Drosofila dalle ali maculate, un noto parassita che infesta la frutta matura e pronta per il consumo, rappresenta una minaccia significativa per gli agricoltori perché è molto difficile da controllare con i pesticidi standard. Un nuovo approccio per affrontare il parassita consiste nel manipolare il comportamento di questi insetti camuffando i frutti sani come se fossero infettati da un patogeno poco attraente.
Studiando gli odori specifici emessi dalla frutta infetta, i ricercatori hanno identificato le sostanze chimiche che respingono le mosche quando vengono applicate alla frutta sana e stanno sviluppando un dispositivo a lento rilascio per disperdere questi odori fruttati nel campo, assicurando che non entrino in contatto diretto con la frutta. Questo metodo fornisce un nuovo strumento per aiutare gli agricoltori a proteggere le colture senza affidarsi esclusivamente agli insetticidi.
Dal 2001 sono già state rilasciate otto nuove cultivar: 'Jade', Achat', 'Spinell', 'Turmalin', 'Taurus', 'Rubellit', 'Jachim' e 'Boas'. Due nuovi cloni da riproduzione sono attualmente in fase di test multi-sito e 87 cloni sono in fase di valutazione II.
"C'è un'offerta così ampia e potente di input biologici che, a mio parere, c'è così tanta informazione che si tende a perdersi un po' - afferma Walter Masman - Li uso in modo complementare a quelli convenzionali. Sono convinto che generi un impatto positivo".
Il diradamento dei fiori aiuta a regolare la carica produttiva di melo, pesco, pero, ciliegio e susino. Tecniche manuali, meccaniche e chimiche possono migliorare pezzatura, qualità e regolarità produttiva, ma richiedono tempi, dosi e valutazioni precise in campo oggi.
In Germania le ciliegie dell’Altes Land restano sugli alberi mentre costi, importazioni e clima mettono sotto pressione la filiera. La distribuzione affronta una sfida chiave: conciliare prezzi, regionalità, sicurezza degli approvvigionamenti e resilienza nel tempo.