Drosofila dalle ali maculate, un noto parassita che infesta la frutta matura e pronta per il consumo, rappresenta una minaccia significativa per gli agricoltori perché è molto difficile da controllare con i pesticidi standard. Un nuovo approccio per affrontare il parassita consiste nel manipolare il comportamento di questi insetti camuffando i frutti sani come se fossero infettati da un patogeno poco attraente.
Studiando gli odori specifici emessi dalla frutta infetta, i ricercatori hanno identificato le sostanze chimiche che respingono le mosche quando vengono applicate alla frutta sana e stanno sviluppando un dispositivo a lento rilascio per disperdere questi odori fruttati nel campo, assicurando che non entrino in contatto diretto con la frutta. Questo metodo fornisce un nuovo strumento per aiutare gli agricoltori a proteggere le colture senza affidarsi esclusivamente agli insetticidi.
La stagione delle ciliegie nella Valle del Jerte si chiude con 7 milioni di chili certificati, senza danni da piogge o grandinate. Inserita per la prima volta nella DOP la varietà Lapins. Le istituzioni locali rafforzano il loro sostegno al settore agricolo del territorio.
Un recente studio ha evidenziato che il contenuto di calcio è un indicatore chiave della durezza del frutto e del contenuto di solidi solubili dopo la conservazione, mentre l'azoto influisce su durezza, acidità e presenza di disordini visivi come l'imbrunimento del peduncolo.
Uno studio genomico identifica 17 geni HSP70 e HSP90 nel ciliegio dolce e chiarisce come rispondono a caldo e salinità. I risultati evidenziano geni chiave, tra cui PavHSP90-5, utili per selezionare cultivar più resilienti agli stress climatici e ambientali più intensi.
Uno studio nel sud del Cile mostra come la nutrizione minerale, in particolare il rapporto tra azoto e fosforo, possa influire sull’imbrunimento interno delle ciliegie Regina, sulla qualità post-raccolta e sulla capacità dei frutti di resistere alla lunga conservazione.