Prime vespe asiatiche in Olanda contro la Drosophila suzukii

03 set 2025
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Una novità dal forte impatto per l’agricoltura europea: i ricercatori della Wageningen University & Research (WUR) hanno avviato in Olanda i primi rilasci controllati di Ganaspis kimorum, una minuscola vespa proveniente dall’Asia, per contrastare la diffusione della Drosophila suzukii, moscerino invasivo che da anni mette in crisi i frutticoltori.

Biocontrollo naturale: arriva Ganaspis kimorum

A partire dalla primavera 2025, gli entomologi della WUR hanno cominciato a introdurre, in aree selezionate del centro dei Paesi Bassi, esemplari della vespa Ganaspis kimorum. Questo insetto, importato dalla Svizzera e allevato nei laboratori di Randwijk, è un nemico naturale della Drosophila suzukii nei suoi habitat asiatici.

I primi rilasci sono stati effettuati in ambienti ricchi di more selvatiche e frutti maturi, habitat ideali per le larve della suzukii.

L’obiettivo è che le vespe si riproducano proprio all’interno delle larve della mosca e si diffondano progressivamente, contribuendo a una riduzione naturale della popolazione del parassita.

Il piano prevede rilanci graduali fino al 2026, in diverse località del paese.

Una lunga preparazione e un’autorizzazione rigorosa

Come sottolinea Herman Helsen, uno dei ricercatori coinvolti, il rilascio di insetti non autoctoni è soggetto a regolamenti stringenti.

Prima dell’approvazione, avvenuta all’inizio del 2025, Ganaspis kimorum è stata sottoposta a studi approfonditi in Svizzera e in altri paesi, per garantirne la sicurezza ecologica: la vespa attacca esclusivamente le larve della suzukii e non danneggia le specie autoctone.

Un problema globale partito dall’Asia

Originaria dell’Estremo Oriente, la Drosophila suzukii è approdata in Europa nel 2008, portata dal commercio di frutta. In Olanda è stata rilevata per la prima volta nel 2012.

A differenza delle nostre comuni drosofile, che si nutrono di frutta marcia, la suzukii depone le uova in frutti ancora integri, come ciliegie, fragole e lamponi.

Le larve si sviluppano all’interno del frutto, rendendolo immangiabile.

Il clima olandese, umido e con inverni miti, ha favorito una proliferazione veloce, trasformando la suzukii in una delle principali minacce per la frutticoltura.

Un'arma su misura per una preda sfuggente

Le vespe europee non sono in grado di contrastare efficacemente questa mosca: cercano le loro prede a terra, dove si trovano le larve delle specie locali.

Ma le larve di suzukii si sviluppano in frutti ancora appesi, inaccessibili alle vespe native.

Inoltre, possiedono un sistema immunitario capace di neutralizzare le uova delle vespe europee.

Ganaspis kimorum, invece, è perfettamente adattata: cerca attivamente frutti maturi ancora sulle piante, individua le larve al loro interno grazie ad antenne e ovopositore, e vi depone le uova.

Il risultato? La larva di suzukii viene trasformata in un bozzolo da cui nascerà una nuova vespa, non una nuova mosca.

Adattabilità e prospettive future

La speranza dei ricercatori è che Ganaspis kimorum riesca a sopravvivere in Olanda anche durante l’inverno, grazie alla somiglianza climatica con le sue aree d’origine asiatiche.

I rilasci vengono effettuati in luoghi dove la presenza costante di frutta matura garantisce una popolazione stabile di suzukii.

Nei prossimi mesi si monitorerà la capacità di insediamento della vespa e il suo impatto sulla dinamica delle popolazioni della mosca.

Un passo avanti verso un’agricoltura più sostenibile

“Non è una soluzione miracolosa, ma un’importante svolta,” afferma Helsen. “La Drosophila suzukii è riuscita ad espandersi globalmente grazie all’assenza di antagonisti naturali. In Olanda esistono oltre 50 piante ospiti, rendendo il controllo estremamente difficile.

Con l’introduzione di Ganaspis kimorum, si punta a ridurre l’incremento della popolazione e, di conseguenza, la pressione sulla frutticoltura.”

WUR sta già studiando, insieme all’azienda Koppert, la possibilità di allevare queste vespe su scala industriale, in modo efficiente e accessibile.

Il loro impiego diretto nei frutteti potrebbe diventare una componente chiave della difesa integrata, come già avviene con successo in serra per altre colture.

Fonte: nfofruit.nl

Fonte immagine: NFO


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