Bio-insetticidi a base di Terpeni e Fenilpropanoidi come alternative per il controllo di Drosophila suzukii

13 set 2024
2099

La ricerca di alternative più sostenibili ed ecologiche agli insetticidi sintetici ha portato ad un crescente interesse per i bio-insetticidi, in particolare terpeni e fenilpropanoidi. Questi metaboliti secondari hanno mostrato promettenti risultati nella gestione dei parassiti, soprattutto nel controllo di Drosophila suzukii, un importante parassita che colpisce diverse colture frutticole, tra cui il ciliegio.

Un recente studio condotto da ricercatori brasiliani ha investigato l'efficacia di specifici terpeni e fenilpropanoidi nel controllo di D. suzukii e ha valutato i loro effetti sugli organismi non target, mostrando risultati interessanti sul loro potenziale come bio-insetticidi.

Lo studio si è concentrato su nove composti, cinque terpeni e quattro fenilpropanoidi, valutando la loro tossicità nei confronti degli adulti di D. suzukii, così come i loro effetti su larve e pupe. I terpeni testati includevano L-(-)-carvone, carvacrolo, 1,8-cineolo, β-citronellolo e p-cimene, mentre i fenilpropanoidi esaminati erano eugenolo, (E)-anetolo, (E)-cinnamaldeide e p-anisaldeide.

Tra questi, L-(-)-carvone, carvacrolo, (E)-anetolo e (E)-cinnamaldeide hanno mostrato la maggiore tossicità nei confronti di D. suzukii, con valori di concentrazione letale (LC50) che indicano una potenziale efficacia nel controllo delle mosche adulte. Inoltre, questi composti sono stati testati anche su larve e pupe di D. suzukii, mostrando una significativa mortalità e deformità nello sviluppo.

Lo studio ha anche approfondito gli effetti subletali di questi composti, in particolare la loro influenza sullo stress ossidativo ed i cambiamenti istopatologici nelle mosche adulte. L'esposizione a L-(-)-carvone, carvacrolo, (E)-anetolo e (E)-cinnamaldeide ha influenzato l'attività degli enzimi detossificanti come SOD, CAT e GST, specialmente quattro ore dopo l'esposizione.

Questi enzimi giocano un ruolo cruciale nella mitigazione dello stress ossidativo, e la loro attività alterata suggerisce che questi composti possano indurre un significativo stress fisiologico a D. suzukii. Inoltre, le analisi istologiche hanno rivelato che questi composti hanno causato cambiamenti visibili nell'esoscheletro, nel mesentere, nell'intestino posteriore, nel corpo grasso e nei tessuti muscolari di D. suzukii.

In particolare, il carvacrolo ha provocato le alterazioni istopatologiche più gravi, tra cui una riduzione dello spessore dell'esoscheletro e una diminuzione della concentrazione di carboidrati nelle fibre muscolari e nel corpo grasso.

Un aspetto essenziale nello sviluppo di nuovi bio-insetticidi è garantire che siano selettivi, cioè che colpiscano i parassiti senza danneggiare gli organismi non target. In questo studio, la selettività dei quattro composti più tossici è stata testata su Doru luteipes, un predatore utile negli agroecosistemi.

I risultati sono stati promettenti, poiché la sopravvivenza e la capacità di alimentazione di D. luteipes non sono state significativamente influenzate dall'esposizione alle concentrazioni LC50 e LC90 di L-(-)-carvone, carvacrolo, (E)-anetolo e (E)-cinnamaldeide. Questo suggerisce che questi composti potrebbero essere utilizzati in programmi di gestione integrata dei parassiti (IPM) con un rischio minimo per gli insetti non target.

In conclusione, lo studio evidenzia il potenziale delle molecole L-(-)-carvone, carvacrolo, (E)-anetolo e (E)-cinnamaldeide come bio-insetticidi efficaci per il controllo di Drosophila suzukii. La loro capacità di indurre mortalità e anomalie nello sviluppo, unita alla loro selettività verso gli organismi non target, li posiziona tra le alternative valide agli insetticidi sintetici.

Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per perfezionare la loro applicazione e comprendere le implicazioni a lungo termine del loro utilizzo negli ambienti agricoli. Con la crescente domanda di soluzioni maggiormente sostenibili per la gestione dei parassiti, questi composti possono offrire una promettente alternativa.

Fonte: de Souza, L., das Graças Cardoso, M., Konig, I., de Souza, S. P., Silva, A. L. R., Melo, N., Marucci, C.R., & Haddi, K. (2024). Terpenes and phenylpropanoids for the control of Drosophila suzukii (Diptera: Drosophilidae): Toxicity, oxidative stress, histopathology, and selectivity. Industrial Crops and Products, 220, 119159.
Immagine: NCCS

Andrea Giovannini
Università di Bologna (IT)


Cherry Times - Tutti i diritti riservati

Potrebbe interessarti anche

RedBeats: il nuovo brand cileno che rende le ciliegie uno snack pop

Consumo

09 dic 2025

Copefrut presenta RedBeats, un brand di ciliegie cilene pensato per la Gen Z: identità musicale, packaging flessibile e formati smart per ogni occasione. L’obiettivo è trasformare le ciliegie in uno snack quotidiano, superando il modello tradizionale legato solo ai regali.

Con Advice and Consulting il cerasicoltore non è mai solo

Gestione

24 lug 2024

L’azienda ha solo 8 anni ma ha già seguito 3.000 ettari d’impianti in Italia e nel mondo. “Seguiamo tutto il progetto dall’inizio. Gli agronomi - dice Alexandra Caminschi - sono tutti italiani e ci appoggiamo a manager sul posto in grado di trasmettere il nostro know-how".

In evidenza

Le frequenti pioggie mettono a rischio la produzione e il mercato delle ciliegie cilene

Produzione

23 ott 2026

Le piogge di primavera in Cile hanno spaccato le ciliegie precoci al Nord, mentre a O’Higgins, dove si concentra oltre l’80% dei volumi, i danni restano marginali. Restano sotto osservazione malattie fungine, terreni saturi e possibili ricadute sulla stagione 2026/27.

Sviluppo di varietà di ciliegie dolci cilene resistenti ai cambiamenti climatici per i mercati di esportazione

Breeding

23 ott 2026

Da 14 anni, il PMGCe della PUC in Cile seleziona varietà precoci di ciliegio, a basso fabbisogno in freddo e resistenti a caldo, siccità e cracking. Tre selezioni avanzate e 1.000 individui sono valutati in quattro siti: l’obiettivo è registrare una varietà entro il 2030.

Tag Popolari