Il ciliegio di montagna cresce in condizioni molto particolari. Le forti pendenze, i terreni generalmente poco profondi e pietrosi e il rischio di erosione e dilavamento dei nutrienti rendono più difficili le operazioni agricole e possono ridurre l’efficienza della fertilizzazione.
Allo stesso tempo, l’altitudine e le condizioni climatiche tipiche di queste zone permettono di ottenere ciliegie di eccellente qualità, caratterizzate da ottima consistenza, colore e sapore.
Queste caratteristiche rendono necessaria una fertilizzazione adatta al terreno. In un’azienda agricola di montagna, ogni intervento comporta un costo significativo: accesso agli appezzamenti, ore di lavoro, carburante, utilizzo e usura dei macchinari.
Per questo motivo, oltre a garantire una corretta nutrizione del ciliegio, è particolarmente importante migliorare l’efficienza di ogni applicazione e ridurre, quando possibile, il numero delle operazioni necessarie.

Il suolo, la base della produzione
In queste condizioni, il suolo assume un ruolo fondamentale. Un terreno fertile agisce come riserva di acqua e nutrienti, consente lo sviluppo di un apparato radicale sano, favorisce l’attività biologica e migliora l’utilizzo dei fertilizzanti.
L’obiettivo deve essere quello di mantenere il ciliegio in equilibrio, evitando un eccesso di vigore che può tradursi in una produzione eccessiva di legno, una minore illuminazione dei frutti, una colorazione e una consistenza peggiori e maggiori esigenze di potatura e gestione.
Una vegetazione troppo fitta può inoltre ostacolare l’aerazione e la penetrazione dei trattamenti fitosanitari.
Mantenere gli alberi equilibrati, quindi, non produce effetti soltanto sulla qualità del raccolto. Può anche contribuire a ridurre i costi di potatura, gestione e trattamento, aumentando la redditività complessiva dell’azienda.
La fase di post-raccolta
Anche la fase di post-raccolta svolge un ruolo importante. Dopo la raccolta, il ciliegio rimane attivo, sviluppando le radici e accumulando carboidrati e nutrienti che costituiranno una riserva per il germogliamento e la fioritura della stagione successiva.
Una corretta gestione nutrizionale deve quindi considerare l’intero ciclo dell’albero e non soltanto il periodo di sviluppo del frutto.
Perché utilizzare fertilizzanti organo-minerali?
I fertilizzanti organo-minerali combinano sostanza organica e nutrienti minerali in un’unica formulazione, permettendo di agire contemporaneamente sulla nutrizione della coltura e sulla fertilità del suolo.
Questa combinazione può favorire una maggiore ritenzione e disponibilità dei nutrienti, un rilascio più graduale e una riduzione di alcune perdite per lisciviazione.
L’obiettivo non è semplicemente apportare una maggiore quantità di nutrienti, ma fare in modo che una percentuale più elevata di quelli distribuiti rimanga disponibile e possa essere utilizzata dal ciliegio.
Una maggiore efficienza nutrizionale comporta anche un vantaggio economico. Ogni unità di fertilizzante che viene persa rappresenta un costo che non si trasforma in produzione. Migliorarne l’utilizzo significa quindi ottenere un maggiore rendimento agronomico dall’investimento effettuato nella fertilizzazione.
Due operazioni con una sola applicazione
Uno dei principali vantaggi pratici dei fertilizzanti organo-minerali consiste nella possibilità di distribuire contemporaneamente la sostanza organica e il fertilizzante minerale.
Anziché effettuare un’applicazione di ammendante organico e una seconda applicazione separata di fertilizzante minerale, entrambi gli apporti possono essere eseguiti con un’unica operazione.
Questo aspetto assume particolare importanza nella coltivazione del ciliegio di montagna, dove l’accesso e il lavoro in determinati appezzamenti possono risultare più complessi e costosi.
Ridurre il numero dei passaggi consente un risparmio diretto di carburante, ore di utilizzo del trattore, manodopera e usura dei macchinari, oltre a limitare gli spostamenti tra gli appezzamenti e a semplificare l’organizzazione del lavoro.
Permette inoltre di disporre di una finestra di applicazione più ampia
Permette inoltre di disporre di una finestra di applicazione più ampia. Quando le condizioni meteorologiche o lo stato del terreno limitano i giorni disponibili per entrare in campo, poter svolgere due funzioni con un’unica operazione semplifica notevolmente la gestione.
Il costo della fertilizzazione, quindi, non deve essere valutato soltanto confrontando il prezzo per tonnellata dei fertilizzanti. È necessario considerare il costo complessivo dell’intervento: prodotto, trasporto, macchinari, carburante, tempo di lavoro e numero di applicazioni necessarie.
Un investimento nel futuro dell’impianto
La fertilizzazione del ciliegio deve essere pianificata pensando sia al raccolto attuale sia al mantenimento della produttività nel lungo periodo.
Migliorare progressivamente il terreno favorisce radici più attive, alberi maggiormente equilibrati, un migliore utilizzo dell’acqua e dei nutrienti e raccolti più stabili e di qualità superiore.
Inoltre, un’azienda capace di utilizzare meglio i nutrienti, ridurre le perdite e limitare alcune operazioni può produrre in modo più efficiente. L’obiettivo non è semplicemente spendere meno per i fertilizzanti, ma ridurre il costo reale di produzione di ogni chilogrammo di ciliegie commercializzabili.
In definitiva, la fertilizzazione organo-minerale rappresenta uno strumento particolarmente interessante per il ciliegio di montagna, perché consente di nutrire la coltura e migliorare il terreno con un’unica applicazione.
La combinazione tra una maggiore efficienza della fertilizzazione, un minor numero di operazioni in campo e il progressivo miglioramento della fertilità del suolo può tradursi in minori costi di gestione, un utilizzo più efficace dell’investimento destinato alla fertilizzazione e una maggiore redditività dell’azienda.
Fonte: agricotec.es
Fonte immagine: Stefano Lugli
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