Sulle dolci colline di Elbasan, dove l’aria fresca e il terreno fertile si incontrano in un’armonia naturale, sorge un piccolo villaggio dal grande nome: Godolesh.
Conosciuto come il “villaggio delle ciliegie”, questo piccolo centro produce ogni anno circa 700 tonnellate di ciliegie, un frutto che è diventato motivo di orgoglio per l’intera zona e non solo.
In queste calde giornate di maggio, a Godolesh, nel distretto di Elbasan, è iniziato il periodo della raccolta delle ciliegie e gli agricoltori sono impegnati senza sosta per raccogliere il frutto di un intero anno di lavoro.
Xhevahir Ademi, uno dei nomi più conosciuti nella coltivazione delle ciliegie, rappresenta un esempio emblematico di ritorno dall’emigrazione e di successo nella produzione di questo frutto particolarmente apprezzato.

Radici e successo
Con 1.500 piante di ciliegio nel proprio frutteto, la sua è una storia di successo iniziata con l’emigrazione, ma che ha poi messo salde radici nella sua terra d’origine.
“Quest’anno la situazione è molto positiva”, racconta Ademi. “Le ciliegie della prima raccolta sono state vendute a 5-6 mila lek (circa 54,62-65,55 euro) al chilogrammo grazie all’elevata qualità, mentre quelle della seconda raccolta si attestano intorno ai 2.000-2.500 lek (circa 21,85-27,31 euro).
Si tratta di una ciliegia autoctona: soltanto Godolesh possiede questa varietà. Quest’anno siamo praticamente gli unici ad avere produzione, perché le condizioni meteorologiche hanno danneggiato altre zone come Dibër, Korçë e Berat.
Questo ha inciso sul prezzo e sulla domanda, quindi siamo molto soddisfatti”.
Mercato e valore
La ciliegia di Godolesh non è semplicemente un frutto gustoso: rappresenta patrimonio, economia e speranza per il futuro.
Questa stagione è stata la migliore degli ultimi 30 anni, con prezzi al chilogrammo che hanno raggiunto i 250-500 lek (circa 2,73-5,46 euro), a causa della scarsità di produzione nel resto del Paese.
“Ogni giorno arrivano commercianti da Tirana e da tutta l’Albania. Sono aumentati come mai prima d’ora, fino ad arrivare a 20 furgoni o camion al giorno”, racconta Ademi.
Ritorno alle radici
La storia di Xhevahir è anche una storia di ritorno alle proprie radici. In passato aveva lasciato il suo villaggio, Godolesh, emigrando in Grecia alla ricerca di una vita migliore. Fu però proprio il suo datore di lavoro greco a fargli cambiare prospettiva: “Mi disse: ‘Torna in Albania, le tue ciliegie valgono più del lavoro che fai qui’. E aveva ragione.
Quelle parole mi hanno spinto a tornare. L’emigrazione non era la soluzione. Qui lavoro per me stesso, vicino alla mia famiglia. È la cosa migliore”, afferma con convinzione.
Oggi Godolesh è diventato un simbolo di un’agricoltura intelligente e sostenibile. Gli agricoltori del villaggio hanno preservato una varietà autoctona, investito nelle piante e nella qualità e costruito un’economia sostenibile senza alcun sostegno esterno.
La crescente domanda del mercato nazionale, l’indiscutibile qualità del prodotto e i prezzi favorevoli registrati quest’anno hanno reso gli agricoltori più ottimisti che mai. E mentre l’Albania cerca la propria strada verso lo sviluppo agricolo, Godolesh rappresenta un esempio da seguire: un luogo in cui i frutti del lavoro generano non soltanto reddito, ma anche orgoglio.
Fonte immagine: BalkanWeb
Fatmir Popja
BalkanWeb
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