Metodo enzimatico innovativo per misurare l’amido nei primordi fiorali del ciliegio

15 ott 2025
623

L’amido è il principale carboidrato di riserva nelle specie legnose e svolge un ruolo chiave in numerosi processi fisiologici e riproduttivi, dalla germinazione al sostegno della crescita dei tessuti riproduttivi e lo sviluppo embrionale.

Nelle drupacee come il ciliegio dolce, l’amido si accumula in diverse strutture durante lo sviluppo dei primordi fiorali, influenzando lo sviluppo del fiore stesso e la successiva formazione del frutto.

Tuttavia, la quantificazione dell’amido in questi organi è sempre stata complicata a causa delle ridotte dimensioni dei primordi e delle basse concentrazioni di amido presenti.

Fino ad oggi, infatti, le analisi si basavano quasi esclusivamente su approcci istologici e colorimetrici, capaci di fornire solo valori relativi e non misurazioni assolute.

Un nuovo protocollo enzimatico

Un recente studio ha introdotto e ottimizzato un metodo enzimatico per la quantificazione dell’amido nei primordi fiorali del ciliegio, sviluppando un protocollo dettagliato.

La tecnica si basa sulla digestione enzimatica dell’amido in D-glucosio, successivamente quantificato tramite saggio enzimatico accoppiato con esochinasi (HK) e glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD), e misurando infine l’assorbanza del NADH a 340 nm.

Questo approccio risulta rapido, sensibile ed economicamente accessibile, permettendo di lavorare con campioni estremamente piccoli (meno di 1 mg) e con concentrazioni di amido inferiori a 0,18 mg per grammo di tessuto.

Inoltre, questo protocollo permette di analizzare anche campioni non freschi, sia congelati a –20 °C (–4 °F) sia fissati in soluzioni conservanti, questo è molto importante poiché consente di poter separare temporalmente la fase di raccolta del campione e quella di analisi.

Validazione e applicazioni pratiche

I risultati della validazione mostrano come questa metodologia sia riuscita a quantificare concentrazioni di amido variabili tra 0,178 e 16,193 mg/g di tessuto, confermando la sua sensibilità e applicabilità a campioni di dimensioni ridotte.

Inoltre, il confronto tra materiali congelati e fissati non ha mostrato differenze statisticamente significative, a dimostrazione della robustezza della metodologia.

Questo porta ad interessanti implicazioni pratiche, poiché consente di utilizzare campioni abitualmente destinati ad analisi istologiche anche per la quantificazione biochimica, ottimizzando il lavoro sperimentale e riducendo la necessità di raccolte multiple.

Per quanto riguarda i risultati ottenuti sul ciliegio, i dati mostrano la dinamica stagionale dell’amido durante la dormienza: un progressivo accumulo durante l’inverno fino ad un picco massimo, seguito da una rapida riduzione in prossimità della ripresa vegetativa e della fioritura.

Implicazioni per la ricerca

Questo pattern, già osservato con metodi istologici semi-quantitativi, trova ora conferma in una misurazione assoluta, consolidando le conoscenze sulla relazione tra riserve di carboidrati e sviluppo fiorale.

In prospettiva, la possibilità di applicare questo protocollo in studi di fisiologia riproduttiva delle specie arboree da frutto apre nuove prospettive per la comprensione dei meccanismi che regolano la fertilità, la formazione dei frutti e la risposta ai fattori ambientali o gestionali.

Il protocollo proposto dallo studio si distingue inoltre per la semplicità operativa: non richiede reagenti tossici né strumentazioni complesse, oltre a uno spettrofotometro UV, risultando quindi facilmente adottabile in laboratori di fisiologia vegetale.

Questa metodologia è di rapida esecuzione e si adatta a disegni sperimentali ad alta produttività (high-throughput), rendendola adatta a studi temporali e comparativi su larga scala.

Conclusione e prospettive future

In sintesi, la quantificazione enzimatica dell’amido nei primordi fiorali con questo nuovo protocollo permette di ottenere misure quantitative sensibili e veloci, su ciliegio e drupacee in generale.

Inoltre, grazie alla possibilità separare temporalmente la fase di raccolta e di analisi, essa si adatta bene alle esigenze di ricerca.

Fonte: Santolaria, N., Fadón, E., Rodrigo, J., Hedhly, A. (2025). Enzymatic starch quantification in developing flower primordia of sweet cherry. BIO-PROTOCOL, 15(1368). https://doi.org/10.21769/BioProtoc.5256 

Fonte immagine: Acta Plantarum

Andrea GIovannini
Università di Bologna


Cherry Times - Tutti i diritti riservati

Potrebbe interessarti anche

Salvi Vivai investe su un nuovo ceraseto sperimentale

Vivai

15 gen 2024

Il 2024 parte sotto i migliori auspici per Salvi Vivai. Nel 2023 è stato impiantato il nuovo ceraseto sperimentale ed è partito ufficialmente il nuovo laboratorio di micropropagazione. Il nuovo team sta lavorando a pieno regime per la produzione di piante già in ordine.

Qicun (Cina), la capitale delle ciliegie in serra: tecnologia, cooperazione e raccolti record

Produzione

24 mar 2025

Le serre di Qicun, in Cina, stanno diventando un modello per la coltivazione delle ciliegie grazie a tecniche avanzate, varietà pregiate e una gestione cooperativa che migliora la produttività e garantisce frutti di alta qualità, pronti per il mercato già da metà aprile.

In evidenza

Criteri di scelta dei portinnesti del ciliegio nel Nord Ovest Pacifico

Portinnesti

16 feb 2026

Guida tecnica ai portainnesti del ciliegio dolce nel Pacifico nord-occidentale: confronto tra Gisela, Krymsk, Mazzard, Mahaleb e Corette per vigore, resa, densità d’impianto, resistenza alle malattie e adattamento in Oregon e Washington, con tabelle e indicazioni operative.

Un nuovo biopesticida per il controllo di Drosophila suzukii

Difesa

16 feb 2026

Drosophila suzukii minaccia i piccoli frutti in Africa. Lo studio su Metarhizium anisopliae evidenzia l’elevata efficacia dell’isolato ICIPE 78, capace di causare mortalità rapida, trasmissione orizzontale e attrazione delle mosche, aprendo strategie sostenibili di controllo.

Tag Popolari