Produzione in calo, ma prezzi in forte crescita

Le gelate primaverili hanno inciso negativamente sui raccolti, rendendo il 2025 l’anno con la resa più bassa degli ultimi cinque anni. Tuttavia, i grandi produttori sono riusciti comunque a ottenere circa 6.600 tonnellate di amarene.

A fare la differenza sono stati i prezzi:

  • Il prezzo medio all’export ha raggiunto 29,65 lei/kg, quasi il doppio rispetto ai 15,2 lei/kg del 2024.
  • Sul mercato interno, il prezzo medio è salito a 9,86 lei/kg, contro appena 1,95 lei/kg dell’anno precedente.

Particolarmente redditizio il mercato polacco, dove i produttori moldavi hanno ottenuto fino a 2 dollari/kg, un netto salto rispetto ai 50 centesimi del 2021 e agli 80-90 centesimi registrati tra il 2022 e il 2024.

“Il livello elevato dei prezzi all’export ha inevitabilmente influenzato anche il mercato interno, generando una sorta di deficit locale compensato però da quotazioni molto favorevoli per gli agricoltori”, ha sottolineato Ioniță.

Export oltre il consumo interno: un cambio di paradigma

Tradizionalmente, circa il 75% della produzione di amarene moldave era destinato al mercato interno, con solo il 25% esportato. Nel 2025 questo equilibrio si è ribaltato.

Su una produzione totale di 8.700 tonnellate:

  • 4.700 tonnellate sono state esportate
  • 4.000 tonnellate consumate internamente

Ciò significa che il 55% della produzione è stato destinato ai mercati esteri, superando per la prima volta il consumo nazionale. Un risultato che potrebbe ridefinire le strategie future del settore.

Le criticità: irrigazione e competitività

Nonostante i risultati economici positivi, restano nodi strutturali importanti. Tra questi, spicca la carenza di sistemi di irrigazione, in particolare nelle aree meridionali come il distretto di Cahul.

L’agricoltore Emil Rotaru, che gestisce un frutteto di 20 ettari, evidenzia come la mancanza di accesso all’acqua, soprattutto da pozzi artesiani, limiti la qualità del prodotto e la competitività sui mercati internazionali.

Nel 2025, la sua azienda ha raccolto circa 140 tonnellate di amarene, un dato inferiore rispetto al triennio 2021-2023 ma comunque significativo. Tuttavia, senza adeguate risorse idriche, la capacità di competere con altri Paesi resta compromessa.

Superfici in crescita e prospettive future

Nonostante le difficoltà, il settore continua a espandersi. Nel 2025 si contano:

  • 1.900 frutteti di amarene
  • 4.800 ettari coltivati

In aumento rispetto ai 1.800 frutteti e 4.500 ettari del 2024.

L’incremento delle superfici e il crescente orientamento all’export indicano un comparto in trasformazione, sempre più integrato nei mercati internazionali ma ancora alle prese con sfide strutturali.

Il 2025 potrebbe rappresentare un punto di svolta per la cerasicoltura moldava. Se da un lato i prezzi elevati e l’espansione dell’export aprono nuove opportunità, dall’altro sarà fondamentale investire in infrastrutture, in particolare nell’irrigazione, per garantire qualità costante e competitività globale.

Fonte testo e immagine: moldova1


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