Le amarene sono una delle matrici vegetali più studiate negli ultimi anni, grazie al loro elevato contenuto di composti bioattivi ed il potenziale ruolo nella prevenzione delle patologie cronico-degenerative sono diventati frutti particolarmente interessanti.
Uno studio (review) pubblicato di recente ha approfondito proprio questo tema, analizzando le più recenti evidenze sui meccanismi attraverso cui il succo concentrato di amarena esercita attività antiossidanti e antinfiammatorie, e ponendo particolare attenzione alla modulazione dei pathway epigenetici e metabolici.
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Stress ossidativo e risposta infiammatoria
Stress ossidativo e infiammazione cronica sono riconosciuti come fattori chiave nello sviluppo di malattie cardiovascolari, sindrome metabolica, diabete di tipo 2, patologie neurodegenerative e tumori; l’interesse verso l’amarena nasce proprio dalla capacità dei suoi fitocomposti di intervenire su questi processi in modo integrato.
Lo studio evidenzia come antociani, polifenoli, flavonoidi, vitamina C, β-carotene, acido ellagico e acido clorogenico agiscano non solo come scavenger delle specie reattive dell’ossigeno, ma anche come regolatori dell’espressione genica, influenzando vie di segnalazione centrali quali NF-κB, Nrf2, AMPK e MAPK.
Gli antociani, in particolare i derivati della cianidina largamente presenti nel succo di amarena, risultano in grado di ridurre la produzione di citochine pro-infiammatorie, modulare l’attività dei macrofagi e migliorare parametri metabolici come profilo lipidico, sensibilità insulinica e metabolismo energetico.
Modificazioni epigenetiche e nutrienti
Numerosi studi preclinici hanno dimostrato che questi composti possono indurre modificazioni epigenetiche stabili, come variazioni nella metilazione del DNA e modificazioni istoniche, con eTetti a lungo termine sulla regolazione dei geni coinvolti nella risposta allo stress ossidativo, nell’infiammazione e nella funzionalità mitocondriale.
Anche vitamina C e β-carotene rivestono un ruolo importante: la prima come cofattore degli enzimi TET coinvolti nella demetilazione del DNA, il secondo attraverso la sua conversione in acido retinoico, capace di interagire con recettori nucleari e complessi di rimodellamento della cromatina.
L’acido ellagico e l’acido clorogenico contribuiscono ulteriormente in questo quadro grazie alla loro capacità di modulare microRNA, enzimi epigenetici e pathway metabolici legati all’omeostasi glucidica e lipidica.
Evidenze cliniche e criticità
Le evidenze cliniche, seppur ancora limitate, indicano che il consumo di succo di amarena può determinare riduzioni significative di alcuni marker infiammatori, miglioramenti della pressione arteriosa e del profilo lipidico, nonché benefici in soggetti con sindrome metabolica o iperuricemia.
Tuttavia, permangono importanti criticità: la maggior parte degli studi analizzati è di breve durata, con campioni ridotti e protocolli eterogenei; la biodisponibilità dei singoli composti ed il ruolo dei metaboliti non sono ancora pienamente chiariti; mancano dati solidi su sicurezza, dosaggio ottimale ed eTetti a lungo termine.
Inoltre, molte delle evidenze derivano da modelli in vitro o animali e necessitano di conferma in studi clinici randomizzati ben disegnati.
Conclusioni e prospettive future
In conclusione, il succo di amarena emerge come un promettente alimento funzionale e nutraceutico, con il potenziale di prevenire malattie croniche grazie ai suoi eTetti antiossidanti e antinfiammatori, ma la sua reale applicazione nel contesto tecnico-produttivo e nutrizionale richiederà un approccio più integrato, che combini studi clinici di lungo periodo, analisi di nutrigenomica ed una migliore standardizzazione.
Solo così sarà possibile tradurre il potenziale dei composti bioattivi dell’amarena in strumenti concreti per la prevenzione e la gestione delle malattie.
Source: Xu, J., Pan, Y., Peter, R. M., Chou, P. J., Dave, P. D., Shanner, A., Sarwar, M. S., Brunetti, L., Simon, J. E., & Kong, A. N. T. (2025). Exploring the epigenetic and metabolic pathways for antioxidant and anti-inflammatory potentials of tart cherry juice concentrate. Current Pharmacology Reports, 11(1), 43. https://doi.org/10.1007/s40495-025-00422-1
Image source: Mavideniz
Andrea Giovannini
Università di Bologna
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