Panoramica sull’impiego del forchlorfenuron (CPPU) per aumentare resa, qualità e conservabilità dei frutti

22 gen 2026
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Il forchlorfenuron (CPPU) è un regolatore di crescita di sintesi appartenente al gruppo delle citochinine, sempre più utilizzato in frutticoltura per migliorare sia gli aspetti quantitativi sia quelli qualitativi della produzione.

Grazie alla spiccata attività citochinino-simile, il CPPU stimola la divisione e l’espansione cellulare, con effetti diretti sull’allegagione, sulla ritenzione dei frutti e sull’aumento della pezzatura in numerose specie frutticole, tra cui melo, albicocco, vite, actinidia, kaki e ciliegio dolce.

Oltre alla resa, il CPPU influisce anche su parametri qualitativi come contenuto di solidi solubili, zuccheri, colore, astringenza, produzione di composti volatili e, in alcuni casi, sulla partenocarpia.

Un ulteriore vantaggio risiede nell’estensione della shelf life dei frutti, ottenuta grazie al mantenimento della consistenza, al ritardo dei processi di maturazione legati all’etilene ed al maggior assorbimento di calcio.

Effetti fisiologici e produttivi

Dal punto di vista ambientale, il CPPU presenta residui molto bassi e tempi di persistenza (carenza) ridotti sia nei frutti sia nel suolo, risultando compatibile con le normative vigenti in frutticoltura.

A livello fisiologico, quando applicato a dosi adeguate, il CPPU incrementa l’attività metabolica della pianta favorendo la traslocazione di acqua e nutrienti verso gli organi in accrescimento, stimola la formazione di rami laterali riducendo la dominanza apicale e aumenta l’area fogliare ed il contenuto di clorofilla.

Dal punto di vista produttivo, l’effetto più evidente del CPPU è l’aumento della dimensione dei frutti, dovuto all’incremento del numero e della dimensione delle cellule del mesocarpo.

Questo rafforzamento del “sink” metabolico favorisce la distribuzione degli assimilati ai frutti, migliorando peso e volume.

Qualità dei frutti e maturazione

Parallelamente, il CPPU riduce la cascola e aumenta la percentuale di allegagione, contribuendo ad un incremento della resa per pianta.

Tuttavia, la risposta varia in funzione di specie, cultivar, stadio fenologico, concentrazione, condizioni ambientali e pratiche agronomiche adottate.

Per quanto riguarda la qualità, l’applicazione di CPPU tende a ritardare la maturazione, con frutti più sodi e maggiore contenuto di calcio, fattori che migliorano la conservabilità post-raccolta e consentono una gestione più flessibile della commercializzazione.

In alcuni casi, però, l’aumento della pezzatura è accompagnato da una riduzione del contenuto di zuccheri e di solidi solubili, poiché la maggiore quantità di acqua nei frutti diluisce gli assimilati e la maturazione viene posticipata.

Effetti molecolari e metabolici

Il CPPU può anche influenzare il colore, ritardando la degradazione della clorofilla e la sintesi di antociani e carotenoidi, con effetti positivi sulla conservazione ma talvolta negativi sull’attrattività commerciale.

Dal punto di vista molecolare, studi proteomici e trascrittomici hanno evidenziato che il CPPU regola l’espressione di geni coinvolti nella glicolisi, nella fissazione del carbonio, nel metabolismo degli acidi organici e nei sistemi di detossificazione delle specie reattive dell’ossigeno (ROS).

L’aumento dell’attività di enzimi come la fosfoglucomutasi, la citrato sintasi e l’ascorbato perossidasi suggerisce un ruolo chiave del CPPU nel rafforzare il metabolismo energetico, la stabilità redox e la tolleranza agli stress.

Conclusioni sull'uso del CPPU

In conclusione, il forchlorfenuron (CPPU) emerge come uno strumento efficace per incrementare resa, calibro e conservabilità dei frutti, migliorando al contempo l’efficienza fisiologica delle piante.

Sebbene i benefici siano ampiamente documentati, la risposta non è uniforme e richiede una corretta gestione delle dosi, dei tempi di applicazione e dell’integrazione con le normali pratiche colturali.

Ulteriori studi mirati a livello molecolare e agronomico saranno fondamentali per ottimizzare l’uso del CPPU e sviluppare strategie sempre più precise e sostenibili per una frutticoltura moderna, competitiva e orientata alla qualità.

NdR. L'utilizzo del forchlorfenuron (CPPU) è autorizzato attualmente in Italia solo su uva da tavola e actinidia


Fonte: ota, D., Kisan, N. P., Kalatippi, A. S., Vishwakarma, P. K., & Kanade, N. M. (2025). Forchlorfenuron for Quality Fruit Production: A Bird’s-Eye View. Applied Fruit Science, 67(5), 392. https://doi.org/10.1007/s10341-025-01601-6 

Fonte immagine: Stefano Lugli

Andrea Giovannini
Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT


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