Drosofila dalle ali maculate, un noto parassita che infesta la frutta matura e pronta per il consumo, rappresenta una minaccia significativa per gli agricoltori perché è molto difficile da controllare con i pesticidi standard. Un nuovo approccio per affrontare il parassita consiste nel manipolare il comportamento di questi insetti camuffando i frutti sani come se fossero infettati da un patogeno poco attraente.
Studiando gli odori specifici emessi dalla frutta infetta, i ricercatori hanno identificato le sostanze chimiche che respingono le mosche quando vengono applicate alla frutta sana e stanno sviluppando un dispositivo a lento rilascio per disperdere questi odori fruttati nel campo, assicurando che non entrino in contatto diretto con la frutta. Questo metodo fornisce un nuovo strumento per aiutare gli agricoltori a proteggere le colture senza affidarsi esclusivamente agli insetticidi.
Oggi la coltivazione del ciliegio prevede densità fino ad alcune migliaia di piante/ha. L’intensificazione comporta una precoce entrata in produzione ed un miglioramento della qualità dei frutti, cui fa però da contraltare il maggior costo di impianto.
Il calcio interviene nelle prime fasi della formazione delle crepe. Quando viene applicato, promuove la reticolazione dei componenti della parete cellulare, che a sua volta modula l'attività degli enzimi. Questo si traduce in una parete cellulare più robusta.
Il rapporto CTIFL 2026 presenta le linee guida per proteggere i ciliegi in Francia da Drosophila suzukii, integrando monitoraggio, reti, profilassi, lotta biologica e prodotti fitosanitari autorizzati per una difesa sostenibile, mirata e adatta alle varietà coltivate.
Le coperture nei ceraseti cileni non proteggono solo dalla pioggia: oggi regolano il microclima, riducono la spaccatura, migliorano qualità export e condizione della frutta, sostenendo ritorni economici più stabili nei frutteti moderni ad alto rischio climatico crescente.