Nel Jerte Valley, in Extremadura, la campagna delle ciliegie è appena iniziata con le varietà più precoci e prospettive incoraggianti sul fronte della qualità e dei volumi.
Secondo Mónica Tierno, direttrice generale dell’Associazione delle Cooperative del Jerte Valley, i primi chili sono arrivati ieri. Nelle prime settimane la produzione sarà destinata soprattutto al mercato interno, mentre i quantitativi cresceranno progressivamente nei prossimi giorni. Dalla seconda settimana di maggio, l’obiettivo è disporre di volumi sufficienti per aprire le linee export e proseguire le spedizioni fino alla fine di luglio.

Clima favorevole e stima tra 18.000 e 20.000 tonnellate
L’andamento climatico di inverno e primavera ha sostenuto lo sviluppo dei frutti. L’inverno, più freddo e piovoso rispetto agli ultimi anni, ha garantito alle piante un adeguato fabbisogno di freddo. In primavera, l’assenza di eventi meteo gravi ha favorito una buona fioritura e una crescita regolare.
L’Associazione prevede una produzione compresa tra 18.000 e 20.000 tonnellate. Le coltivazioni si distribuiscono tra 400 e 1.200 metri di altitudine, permettendo una scalarità naturale della raccolta. Le aspettative indicano un buon equilibrio tra rese e calibri.
Mercati europei, promozione e attesa per la Cina
La struttura riunisce 15 cooperative e 2.500 produttori, commercializzando ciliegie in Spagna e in diversi Paesi europei. Durante la campagna sono previste attività promozionali in Spagna, Svezia, Danimarca e Regno Unito per sostenere i consumi.
Il mercato parte con domanda positiva e prezzi interessanti. Le difficoltà incontrate da ciliegie cilene e argentine in Cina hanno prolungato la loro presenza in Europa, ma il divario tra emisfero Sud e Nord sta comunque lasciando spazio alla produzione spagnola.
Resta centrale l’attesa per l’apertura formale del mercato cinese. Il protocollo per esportare ciliegie in Cina è stato firmato, le preparazioni e le certificazioni sono state completate e sono già stati avviati contatti commerciali. I primi volumi, tuttavia, saranno limitati e gestiti in modo graduale.

Costi instabili e più automazione
La guerra in Iran sta creando incertezza sui costi delle materie prime e della logistica. Per la Cina non era stato previsto il trasporto via nave, a causa dell’impatto sulle rotte marittime: il piano puntava sull’aereo, con scalo negli Emirati Arabi Uniti, soluzione che potrebbe comunque subire criticità legate al conflitto in Medio Oriente.
Sul fronte produttivo, la superficie coltivata resta sostanzialmente stabile per i limiti imposti dal territorio montano, nonostante un leggero aumento degli impianti. La produttività cresce grazie a nuove varietà, sesti d’impianto ripensati e migliore gestione agronomica.
Per rispondere alla carenza di manodopera specializzata e all’aumento dei costi, l’Associazione continua a investire in automazione e robotizzazione nella lavorazione e nel confezionamento. Una direzione che, campagna dopo campagna, potrebbe diventare sempre più decisiva per la competitività del Jerte Valley.
Fonte testo e immagini: www.freshplaza.com
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