Previsioni sul raccolto di amarene in Europa per il 2026

25 giu 2026
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Quest’anno in Ungheria prevediamo un raccolto ancora più scarso rispetto allo scorso anno, con una flessione del 20-30%. Il quantitativo effettivamente raccoglibile dovrebbe quindi attestarsi intorno alle 30 mila tonnellate, con una variazione del ±10%.

Il mercato europeo delle amarene

In tutta Europa, le amarene sono destinate prevalentemente all’industria di trasformazione, mentre solo una quantità trascurabile del raccolto viene commercializzata sul mercato del fresco. I prodotti trasformati realizzati nei maggiori volumi, e più rilevanti anche per i nostri mercati, sono le amarene surgelate, il succo e il concentrato di amarena e le amarene in conserva.

L’Ungheria è il principale produttore europeo di amarene in conserva: con una produzione annua generalmente compresa tra 30 e 60 milioni di vasetti, corrispondente a un fabbisogno di 16-33 mila tonnellate di materia prima, detiene una quota di mercato del 60-70%.

Il secondo maggiore produttore è la Germania, con una produzione stimata tra 15 e 20 milioni di vasetti e un fabbisogno di materia prima pari a 8-11 mila tonnellate. Per soddisfare questa domanda, la Germania acquista generalmente tra 5 e 7 mila tonnellate di amarene ungheresi.

Tre quarti delle amarene in conserva prodotte in Ungheria sono destinate al mercato tedesco e coprono circa due terzi del fabbisogno complessivo della Germania.

Dipendenza del comparto conserviero

Il mercato delle amarene in conserva presenta le caratteristiche di un «monopolio bilaterale». Da una parte, quasi esclusivamente le amarene ungheresi risultano adatte alla produzione di conserve. Solo piccole quantità vengono importate in Ungheria dalla Moldavia, dalla Polonia o da altri Paesi, mentre gli stabilimenti conservieri tedeschi trasformano, oltre alla materia prima ungherese, anche una parte della produzione nazionale.

Dall’altra parte, circa il 60% della produzione ungherese di amarene può essere venduto soltanto alle industrie conserviere ungheresi e tedesche. Di conseguenza, la produzione ungherese e l’industria conserviera di Ungheria e Germania dipendono fortemente e reciprocamente l’una dall’altra, svolgendo un ruolo dominante nella determinazione dei prezzi a livello europeo.

La situazione è completamente diversa sul mercato europeo delle amarene surgelate, del succo e del concentrato. I maggiori produttori sono Turchia, Polonia e Serbia, che complessivamente producono e trasformano tra 400 e 500 mila tonnellate di amarene in un’annata media.

Surgelati, succhi e concentrati

Questi Paesi destinano la produzione, in proporzioni variabili ma approssimativamente equivalenti, alla realizzazione di concentrato e amarene surgelate, mentre non partecipano in modo significativo al mercato delle amarene in conserva.

L’industria ungherese dei succhi e dei prodotti surgelati svolge un ruolo marginale su questi mercati. All’ombra dei tre grandi produttori, la sua quota europea è trascurabile e si attesta appena tra il 2 e il 4%. Non ha quindi un’influenza significativa sulla formazione dei prezzi ed è sostanzialmente costretta ad adeguarsi alle quotazioni determinate dai tre principali operatori del mercato europeo.

A margine della stagione delle amarene 2025

Lo scorso anno il mercato europeo delle amarene è stato caratterizzato da condizioni eccezionali sul fronte della domanda e da prezzi mai registrati prima, pari a tre o quattro volte la media dei tre anni precedenti.

Questa situazione è stata determinata dall’esaurimento, già all’inizio della stagione, delle scorte europee di amarene in conserva, amarene surgelate e concentrato, a cui si è aggiunta una produzione particolarmente scarsa.

Quasi tutti i principali Paesi europei produttori di amarene hanno subito perdite rilevanti a causa delle gelate primaverili. In Turchia sono state raccolte 76 mila tonnellate, rispetto alle consuete 180-200 mila tonnellate. In Serbia la produzione si è fermata a 79 mila tonnellate, contro le 100-150 mila previste, mentre in Polonia sono state raccolte 144 mila tonnellate, il 20% in meno rispetto a un buon livello produttivo.

