Resilienza fattore chiave per i portinnesti di ciliegio

01 mag 2023
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La sostenibilità delle produzioni di ciliegie sta diventando una esigenza sempre più sentita a causa dei cambiamenti climatici e dei gravi problemi ambientali, come la diminuzione della disponibilità di acqua e l’innalzamento delle temperature primaverili-estive, e la perdita di biodiversità. Per ovviare a queste problematiche, i ricercatori serbi dell’Università di Novi Sad hanno studiato il germoplasma autoctono del ciliegio come possibile fonte di nuovi portinnesti. 

La ricerca, condotta su un ceraseto sperimentale allevato in un clima semi-arido e non irriguo, ha dimostrato che una oculata scelta del portainnesto permette agli alberi di ciliegio di crescere moderatamente, con un buon effetto nanizzante, produrre bene e adattarsi a condizioni critiche senza compromettere la qualità delle ciliegie, a patto che gli obiettivi di efficienza produttiva siano ottenuti grazie ad una corretta gestione dell’albero. 

La regione serba in cui si sono valutati i nuovi portinnesti presentava un clima continentale, caratterizzato da estati estremamente calde e inverni freddi. Durante la prova (2017-2021), la T media annua è stata di 13°C, con T max giornaliere che hanno raggiunto i 41°C e T invernali che sono scese fino a -23°C. La sommatoria delle precipitazioni è variata da 500 a 700mm.

 Anche le condizioni pedologiche non erano ottimali per la coltivazione del ciliegio, con un terreno di tipo sabbioso-limoso (40% sabbia, 38% limo e 22% argilla), un pH vicino a 8, un contenuto di CaCO3 superiore al 3% e di C organico inferiore al 2%. 


La prova è stata impostata presso l’azienda sperimentale della Facoltà di Agraria dell’Università di Novi Sad mettendo a dimora in un impianto ad alta densità (4m x 2m = 1250 alberi/ha) astoni della cv Summit innestata su sei portinnesti: uno di confronto, Gisela 5 (Prunus cerasus x Prunus canecens) e cinque nuovi potenziali portinnesti, ottenuti da un processo di selezione clonale eseguito in Serbia su popolazioni locali di Prunus cerasus cv Oblačinska (PC), Prunus fruticosa (PF) e Prunus mahaleb (PM). 

I risultati della sperimentazione indicano l’elevata capacità di adattamento alle condizioni critiche e sfavorevoli della prova per la selezione autoctona di ciliegio acido denominata PC_02_01/4 e per i dei cloni di Prunus fruticosa. Inoltre, il clone PC_02_01/4 ha fornito le migliori prestazioni in termini di produttività ed efficienza produttiva durante l’intera prova, garantendo allo stesso tempo livelli di qualità delle ciliegie più che soddisfacenti insieme ad un buon controllo della vigoria delle piante.  

Estratto da: Narandžić e Ljubojević, 2023


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