La cerasilcoltura italiana al bivio: serve un vero cambiamento

30 apr 2026
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A Sammichele di Bari si è tenuto il 3° Convegno Nazionale sul Ciliegio – “La cerasicoltura oggi: criticità e prospettive”, appuntamento che, alla sua terza edizione, si conferma come riferimento per l’analisi tecnica e strategica della filiera cerasicola italiana. L’elevata partecipazione evidenzia un comparto altamente sensibile alle dinamiche evolutive, ma al contempo ancora privo di una visione sistemica condivisa in grado di orientarne lo sviluppo.

In questo contesto, il convegno ha assunto una funzione di piattaforma di confronto, garantendo un’analisi trasversale lungo l’intera filiera cerasicola. Il dibattito si è articolato su tutti i livelli della filiera: dal politico, passando per lo scientifico, il tecnico, l’imprenditoriale, per concludersi nel commerciale.

Questo approccio integrato ha consentito di analizzare non solo le criticità settoriali, ma soprattutto le discontinuità funzionali e le carenze di coordinamento tra i diversi livelli della filiera. Nel corso del confronto sono emerse criticità ormai strutturali, ma anche indicazioni tecniche puntuali.

Sul piano dell’innovazione varietale

Sul piano dell’innovazione varietale, si registra una chiara convergenza verso l’introduzione di cultivar in grado di rispondere a standard qualitativi più elevati e coerenti con le esigenze della distribuzione moderna.

In particolare, le linee di sviluppo individuate riguardano:

  • l’incremento della shelf life, con obiettivi minimi compresi tra 20 e 30 giorni, funzionali alla gestione logistica e all’espansione sui mercati extra-locali;
  • il miglioramento delle caratteristiche organolettiche, con particolare riferimento a croccantezza e profilo aromatico;
  • il raggiungimento di calibri elevati e uniformi, con diametri medi superiori a 28–30 mm, ormai considerati lo standard di mercato;
  • l’introduzione di novità nel panorama varietale, tra cui cultivar bicolori, fino a pochi anni fa marginali nei programmi di miglioramento genetico.

Sul fronte tecnico-produttivo

A queste direttrici si affianca l’interesse crescente per varietà a basso fabbisogno in freddo (low chilling requirement), strategiche in relazione agli effetti del cambiamento climatico sulle dinamiche di accumulo delle ore di freddo nelle aree di coltivazione tradizionali e per permettere una parziale destagionalizzazione della produzione.

Sul fronte tecnico-produttivo, le coperture antipioggia e multifunzionali rappresentano una soluzione ormai consolidata per la mitigazione dei rischi climatici (in particolare cracking, eventi piovosi e ventosi in fase di maturazione) e per il miglioramento della qualità commerciale del prodotto. Tuttavia, la loro diffusione risulta ancora limitata rispetto al potenziale applicativo.

In tale ambito si inserisce il bando del CSR Puglia per la realizzazione di coperture nei nuovi ceraseti, la cui evoluzione è stata oggetto di analisi critica durante il convegno. La misura, originata nella prima edizione e formalizzata nella seconda, è stata ulteriormente discussa nella terza edizione alla luce delle criticità emerse.

La misura e i dati di adesione

Con il coinvolgimento dei referenti regionali al fine di migliorarne l’accessibilità e l’efficacia operativa, i dati di adesione risultano particolarmente contenuti: circa 80 domandepresentate a fronte di oltre 18.000 ettari di superficie cerasicola in Puglia, poco più di 6 milioni di euro spesi a fronte di uno stanziamento di circa 14.

Il quadro che emerge è quello di un settore che dispone di soluzioni tecniche già validate, ma che fatica a tradurle in realtà. La frammentazione degli approcci e la debole integrazione tra i diversi attori della filiera continuano a rappresentare un enorme limite.

Particolarmente significativa, in questo contesto, la testimonianza di un imprenditore agricolo che ha avviato un processo di riconversione aziendale su larga scala, trasformando circa 14 ettari da uva da tavola a ceraseto intensivo coperto. Un caso applicativo che dimostra la fattibilità tecnica ed economica del cambiamento.

Integrazione e prospettive

Sintetizzabile nel concetto “si può fare”, ma che evidenzia al contempo una condizione imprescindibile: l’innovazione risulta sostenibile solo se accompagnata da un adeguato posizionamento commerciale. L’integrazione con operatori della distribuzione organizzata e con strutture commerciali specializzate rappresenta infatti un fattore abilitante.

In assenza di una connessione efficace con la domanda e di un riconoscimento economico coerente, l’innovazione rischia di rimanere fine a sé stessa, senza generare reale valore lungo la filiera.

Le questioni aperte restano quindi di natura strategica: quale traiettoria di sviluppo per la cerasicoltura pugliese? In che misura gli strumenti di programmazione, come il CSR, potranno essere resi più efficaci? E soprattutto, sarà possibile costruire una visione condivisa capace di integrare ricerca, innovazione produttiva e mercato?

Il messaggio che sintetizza l’intero evento è tanto semplice quanto impegnativo: fare innovazione, fare meglio, farlo insieme. Tutto il resto non è progresso, ma solo rumore!


Francesco Maldera
Università di Bari

Fonte: Foglie TV

Fonte immagine: Stefano Lugli


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