Va tuttavia aggiunto che, all’inizio della stagione, le previsioni polacche indicavano ancora una produzione di appena 80-90 mila tonnellate. Ancora una volta, quindi, le stime si sono rivelate fortemente errate, influenzando in modo significativo il mercato: i prezzi, inizialmente relativamente elevati, sono progressivamente diminuiti, fino a dimezzarsi tra l’inizio e la fine della stagione.

Bilancio ungherese del 2025

Nel 2025 la produzione ungherese di amarene si è collocata nella parte superiore dell’intervallo di 30-40 mila tonnellate previsto da FruitVeB, raggiungendo circa 40 mila tonnellate.

Di queste:

  • 15 mila tonnellate sono state assorbite dall’industria conserviera nazionale;
  • 7.800 tonnellate dall’industria dei prodotti surgelati;
  • 5.000 tonnellate dall’industria dei succhi;
  • circa 2.500 tonnellate sono state destinate ad altri canali di vendita interni, tra cui essiccazione, produzione di pálinka, mercato del fresco e altri impieghi;
  • 9.600 tonnellate sono state esportate.

Tra le quantità esportate, 5.300 tonnellate sono state destinate alla Germania, 2.000 tonnellate alla Polonia e 1.900 tonnellate all’Austria.

Il 2025 è stato quindi uno degli anni con la produzione ungherese più bassa di sempre. Il raccolto è risultato inferiore di circa il 40% rispetto al potenziale produttivo nazionale di 60-65 mila tonnellate e del 20% rispetto alle 51 mila tonnellate del 2024, annata già considerata debole.

Prospettive per la produzione ungherese nel 2026

In Ungheria le gelate primaverili hanno nuovamente provocato perdite produttive molto rilevanti, nonostante la fioritura fosse stata particolarmente abbondante dopo la scarsa produzione dello scorso anno.

L’articolo dedicato ai danni causati dalle gelate è disponibile qui: https://fruitveb.hu/a-2026-evi-tavaszi-fagykarok-elozetes-jelentes-es-figyelemfelhivas/

L’entità delle perdite varia notevolmente a seconda delle zone e delle varietà, ma i danni più significativi si registrano generalmente nella parte nord-orientale del Paese, dove si trova il 55% degli impianti di amarene, e nelle aree centrali, in particolare nelle contee di Pest e Bács-Kiskun, che ospitano il 20% delle superfici coltivate. Proprio nella regione nord-orientale è concentrata la maggior parte della capacità dell’industria conserviera.

Danni territoriali e siccità

Anche l’estrema siccità primaverile ha avuto conseguenze negative sulla quantità della produzione. Potrebbe aver compromesso già l’allegagione e favorito la cascola dei frutti, oltre ad avere avuto un effetto chiaramente sfavorevole sull’accrescimento dei calibri.

Come risultato complessivo di questi fenomeni meteorologici, nel 2026 prevediamo in Ungheria una produzione inferiore del 20-30% rispetto allo scorso anno. Il quantitativo raccoglibile dovrebbe quindi collocarsi intorno alle 30 mila tonnellate, con una variazione del ±10%.

Al momento non si osservano particolari problemi fitosanitariproblemi qualitativi a essi collegati. Tuttavia, negli impianti non irrigati i calibri risultano inferiori rispetto ai valori abituali per questo periodo.

Qualità e calendario della raccolta

Negli impianti irrigati le dimensioni dei frutti raggiungono livelli soddisfacenti, ma anche in questi frutteti si osserva un chiaro peggioramento qualitativo rispetto allo scorso anno, che aveva invece garantito una buona qualità dei frutti. Va ricordato che soltanto circa un terzo degli impianti ungheresi di amarene è dotato di sistemi di irrigazione.

La stagione delle amarene destinate alla trasformazione inizierà intorno al 15 giugno con la raccolta della varietà Érdi bőtermő, ma i quantitativi più significativi dovrebbero arrivare sul mercato intorno al 18 giugno.

L’andamento meteorologico delle prossime settimane potrà ancora influenzare sia le quantità effettivamente raccoglibili sia i calibri dei frutti. I rischi meteorologici e fitosanitari, tuttavia, non sono superiori né di natura diversa rispetto a quelli di qualsiasi precedente stagione delle amarene.

