La sfida di mantenere la qualità della ciliegia durante la fase di post-raccolta continua a essere un aspetto centrale per la frutticoltura cilena. Le esigenze del mercato spingono alla ricerca di alternative in grado di prolungare la shelf life senza compromettere gli attributi del frutto.
In questo contesto, tecnologie emergenti come gli ultrasuoni e le nanobolle possono diventare strumenti promettenti per ridurre la carica microbica e mitigare i danni fisiologici, ma il loro effetto fisiologico richiede ancora una comprensione più approfondita.

Indicatori fisiologici per valutare la qualità post-raccolta delle ciliegie
La sfida di mantenere la qualità della ciliegia durante la fase di post-raccolta continua a essere un aspetto centrale per la frutticoltura cilena. Le esigenze del mercato spingono alla ricerca di alternative in grado di prolungare la shelf life senza compromettere gli attributi del frutto.
In questo contesto, tecnologie emergenti come gli ultrasuoni e le nanobolle possono diventare strumenti promettenti per ridurre la carica microbica e mitigare i danni fisiologici, ma il loro effetto fisiologico richiede ancora una comprensione più approfondita.
Indicatori fisiologici per la valutazione
In questa prova sperimentale sono state valutate ciliegie della varietà Regina sottoposte a trattamenti con ultrasuoni a diverse potenze (W1, W2 e W3), con nanobolle generate utilizzando differenti gas (N1, N2, N3) e a controlli con acqua e fungicida (B, C+, C-).
Le ciliegie sono state conservate in celle frigorifere fino a 45 giorni, registrando parametri di qualità e di stato fisiologico, tra cui calibro (Cb), massa del gruppo (MG), consistenza (Fz), solidi solubili totali (SS), acidità (Ac), tasso di fuoriuscita di elettroliti (FE), tasso di respirazione in CO₂ (R2), coordinate cromatiche interne (LI, aI, bI) ed esterne (LE, aE, bE), nonché la presenza di pitting (Pi), buccia a lucertola (PL), cracking (Cr), marciumi (Pd), ammaccature (Mc) e disidratazione del peduncolo (Pe).
Per individuare le variabili più rilevanti nel distinguere la risposta ai trattamenti, è stata applicata un’Analisi delle Componenti Principali (PCA) come strumento multivariato e un test di Tukey (p < 0,05) per il confronto tra i trattamenti.
Andamenti generali degli indicatori fisiologici
Sono state osservate correlazioni positive tra il tasso di fuoriuscita di elettroliti, l’acidità e la presenza di pitting, suggerendo che i frutti con maggiori danni alla polpa o anomalie superficiali mostrano anche una maggiore perdita di integrità delle membrane e variazioni dell’acidità.
Ciò indica che questi parametri possono rappresentare indicatori affidabili del deterioramento interno associato a danni fisici visibili.
È stata inoltre individuata una correlazione positiva tra la presenza di buccia a lucertola, la consistenza e il tasso di respirazione, suggerendo che alcuni danni superficiali possono coesistere con frutti che mantengono una buona consistenza e presentano un’elevata attività metabolica, riflettendo un processo di maturazione attivo o una risposta fisiologica allo stress superficiale.
Infine, anche i parametri cromatici esterni a* e b*, così come L* e b* interni, hanno mostrato correlazioni positive, indicando che i trattamenti potrebbero indurre cambiamenti significativi sia sulla superficie sia all’interno del frutto.
Figura 1. Biplot dell’Analisi delle Componenti Principali (ACP) ottenuto dalla standardizzazione dei parametri di qualità e di stato delle ciliegie trattate con tecnologie emergenti, valutate al momento dell’applicazione e dopo 21, 34 e 45 giorni di conservazione.
Figura 2. Biplot dell’Analisi delle Componenti Principali (ACP) ottenuto dalla standardizzazione dei parametri di qualità e di stato delle ciliegie trattate con tecnologie emergenti al momento dell’applicazione dei trattamenti.
Figura 3. Biplot dell’Analisi delle Componenti Principali (ACP) dei parametri di qualità e di stato delle ciliegie trattate con tecnologie emergenti dopo 45 giorni di conservazione in freddo.
Effetto dei trattamenti durante l’applicazione
Durante l’applicazione dei trattamenti, le coordinate cromatiche interne ed esterne hanno mantenuto correlazioni positive, suggerendo che i fattori esterni associati ai trattamenti influenzano queste proprietà cromatiche.
Allo stesso modo, il tasso di respirazione ha mostrato una correlazione positiva con la presenza di ammaccature, indicando che i danni fisici possono alterare l’attività metabolica del frutto.
Inoltre, il tasso di fuoriuscita di elettroliti ha evidenziato una correlazione positiva con la massa dei frutti, riflettendo il fatto che frutti più grandi, con una maggiore quantità di polpa e membrane, possono presentare un maggiore scambio di elettroliti.
Di conseguenza, durante l’applicazione dei trattamenti, le variazioni di colore, la presenza di ammaccature e le modifiche del tasso di respirazione emergono come buoni indicatori per valutare l’effetto dei trattamenti sui frutti.
Dopo 45 giorni di conservazione
Dopo 45 giorni, le coordinate cromatiche continuano a mostrare correlazioni positive, confermandone l’utilità nel monitoraggio dei cambiamenti dei frutti.
Analogamente, il tasso di fuoriuscita di elettroliti mostra ora una correlazione positiva con il pitting e la disidratazione del peduncolo, suggerendo che questo parametro non è utile solo per valutare i trattamenti, ma potrebbe anche fungere da indicatore della presenza di queste anomalie.
Infine, il tasso di respirazione presenta una correlazione positiva con la presenza di buccia a lucertola, confermando che alcuni danni epidermici possono essere associati ad alterazioni metaboliche nei frutti.
Figura 4. Tasso di fuoriuscita di elettroliti (µS/cm) (A) e presenza di pitting (%) (B) in ciliegie trattate con tecnologie emergenti e conservate per 45 giorni. Le barre rappresentano la media ± errore standard. Lettere diverse indicano differenze significative tra i trattamenti secondo il test di Tukey (p ≤ 0,05).
Andamenti integrati: pitting e tasso di fuoriuscita di elettroliti
Come esempio del tipo di relazioni osservabili tramite l’Analisi delle Componenti Principali (ACP), sono stati analizzati congiuntamente il pitting e il tasso di fuoriuscita di elettroliti dopo 45 giorni di conservazione (Figura 4).
In questo caso, i frutti che hanno mostrato una maggiore incidenza di pitting presentavano anche un tasso di fuoriuscita di elettroliti più elevato, suggerendo che i danni visibili sono associati a una perdita di integrità delle membrane cellulari.
Questo comportamento è risultato particolarmente evidente nel trattamento B, dimostrando come la combinazione di indicatori fisiologici possa aiutare a individuare pattern di deterioramento e a differenziare la risposta ai trattamenti.
Guardare dentro i dati per comprendere la fisiologia
L’uso di strumenti multivariati come l’Analisi delle Componenti Principali (PCA) rappresenta un modo efficace per interpretare la risposta delle ciliegie alle tecnologie emergenti o ad altri tipi di trattamenti che si desidera studiare.
Più che confrontare singoli valori, questo approccio consente di osservare come i trattamenti possano influenzare simultaneamente diversi processi fisiologici, mettendo in luce interazioni che spesso sfuggono alle analisi univariate.
Fonte: Redagricola
Fonte immagini: Redagricola
Denise Aravena
Ingegnera civile agricola
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