Una nuova tecnologia si dimostra promettente contro i moscerini della frutta

17 giu 2026
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Una formula che imita il frutto, riduce l’uso di insetticidi e promette di cambiare la gestione della drosophila suzukii nei frutteti. La tecnologia Decoy, sviluppata dall’Oregon State University, sta attirando l’attenzione dei produttori statunitensi per il suo approccio mirato e a basso impatto.

Un’esca che cambia il comportamento dell’insetto

Contro la spotted-wing drosophila, uno dei fitofagi più temuti per ciliegie, mirtilli e altri frutti a buccia sottile, arriva una strategia che punta a colpire il parassita con maggiore precisione. Il sistema Decoy, messo a punto dal laboratorio dell’entomologo Vaughn Walton dell’Oregon State University Extension, utilizza una formulazione liquida che richiama il frutto e agisce come “arrestante comportamentale”.

Secondo T.J. Hafner, agronomy manager di AgriCare in Oregon, la tecnologia è ancora in fase di prova su blocchi selezionati, ma i primi riscontri sono incoraggianti. “Non la stiamo usando su tutta la superficie, ma la stiamo testando in diversi appezzamenti”, ha spiegato Hafner, definendola una soluzione “promettente”.

Meno chimica, maggiore precisione

La formulazione liquida può essere combinata con una dose ridotta di insetticida e distribuita con atomizzatore da terra o tramite drone. Il principio è quello dell’attract-and-kill: l’insetto viene attirato verso il punto trattato e muore dopo l’esposizione al principio attivo.

Walton sottolinea che il sistema consente di usare in modo più efficiente gli strumenti già disponibili. La dose di pesticida può essere ridotta fino a 10 volte, mantenendo risultati paragonabili ai trattamenti in piena copertura. Un vantaggio che, secondo Hafner, riguarda sia l’ambiente sia i costi, anche considerando l’impiego del drone.

La miscela include anche un fagostimolante, cioè una sostanza che favorisce l’alimentazione dell’insetto bersaglio. Possono essere utilizzati sia prodotti ammessi in agricoltura biologica sia pesticidi convenzionali.

La versione in compressa a lento rilascio

Oltre alla formulazione liquida, il laboratorio di Walton ha sviluppato una seconda modalità di applicazione: una compressa gommosa a lento rilascio. In questo caso la drosophila viene attratta dal supporto e vi rimane intrappolata per il resto della sua vita.

Il ricercatore paragona il meccanismo alla confusione sessuale, con una differenza sostanziale: il bersaglio sono le femmine, responsabili del danno diretto ai frutti. In alcuni casi possono deporre uova nella compressa, ma queste non arrivano alla schiusa. Di norma gli insetti si disidratano e muoiono. La tecnologia è stata recentemente perfezionata per richiedere una sola applicazione per stagione.

I prodotti sono realizzati da TerrAmor, azienda fondata da Walton a Salem, Oregon, e distribuiti da Pratum Co-op.

Diciassette anni di pressione nei frutteti

La drosophila suzukii, o Drosophila suzukii, perfora la buccia dei frutti con un ovopositore seghettato e depone le uova all’interno. In condizioni di forte pressione, può compromettere un raccolto in poche settimane. Secondo il National Invasive Species Information Center, negli Stati Uniti provoca danni stimati in 500 milioni di dollari (circa 429,5 milioni di euro) all’anno.

Prima dell’arrivo del parassita in Oregon, i produttori di mirtilli ricorrevano in genere a una o due applicazioni di insetticida all’anno. Con la diffusione della SWD, lo scenario è cambiato radicalmente, arrivando in alcuni casi fino a 10 trattamenti per stagione.

Hafner ricorda che, per circa cinque anni, l’intensità dei trattamenti ha favorito anche problemi secondari, in particolare con cocciniglie. La causa, secondo il tecnico, sarebbe stata la riduzione degli insetti utili naturalmente coinvolti nel controllo di questi fitofagi.

Dal calendario al monitoraggio

Secondo Scott Lukas, berry specialist dell’Extension e responsabile del Northwest Berry Program dell’OSU, nei primi anni la combinazione tra rischio di perdita del raccolto e tolleranza zero nei centri di confezionamento ha spinto molti produttori a intervenire in modo molto frequente.

Con il tempo, però, la gestione si è evoluta. Molte aziende hanno abbandonato i trattamenti a calendario e si affidano oggi allo scouting per decidere quando intervenire. Nel caso di AgriCare, quando le condizioni favoriscono l’ingresso del parassita dai margini vegetati, il personale può controllare i campi anche tre volte alla settimana.

Quando i frutti iniziano a colorarsi, gli scout aziendali raccolgono campioni e verificano la presenza di larve. Se vengono individuati segnali di infestazione, il programma di difesa viene modificato. Questo approccio, spiega Hafner, ha permesso di ridurre le applicazioni e di intervenire prima che il problema diventi rilevante al conferimento.

Biocontrollo e nuove tattiche di campo

Oltre a Decoy, i produttori stanno sperimentando strategie più mirate, come il trattamento delle sole file esterne per ostacolare l’ingresso del fitofago nei campi.

Dal 2022, i ricercatori rilasciano in punti strategici dell’Oregon Ganaspis brasiliensis, una vespa parassitoide in grado di uccidere la drosophila suzukii. L’obiettivo è favorirne l’insediamento stabile, affinché nel tempo possa aumentare di numero e svolgere un ruolo importante soprattutto nella vegetazione circostante i frutteti.

La tecnologia Decoy è indicata anche come efficace contro la brown marmorated stinkbug, la cimice asiatica, ampliando così il potenziale interesse per le aziende frutticole.

Un’annata ad alta pressione

Il quadro resta complesso. Secondo Jason Myer della Northwest Berry Foundation, che monitora la drosophila suzukii nella regione, due inverni miti consecutivi hanno creato le condizioni per una popolazione particolarmente elevata a inizio stagione.

Al 27 maggio, le catture nelle trappole risultavano quattro volte superiori rispetto a un’annata normale. Un segnale che conferma quanto la gestione della SWD richieda strumenti flessibili, tempestivi e integrati.

Una possibile svolta per ciliegie e piccoli frutti

Dopo quasi due decenni di lotta serrata contro la drosophila suzukii, l’integrazione tra tecnologie attract-and-kill, supporti a lento rilascio, monitoraggio di campo e lotta biologica potrebbe aprire una nuova fase per i produttori.

Per filiere sensibili come ciliegie, mirtilli e piccoli frutti, la prospettiva è chiara: ridurre la pressione chimica senza abbassare la guardia sulla qualità del raccolto. Decoy non elimina la complessità della difesa, ma offre un tassello in più verso una frutticoltura più selettiva, sostenibile e resiliente.

Fonte: Mitch Lies, Farm Progress

Fonte immagine: Confagricoltura


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