Gli effetti del cambiamento climatico sulla fioritura del ciliegio Yoshino in Giappone

02 gen 2025
2256

Il cambiamento climatico sta trasformando profondamente i cicli stagionali delle piante, inclusi processi chiave come la fioritura. Uno studio condotto sull’isola di Hachijojima in Giappone, ha analizzato il comportamento del ciliegio Yoshino (Cerasus x yedoensis) ai limiti meridionali della sua distribuzione, raccogliendo dati dal 1948 al 2024.

L’obiettivo era comprendere le relazioni tra due parametri cruciali per la fioritura: l’esposizione al freddo, necessaria per la dormienza (chilling requirement), ed il calore richiesto per lo sviluppo delle gemme (heat requirement).

Questo studio offre un quadro degli effetti del riscaldamento globale sui cicli fenologici di questa specie, mostrando come variazioni anche modeste delle temperature stagionali possano ritardare significativamente la fioritura o addirittura impedirla.

Lo studio si è concentrato su Hachijojima per il suo clima caratteristico: inverni relativamente miti e primavere temperate. La data di prima fioritura è stata correlata alle temperature medie giornaliere, distinguendo tra i periodi di esposizione al freddo (<10 °C) e quelli di accumulo di calore (≥10 °C). I risultati hanno rivelato che, negli anni con inverni più caldi, l’esposizione al freddo risultava insufficiente, portando a ritardi significativi della fioritura, con differenze anche di settimane rispetto alla norma climatica.

Un inverno particolarmente interessante è quello del 2023-2024, caratterizzato da temperature di 1,0-1,6 °C superiori alla media stagionale. In queste condizioni, la data di prima fioritura è stata il 15 aprile, molto più tardi rispetto ad anni con inverno più freddo.

La relazione tra esposizione al freddo e fabbisogno di calore è stata modellata matematicamente con funzioni lineari e logaritmiche, le quali hanno evidenziato una correlazione significativa: maggiore è l’esposizione al freddo, minore è il fabbisogno di calore e più precoce è la fioritura.

Lo studio ha evidenziato due pattern principali che influenzano la data di fioritura. Nel primo caso, gli inverni più freddi anticipano la transizione dalla dormienza alla crescita delle gemme; se la primavera è calda, la fioritura avviene rapidamente, mentre una primavera fredda ne rallenta lo sviluppo. Nel secondo caso, gli inverni più miti ritardano il rilascio della dormienza, rendendo necessarie temperature primaverili più elevate per compensare il ritardo. Tuttavia, se le temperature primaverili restano basse, il ritardo nella fioritura si accentua ulteriormente.

I cambiamenti climatici rappresentano una sfida crescente per il ciliegio Yoshino, specialmente nelle aree al limite meridionale della sua distribuzione. L’insufficienza di giorni freddi in inverno potrebbe impedire la fioritura in futuro, compromettendo la sopravvivenza della specie in queste regioni.

Questo è particolarmente evidente considerando che, nonostante l’aumento delle temperature primaverili osservato dal 1948, la data media di fioritura non ha mostrato tendenze significative, suggerendo che il sistema è al limite della compensazione climatica.

I risultati di questa ricerca non si limitano a fornire una visione dettagliata del fenomeno, ma hanno anche implicazioni pratiche. La comprensione delle dinamiche di esposizione a freddo e calore può aiutare a sviluppare modelli predittivi più accurati per la fioritura, fondamentali per la gestione e la tutela di questa specie iconica. Inoltre, preservare il ciliegio Yoshino, simbolo della primavera giapponese, richiederà strategie di adattamento mirate, come la selezione di varietà più resistenti o l’identificazione di microclimi favorevoli.

Resta importante monitorare i cambiamenti climatici ed il loro impatto sulle piante. Studi come questo sono importanti per anticipare le conseguenze ecologiche e sociali del riscaldamento globale e per sviluppare soluzioni che possano mitigare i suoi effetti più drammatici.

Fonte: Shin, N., Saitoh, T. M., Takasu, H., & Morimoto, H. (2024). Influence of climate change on flowering phenology of Yoshino cherry at its southern distribution limit. International Journal of Biometeorology, 1-5. https://doi.org/10.1007/s00484-024-02797-0.
Immagini: Planet Naturale; Forest ReLeaf

Andrea Giovannini
Università di Bologna (IT)


Cherry Times - Tutti i diritti riservati

Potrebbe interessarti anche

Un centro di ricerca statunitense produce l'83% delle ciliegie dello stato del Michigan

Produzione

28 lug 2023

Il Northwest Michigan Horticulture Research Center è un centro di ricerca responsabile di un ceraseto di ben oltre 130 ettari, con una produzione che supera le 2000 tonnellate di ciliegie l'anno, ossia l'83% della produzione di ciliegie dell'intero stato del Michigan.

Dall’acqua alla qualità: sfide e soluzioni per l'irrigazione del ciliegio

Gestione

30 ago 2024

Nel Cile centrale l'irrigazione preveda l'applicazione di elevate quantità d'acqua tra fioritura e raccolta con una diminuzione arbitraria della quantità o della frequenza di irrigazione dopo la raccolta. La mancanza di dati può portare a piante gravemente stressate.

In evidenza

Amarena: nuova alleata contro infiammazione e disturbi del metabolismo

Salute

23 gen 2026

Due studi clinici confermano che l’assunzione quotidiana di estratti concentrati di amarena riduce significativamente marcatori infiammatori come CRP e livelli di urato nel sangue, aprendo nuove prospettive per il ruolo funzionale dell’amarena nella salute metabolica.

Atmosfere controllate per prolungare la shelf life delle ciliegie “Regina”: effetti su imbrunimento interno e qualità

Post-raccolta​

23 gen 2026

Uno studio condotto in Cile dimostra che l’atmosfera controllata con 10-15% di CO2 e 10% di O2 permette di conservare le ciliegie Regina fino a 40 giorni mantenendo qualità e gusto, ottimizzando la logistica per l’export verso mercati lontani come quello asiatico.

Tag Popolari