Ciliegie tardive di montagna, la sfida trentina di Melinda e Vip per il rilancio

08 gen 2026
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In un contesto segnato da crisi climatiche, crollo produttivo e aumento della pressione estera, le ciliegie tardive di montagna diventano protagoniste di una strategia di rilancio tutta trentina. A crederci sono Melinda e Vip, due colossi della frutticoltura che hanno deciso di collaborare per valorizzare un frutto sempre più richiesto e raro.

La produzione di ciliegie di montagna in Trentino – Alto Adige è prevalentemente concentrata su due varietà: Kordia e Regina. Fonte: SL Fruit Service

Il rilancio delle ciliegie trentine

La nuova alleanza tra il Consorzio Melinda e Vip – Associazione delle Cooperative Ortofrutticole della Val Venosta – punta dritta su un segmento d’eccellenza: le ciliegie tardive coltivate in montagna.

Con circa 2.500 tonnellate raccolte nell’ultima campagna, la produzione cerasicola trentina, seppur giovane, mostra segnali di grande vitalità e un potenziale di crescita significativo.

La collaborazione punta a strutturare una filiera più solida e performante, capace di cogliere le opportunità di un mercato in cerca di qualità e affidabilità, soprattutto in un momento in cui la produzione nazionale soffre.

Immagine 1. Confezioni a marchio VIP Ciliegie di montagna, cv Kordia. Fonte: SL Fruit Service

La crisi della cerasicoltura e i nuovi equilibri globali

Il 2023 è stato un anno nero per la ciliegia italiana, in particolare per la Puglia, dove le gelate tardive hanno azzerato fino al 70% del raccolto, facendo schizzare i prezzi anche a 23 euro al chilo.

Questa impennata ha reso le ciliegie un frutto quasi di lusso, aprendo la strada a massicce importazioni da Grecia e Spagna.

Anche a livello internazionale, il settore attraversa una fase delicata. Secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (Usda), nella stagione 2025-2026 si assisterà a un calo produttivo globale del 10%, con volumi attesi intorno ai 4,6 milioni di tonnellate: il primo segnale di contrazione dopo sei anni di crescita.

Le cause sono da ricercare nelle perdite registrate in Turchia, Europa e Stati Uniti.

Immagine 2. La ricerca e sperimentazione sui moderni sistemi di impianto del ciliegio sviluppati in Trentino Alto Adige richiama l’interesse di tecnici e professionisti della filiera. Fonte: SL Fruit Service 

Protagonisti globali e produzione italiana

La Cina mantiene il primato mondiale con 900mila tonnellate, ma la domanda interna cresce più velocemente dell’offerta.

Intanto il Cile, con una previsione record di 730mila tonnellate, si conferma fornitore strategico nei periodi critici.

In Italia, la produzione media resta tra le 100 e le 110mila tonnellate, ma il ruolo delle varietà tardive potrebbe diventare sempre più decisivo.

Un progetto congiunto per un marchio unico

Le ciliegie tardive, che maturano dopo quelle pugliesi e di Vignola, rappresentano una risorsa chiave per i due partner del progetto.

Melinda, consorzio di secondo livello con 16 cooperative e 4.000 soci, e Vip, che aggrega 7 cooperative e 1.500 produttori in Val Venosta su 5.500 ettari, uniranno le forze in un piano di valorizzazione condiviso.

Immagine 3. Il doppio asse o Bibaum®. Una nuova forma di allevamento per il ciliegio utilizzata nei nuovi impianti pedonali in Trentino Alto Adige con le varietà Kordia e Regina e il portinnesto Gisela 5. Fonte: SL Fruit Service

L’intesa, che entrerà in vigore dal 2026, prevede standard qualitativi comuni e una commercializzazione integrata, affidata a Melinda.

L’obiettivo? Mettere sul mercato 3.500 tonnellate di ciliegie di montagna sotto un unico marchio: Consorzio Melinda – Ciliegie di Montagna.

Un futuro da costruire insieme

«Condividere competenze e risorse è fondamentale per assicurare redditività ai nostri soci», ha dichiarato Ernesto Seppi, presidente di Melinda.

Gli fa eco Thomas Oberhofer, presidente di Vip: «La cooperazione è la chiave per affrontare insieme le difficoltà produttive e commerciali».

In uno scenario globale in rapido mutamento, le ciliegie di montagna si candidano a essere non solo un prodotto d’élite, ma anche un modello di filiera sostenibile e resiliente.

Silvia Marzialetti
Il Sole 24 Ore


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