Ciliegie peruviane pronte a conquistare la Cina: al via i test in sei regioni andine

21 nov 2025
1511

Il principale acquirente di questa frutta nel mondo è il paese asiatico. Per quest’anno si stima che raggiunga un record storico di 600.000 tonnellate. Il suo principale fornitore è il Cile, che invia il 91% della sua produzione.

Il campo peruviano potrebbe aggiungere un nuovo protagonista alla sua lista di potenziali colture da esportazione: la ciliegia. Dopo un decennio di tentativi ed errori, il 2026 si prospetta come l’anno giusto perché, finalmente, venga alla luce la varietà adattata alle condizioni climatiche.

La scoperta promette di stimolare, a lungo termine, il circuito necessario per spedire questa frutta verso i mercati internazionali. In questa prospettiva, la Cina assume un’importanza particolare.

La varietà adeguata

Gabriel Amaro, presidente dell’Associazione dei Gruppi Produttori Agricoli del Perù (AGAP), ha spiegato la reazione del settore di fronte a una coltura che è da almeno 10 anni una voce in sospeso nell’agenda agricola.

“Ci sono varie aziende che, nel loro processo di diversificazione, stanno testando, in zone favorevoli alla ciliegia, varietà che possano adattarsi. Alcune ad Arequipa, Huancavelica, il confine con Ica, ma più in area di sierra. Servono condizioni speciali di luce e temperatura.”

A tal proposito, ha anticipato a Gestión: “Sono sicuro che il prossimo anno avremo la buona notizia di aver trovato la varietà adeguata. Si sta lavorando per questo.”

César Romero, specialista della Direzione di Studi Economici della Direzione Generale di Politiche Agrarie del Ministero dello Sviluppo Agrario e dell’Irrigazione (Midagri), ha rafforzato questa premessa, ma precisato un dato: “Si stima che la prima raccolta potrebbe avvenire nel 2026, anche se per consolidare un volume di carattere commerciale passeranno più o meno tra i 7 e i 10 anni.” Ha poi elencato altre zone di prova: Huaraz, Huancayo e Ayacucho.

Tempistiche e sfide

Va evidenziato che i ciliegi geneticamente adattati, quelli usati abitualmente nell’agroexport, impiegano tra i 3 e i 5 anni per dare frutto; a differenza dei ciliegi coltivati da seme, che richiedono tra i 7 e i 10 anni.

Lo specialista ha aggiunto: “Una volta identificata la varietà, bisogna iniziare a sviluppare la coltura e valutare la sua resa. […] Poi occorre firmare protocolli fitosanitari per poter accedere, se si tratta di prodotto fresco, ai mercati di destinazione, con certificazioni di qualità e sicurezza.”

Ha anche spiegato perché, nel corso di un decennio, le ricerche siano avanzate lentamente: “Possibilmente, per eccesso di caldo, una varietà così sensibile si deteriora; la fioritura è molto limitata, quindi la resa cala. Oppure le dimensioni non sono abbastanza grandi, accettabili tecnicamente parlando, per gli standard internazionali.”

Romero ha inoltre tracciato un parallelo con altri prodotti agricoli dalla buccia delicata: “La ciliegia si comporta in modo diverso dal mirtillo, che si è adattato molto bene, come anche il lampone e la fragola. La ciliegia è molto più delicata.”

Mercato cinese

Amaro ha sottolineato che “il principale acquirente di ciliegie è la Cina”. Infatti, per quest’anno si stima che il gigante asiatico raggiunga un record storico di 600.000 tonnellate. Il suo principale fornitore è il Cile, che invia il 91% della sua produzione.

Il Perù potrebbe competere in seguito, purché i suoi sforzi puntino a rafforzare il fattore qualità, un elemento che soddisfi i requisiti internazionali: “Avendo il prodotto, dobbiamo aprire il mercato. Se aprire il mercato richiede anni, richiederà anni anche sviluppare la coltura. Invece, se le autorità svolgono il loro lavoro tecnico insieme a noi produttori e, dall’altra parte, fanno il lavoro diplomatico con i paesi, l’accesso al mercato della ciliegia può avvenire molto rapidamente.”

Il paese può approfittare della finestra logistica offerta dal megaport di Chancay. Attraverso questa via, un prodotto può impiegare circa 21–23 giorni per arrivare. Prima dell’inaugurazione, il viaggio poteva richiedere tra i 33 e i 40 giorni.

Romero ha ricordato che questo avvicinamento commerciale è già in corso: “In Cina abbiamo già inviato alcuni piccoli volumi che sono stati raccolti, ma non è nulla. Non possiamo ancora parlare seriamente di un’industria della ciliegia.”

Nonostante i progressi, continuare con la ricerca scientifica è un passo che non si può interrompere, ha affermato il portavoce dell’AGAP: “Oltre a tutto, dobbiamo acquisire più varietà di materiale genetico.”

Fonte: AGROEXPORT

Fonte immagine: Viveros Los Vinedos

Camila Vera Criollo


Cherry Times - Tutti i diritti riservati

Potrebbe interessarti anche

L’Uzbekistan apre la stagione delle ciliegie con forte domanda estera

Mercati

14 mag 2025

L’Uzbekistan ha dato il via all’export 2025 delle ciliegie dalla regione di Fergana, con spedizioni iniziate già ad aprile. Forte la domanda internazionale, con prezzi tra 3,20 e 4,20 $/kg per frutti di calibro 20-26 mm. La varietà Bahor domina la prima fase.

Cina apre al Sudafrica: via libera a drupacee, in arrivo ciliegie e mirtilli

Mercati

21 ott 2025

Il Sudafrica firma con la Cina il protocollo per l’export delle drupacee e punta ora a mirtilli e ciliegie. Il ministro dell’Agricoltura invita le autorità cinesi per ispezionare frutteti e impianti e avviare le esportazioni già dalla prossima stagione commerciale.

In evidenza

Come prevenire il cracking nel ciliegio: i consigli di un esperto

Gestione

16 ott 2026

Le piogge in Cile mettono a rischio la qualità delle ciliegie. Dalla prevenzione del cracking al controllo della botrite, le strategie descritte nell’articolo comprendono biofilm, cloruri, gestione dell’irrigazione e trattamenti per proteggere i frutti fino alla raccolta.

La Ciliegia delle Colline Veronesi sempre più vicina all'IGP

Tipicità

16 ott 2026

La Ciliegia delle Colline Veronesi prosegue verso l’IGP: esito positivo per la pubblica audizione sul disciplinare. Coinvolti 54 comuni, oltre 1.200 ettari e più di 2.300 imprese agricole. Gli adempimenti ministeriali e l’esame europeo per tutelare origine e produttori.

Tag Popolari