La conservazione post-raccolta è una fase critica per la valorizzazione commerciale delle amarene destinate al consumo fresco. In questo contesto, le tecnologie basate sull’impiego di diodi a emissione luminosa (LED) stanno attirando interesse grazie alla capacità di influenzare i processi metabolici dei frutti durante la conservazione. Un recente studio condotto sulla cultivar di amarena ‘Carmine Jewel’, selezione rustica sviluppata dall’Università del Saskatchewan (Canada), ha valutato gli effetti di illuminazioni LED a luce rossa e blu sulla qualità dei frutti conservati per 24 giorni a basse temperature, evidenziando interessanti prospettive per il miglioramento del valore nutrizionale e commerciale del prodotto.
Lo studio ha dimostrato che entrambe le lunghezze d’onda influenzano diversi parametri qualitativi. Dal punto di vista chimico, i trattamenti luminosi hanno favorito un incremento del contenuto di solidi solubili, con aumenti compresi tra 0,5 e 1,5 °Brix rispetto ai frutti mantenuti al buio (controllo), accompagnati da una lieve riduzione dell’acidità totale e da un moderato aumento del pH. Questi cambiamenti suggeriscono una prosecuzione dei processi metabolici associati alla maturazione, con possibili effetti positivi sulla percezione gustativa del frutto.

Per quanto riguarda i composti bioattivi, sia la luce rossa che quella blu hanno determinato un incremento del contenuto totale di polifenoli e antociani, due classi di metaboliti secondari strettamente associati alle proprietà antiossidanti dell’amarena. L’effetto è risultato particolarmente evidente nelle fasi avanzate della conservazione, mentre la luce blu ha mostrato una capacità di stimolare precocemente l’accumulo dei composti fenolici già nei primi giorni di conservazione.
Antociani
L’analisi dettagliata del profilo antocianico ha evidenziato aumenti significativi delle principali molecole responsabili della colorazione e delle proprietà salutistiche del frutto, tra cui cianidina-3-rutinoside, cianidina-3-glucosilrutinoside, cianidina-3-glucoside e cianidina-3-soforoside. In assenza di illuminazione tali composti sono rimasti sostanzialmente stabili durante la conservazione, mentre l’esposizione ai LED ne ha promosso l’accumulo, con effetti generalmente più marcati sotto luce rossa. Questo risultato suggerisce un’attivazione delle vie biosintetiche coinvolte nel metabolismo fenolico e nella sintesi degli antociani.
Anche il contenuto di acido ascorbico ha beneficiato dei trattamenti luminosi. I frutti esposti ai LED hanno mostrato concentrazioni superiori rispetto al controllo, con incrementi particolarmente consistenti sotto luce rossa. L’aumento simultaneo di vitamina C, polifenoli e antociani conferma il potenziale dei LED come strumento per migliorare il profilo nutraceutico delle amarene durante la conservazione frigorifera.
Dal punto di vista estetico, i trattamenti hanno influenzato il colore dell’epidermide. In particolare, la luce rossa ha aumentato il parametro a*, associato all’intensità della componente rossa, conferendo ai frutti una colorazione più intensa e brillante. Questo aspetto potrebbe contribuire a migliorare l’attrattività commerciale del prodotto per il mercato del fresco.
Conservazione
Non tutti gli effetti osservati sono però risultati favorevoli. Entrambi i trattamenti LED hanno aumentato la perdita di peso dei frutti durante la conservazione, fenomeno indesiderabile poiché associato a disidratazione e riduzione della resa commerciale. Inoltre, la luce rossa ha mostrato una lieve tendenza a ridurre la consistenza della polpa rispetto al controllo. Sul piano microbiologico, invece, né la luce rossa né quella blu hanno determinato variazioni nello sviluppo di muffe e lieviti.
Nel complesso, lo studio dimostra che l’illuminazione LED durante la conservazione post-raccolta può rappresentare una strategia promettente per incrementare il contenuto di composti bioattivi e migliorare alcuni parametri qualitativi delle amarene ‘Carmine Jewel’. Tuttavia, l’aumento della perdita di peso evidenzia la necessità di ottimizzare intensità luminosa e tempi di esposizione prima di un’applicazione su scala commerciale. I risultati ottenuti indicano comunque che la gestione della qualità post-raccolta mediante specifiche lunghezze d’onda luminose potrebbe diventare uno strumento innovativo per valorizzare i piccoli frutti ad elevato contenuto nutraceutico.
Fonte: Wang, Z., Svyantek, A., & Miller, Z. (2026). Light-emitting diodes (LEDs) effect on the quality of ‘Carmine Jewel’ cherries during postharvest storage. Agricultural Products Processing and Storage, 2(1), 21. https://doi.org/10.1007/s44462-025-00046-0
Fonte immagine: Stefano Lugli
Andrea Giovannini
PhD in Agricultural, Environmental and Food Science and Technology - Arboriculture and Fruitculture, University of Bologna, IT
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