Embryo rescue in ciliegio dolce: come epoca di raccolta, mezzo di coltura e genetica determinano il successo della selezione precoce

28 gen 2026
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La richiesta di cultivar di ciliegio dolce a maturazione precoce è in costante aumento, poiché solitamente i frutti che arrivano sul mercato prima del picco stagionale garantiscono prezzi più elevati e migliori ritorni economici per i produttori.

Molte varietà precoci presentano un grave limite fisiologico: l’aborto dell’embrione durante le fasi iniziali di sviluppo del frutto, ciò è legato alla mancanza di un adeguato periodo di crescita embrionale prima della seconda fase di rapido accrescimento.

Questo fenomeno riduce drasticamente la produzione di semi vitali e ostacola i programmi di miglioramento genetico. La tecnica dell’embryo rescue, che prevede l’estrazione dell’ovulo immaturo e la sua coltivazione in vitro su mezzi di coltura artificiali, rappresenta una soluzione interessante per recuperare embrioni altrimenti destinati a non svilupparsi.

Studio recente alla Washington State University

Un recente studio condotto alla Washington State University nel biennio 2021-2022 ha valutato l’effetto del mezzo di coltura, dell’aggiunta di fitormoni, dello stadio di maturazione del frutto al momento della raccolta e del background genetico dei genitori sul successo della germinazione degli embrioni di ciliegio dolce.

I risultati mostrano che la genetica delle combinazioni di incrocio è il fattore più determinante, questo conferma che la risposta all’embryo rescue è fortemente genotipo-dipendente, come già evidenziato in studi precedenti su Prunus.

Per quanto riguarda il mezzo di coltura, sono stati confrontati il Woody Plant Medium (WPM) ed il Quoirin & Lepoivre (QL). Nel 2021 il QL ha mostrato risultati migliori in molte combinazioni, mentre nel 2022 il WPM è risultato più efficace, suggerendo una forte interazione tra composizione del mezzo e patrimonio genetico degli embrioni.

Entrambi i substrati, comunque, si sono dimostrati idonei all’uso pratico, con il WPM che offre anche il vantaggio di un contenuto nutrizionale leggermente inferiore e quindi di un costo più basso.

Effetto dei fitormoni e della maturazione

L’aggiunta di fitormoni (BA, IAA e kinetina) non ha fornito benefici consistenti: in alcuni casi ha addirittura ridotto il tasso di germinazione, soprattutto su WPM.

Poiché i fitormoni aumentano la complessità della preparazione dei mezzi ed i costi operativi, i ricercatori suggeriscono di non utilizzarli come pratica standard per la germinazione in vitro degli embrioni di ciliegio dolce, riservando l’eventuale impiego in fasi successive per stimolare la radicazione di plantule problematiche.

Per quanto riguarda l’epoca di raccolta dei frutti, nel 2022 sono stati confrontati embrioni prelevati allo stadio di indurimento del nocciolo (pit hardening) con quelli raccolti alla cosiddetta “straw phase”, quando il frutto inizia a virare dal verde al giallo.

I dati mostrano un netto vantaggio per la straw phase, con un aumento della probabilità di germinazione. Gli embrioni più maturi risultano infatti fisiologicamente più pronti a completare lo sviluppo in vitro, pur con un rischio leggermente maggiore di contaminazioni.

Implicazioni per il breeding

Dal punto di vista operativo, la raccomandazione è quindi di attendere la straw phase per massimizzare l’efficienza del recupero embrionale, salvo casi particolari legati a specifiche combinazioni genetiche.

Nel complesso, lo studio fornisce indicazioni pratiche molto interessanti per i programmi di breeding: utilizzare QL o WPM senza fitormoni, privilegiare la raccolta alla straw phase e tenere conto della forte influenza della genetica sulla riuscita della tecnica.

L’embryo rescue si conferma una tecnica interessante per aumentare il numero di semenzali ottenibili da incroci precoci, consentendo una selezione più rapida di nuove cultivar con maturazione precoce, buona qualità del frutto e con migliori prospettive di ritorno economico per i produttori.

Fonte: Peters, R., Whiting, M., & McCord, P. (2025). Harvest time, nutrient media, and genetics play significant roles in successful embryo rescue in sweet cherry. Euphytica, 221(11), 1-8. https://doi.org/10.1007/s10681-025-03633-1 

Fonte immagine: Lab Associates 

Andrea Giovannini
Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT


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