La famiglia genica AKR nel ciliegio dolce: basi molecolari della tolleranza agli stress abiotici

29 gen 2026
1073

Il ciliegio dolce è una specie di grande valore economico, ma la sua produttività è fortemente influenzata da fattori ambientali avversi come siccità, salinità e stress ormonali.

In un contesto di cambiamenti climatici e di espansione delle aree di coltivazione verso zone marginali, migliorare la tolleranza agli stress abiotici rappresenta una priorità per la cerasicoltura moderna.

In questo scenario si inserisce un recente studio che ha analizzato la famiglia genica delle aldeide-cheto reduttasi (AKR), enzimi coinvolti nella detossificazione dei metaboliti reattivi e nella regolazione dei processi redox e ormonali.

Espansione genica e organizzazione

L’analisi genomica ha permesso di identificare 38 geni PaAKR nel genoma del ciliegio dolce, un numero superiore a quello osservato in specie modello come Arabidopsis o pomodoro, suggerendo un’espansione evolutiva legata a duplicazioni geniche, soprattutto sui cromosomi 1 e 6.

Dal punto di vista filogenetico, i PaAKR sono stati suddivisi in diverse sottofamiglie, con una marcata conservazione dei domini funzionali, in particolare del Motif4, comune a tutti i membri, indicativo del ruolo centrale di queste proteine nel metabolismo cellulare.

Le analisi sulle sequenze promotrici hanno evidenziato la presenza di numerosi elementi cis-regolatori responsivi a stress ambientali e ormonali, come ABRE per l’acido abscissico, MBS per la siccità, LTR per le basse temperature e motivi legati alla risposta a salinità, ferite e segnali luminosi.

Espressione genica e risposta agli stress

Questo assetto molecolare suggerisce che i geni AKR siano strettamente integrati nelle reti di segnalazione che regolano l’adattamento della pianta a condizioni avverse.

Le prove sperimentali di espressione genica, ottenute tramite qRT-PCR su piantine di ciliegio sottoposte a trattamenti con PEG6000 (stress idrico), NaCl (stress salino) e ABA (stress ormonale), hanno confermato questa ipotesi.

La maggior parte dei geni PaAKR mostra una rapida induzione nelle prime 12-24 ore di trattamento, seguita da una modulazione o riduzione dell’espressione a tempi più lunghi, indicando una risposta precoce allo stress finalizzata all’attivazione dei meccanismi di difesa.

In particolare, otto geni: PaAKR3, PaAKR6, PaAKR10, PaAKR12, PaAKR17, PaAKR24, PaAKR28 e PaAKR34, risultano fortemente responsivi a tutti e tre i tipi di stress, configurandosi come candidati chiave per la tolleranza multi-stress.

Tra questi, PaAKR3 mostra un’elevata induzione precoce in condizioni di siccità, suggerendo un ruolo cruciale nella percezione e trasduzione dei segnali idrici.

PaAKR28, localizzato principalmente nel nucleo, potrebbe invece essere coinvolto nella regolazione trascrizionale di altri geni di risposta allo stress.

Ruolo funzionale delle AKR

Dal punto di vista funzionale, le AKR contribuiscono alla riduzione di aldeidi e chetoni tossici prodotti durante lo stress ossidativo, limitando l’accumulo di specie reattive dell’ossigeno e proteggendo le membrane cellulari dalla perossidazione lipidica.

Inoltre, attraverso l’interazione con i metabolismi dell’ABA e dell’etilene, influenzano importanti processi fisiologici come la chiusura stomatica e la sintesi di osmoprotettori.

Le conclusioni dello studio individuano la famiglia PaAKR come un importante serbatoio genetico per migliorare la resilienza del ciliegio dolce agli stress abiotici.

L’identificazione di geni inducibili e la caratterizzazione dei loro promotori aprono prospettive concrete per i programmi di miglioramento genetico, sia tramite selezione assistita da marcatori sia attraverso approcci biotecnologici.

In un’ottica applicativa, lavorare su questi geni potrebbe contribuire allo sviluppo di cultivar più tolleranti a siccità e salinità, garantendo maggiore stabilità produttiva e sostenibilità della filiera cerasicola anche in scenari climatici più difficili.

Fonte: Guo, Z., An, X., Zou, Y., & Deng, F. (2025). Identification of the AKR gene family in sweet cherry and its response to different abiotic stresses. Scientific Reports, 15(1), 29251. https://doi.org/10.1038/s41598-025-14284-6 

Fonte immagine: Stefano Lugli

Andrea Giovannini
Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT


Cherry Times - Tutti i diritti riservati

Potrebbe interessarti anche

L'Associazione dei Produttori Argentini prevede 6.000 tonnellate: si stima il 50% per il mercato interno

Rassegna Stampa

27 nov 2023

La caratteristica principale di questa stagione è che la raccolta è in ritardo rispetto al solito di circa 7-10 giorni. Ciò è dovuto essenzialmente a un clima fuori stagione, con una bassa escursione termica tra il giorno e la notte.

Michigan State University contro Drosophila suzukii: continua la ricerca sui fattori utili al controllo

Difesa

27 gen 2025

L'entomologa Julianna Wilson affronterà questa ricerca con l'aiuto del Programma di resilienza climatica agricola, una nuova partnership sostenuta dalla MSU, dalla Michigan Plant Coalition e dal Michigan Department of Agriculture and Rural Development.

In evidenza

L'acido malico favorisce la spaccature dei frutti nel ciliegio

Gestione

30 set 2026

Uno studio condotto ad Hannover chiarisce perché le ciliegie dolci possono spaccarsi: l’acido malico presente nel succo accelera il cracking anche con un ridotto assorbimento d’acqua, collegando la rottura delle cellule epidermiche alla formazione delle fessure visibili.

Al via un progetto di impollinazione di precisione per accelerare la selezione genetica e incrementare la produttività dei ceraseti

Gestione

30 set 2026

Nel Regno Unito parte un progetto su precision pollination, sensori bioacustici e AI per misurare l’attività degli impollinatori, migliorare resa, qualità e resilienza di fragole, mirtilli, lamponi, more e ciliegie nella frutticoltura commerciale su scala nazionale.

Tag Popolari