Prospettive per la produzione europea nel 2026

Secondo le informazioni attualmente disponibili e le fonti considerate più autorevoli, nel 2026 la situazione del mercato europeo delle amarene appare nettamente migliore rispetto allo scorso anno.

La Serbia prevede un raccolto molto buono, mentre in Turchia le prospettive sono particolarmente favorevoli. Secondo alcune fonti, il Paese potrebbe addirittura raggiungere una produzione record. Entrambi i Paesi svolgono un ruolo determinante sul mercato delle amarene surgelate e del concentrato.

Produzioni nella norma o buone sono previste anche in Germania, Paesi Bassi, Belgio, Moldavia e Bulgaria, sebbene questi Paesi non rappresentino operatori particolarmente rilevanti in termini quantitativi sul mercato internazionale.

Situazione produttiva in Polonia

In Polonia, altro importante protagonista del mercato del concentrato e delle amarene surgelate, le forti gelate di fine aprile hanno decimato la produzione. I danni sono stati aggravati da un inverno eccezionalmente freddo e dall’estrema siccità primaverile, tuttora in corso.

A metà maggio la situazione della produzione polacca era ancora circondata da un clima di forte preoccupazione. Tuttavia, secondo le informazioni più recenti e apparentemente attendibili, il raccolto di quest’anno dovrebbe collocarsi tra le 110 mila tonnellate del 2024 e le 144 mila tonnellate del 2025. La raccolta in Polonia inizierà tra circa tre o quattro settimane.

Nel valutare le previsioni polacche, non si può tuttavia ignorare quanto la produzione del 2025 fosse stata sottostimata rispetto al dato effettivo. Gli operatori ungheresi ed europei tengono ormai inevitabilmente conto di questo precedente.

Sintesi e prospettive di mercato

Oltre alla produzione europea prevista, il mercato e l’andamento dei prezzi di quest’anno saranno influenzati dalle scorte di amarene in conserva e surgelate, ormai sostanzialmente esaurite o ridotte a quantità trascurabili in tutta Europa. Non sono più disponibili scorte significative presso i produttori.

Rimangono invece quantitativi rilevanti di concentrato prodotti con le amarene relativamente costose dello scorso anno e trasferiti alla nuova stagione.

Serbia e Ungheria hanno prodotto concentrato utilizzando amarene acquistate a prezzi compresi tra 600 e 800 fiorini al chilogrammo (circa 1,70-2,27 euro al chilogrammo), mentre gli operatori polacchi hanno acquistato la materia prima a un prezzo medio stagionale di 440 fiorini al chilogrammo (circa 1,25 euro al chilogrammo). Questa differenza continua a esercitare pressioni e tensioni sul mercato del concentrato.

Pressioni sul mercato del concentrato

A ciò si aggiungono, nel 2026, le ottime produzioni previste in Turchia e Serbia.

L’interesse delle industrie conserviere tedesche e ungheresi per la materia prima nazionale destinata alla produzione di conserve rimane invariato. Sono inoltre comparsi primi segnali di interesse da parte della Polonia per le amarene ungheresi, sebbene le aspettative di prezzo non siano ancora chiaramente definite.

Tutti questi elementi indicano che, quest’anno, il mercato delle amarene destinate alle conserve sembra separarsi nettamente da quello della materia prima destinata all’industria dei succhi e dei prodotti surgelati.

Separazione dei segmenti di mercato

Sul mercato delle amarene in conserva, le scorte sono trascurabili. Anche la disponibilità di materia prima è caratterizzata da una situazione di scarsità, a causa della debole produzione ungherese, che riveste un’importanza determinante per questo segmento. Prevale quindi una situazione trainata dalla domanda, anche se gli acquirenti appaiono chiaramente più prudenti rispetto allo scorso anno, a causa dei prezzi estremamente elevati del 2025 e delle buone prospettive produttive europee per il 2026.

Al contrario, sul mercato europeo delle amarene surgelate e del concentrato, le buone produzioni previste in Turchia, Serbia e Polonia garantiranno un’ampia disponibilità di materia prima.

In questo contesto, l’industria ungherese dei succhi e dei prodotti surgelati, a causa delle sue quote di mercato trascurabili, sarà costretta ad adeguarsi ai prezzi stabiliti sul mercato internazionale dai principali Paesi produttori.


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